Pillole di ortografia: dillo con (altre) parole tue

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Buonasera, cari lettori. Per la puntata di oggi delle nostre pillole d'ortografia, ci discostiamo un po' dal ramo a cui ci siamo dedicati fino ad ora. Passiamo infatti dall'ortografia al lessico, il che è altrettanto importante per scrivere un testo di un certo spessore. Prima di tutto, dobbiamo scegliere un lessico proprio di un registro linguistico adatto a ciò che stiamo scrivendo, per cui, a meno che non si tratti di dialoghi in cui è necessario far emergere una particolare parlata dei personaggi, dobbiamo tenere bene a mente che il registro dello scritto si discosta da quello del parlato quotidiano. E questo è il primo scoglio per chi si approccia al mondo della scrittura.

Ora, veniamo ad un tasto molto dolente, quello che mi porterà via più tempo nella revisione dei miei romanzi, le ripetizioni. Ebbene sì, mi sembra sempre impossibile, ma se rileggo i miei capitoli a distanza di tempo trovo moltissime ripetizioni di vocaboli, anche se quando scrivo ci presto molta attenzione! Perché? Siamo abituati, un po' per il nostro ambiente di vita, un po' per la regione da cui proveniamo, a prediligere determinati termini piuttosto che altri e questo si riflette nei nostri scritti. Invece, dobbiamo fare uno sforzo e addentrarci in un mondo oscuro, quello dei sinonimi.

In realtà, se vogliamo sfatare immediatamente un mito, i sinonimi non esistono. Parliamo di qualcosa che non esiste, allora? Ma cosa esiste, ciò che è stato definito come esistente o ciò che si comporta come esistente? Ah, no, questo è un residuo filosofico della mia imperitura formazione classica. Ebbene sì, i sinonimi in italiano sono rarissimi e in tutte le lingue è così! Una lingua evita di produrre parole che abbiano lo stesso identico significato, perché inevitabilmente una delle due scomparirà. Per questo ciascuna parola è diversa dall'altra, per una leggera sfumatura, perché porta con sé una certa sfera di significato. Prendiamo per esempio i verbi del dire, ahia, tasto dolentissimo! Già, perché nei dialoghi tendiamo a ripetere "disse" migliaia di volte e quanto appesantisce la nostra scrittura, la mia compresa! Ebbene, esistono centinaia di verbi che noi, comunemente, chiamiamo "sinonimi". In realtà, ciò che andiamo cercando è un gruppo di parole riferite allo stesso ambito di significato, ovvero il capo semantico del dire. Ecco che troviamo una lista infinita, che ho diligentemente riportato in principio del mio quaderno degli appunti, di verbi come: affermare, ammettere, aggiungere, assicurare, avvertire, esclamare, pronunciare, obiettare, protestare, raccontare, insinuare, parlare, dichiarare, sentenziare... Trovate per caso dei verbi che abbiano lo stesso identico significato? Dichiaro ufficialmente aperta la sfida! Che poi i linguisti distinguano il campo, dall'area e dalla sfera semantica a noi non importa un granché, andiamo, lasciamoli a loro questi fronzoli. Altro esempio, per non ripetere più volte il nome proprio del nostro personaggio, utilizziamo espressioni come "l'uomo", "la donna", ovvero tutte parole che rientrano nel campo semantico di persona. In esso ritroviamo individuo, tipo, adulto, vecchio, anziano, bambino, energumeno, figuro e chi più ne ha più ne metta, insomma, dipende da che tipo di uomo è il nostro personaggio!

Un'altra questione importante che vorrei trattare parlando di quelli che sono comunemente definiti "sinonimi", è costituita da iponimi e iperonimi. Arabo? No, no, italiano, fidatevi. Dunque, iponimi sono tutti quei termini legati ad un altro da un rapporto di inclusione, ovvero gatto, lince, ghepardo sono iponimi di felino, mentre felino è iperonimo di questi tre. Pertanto, una buona strategia per evitare le fastidiosissime ripetizioni può essere quella di alternare iperonimi e iponimi, per cui invece di ripetere "tavolo" useremo i suoi iperonimi, come scrivania, scrittoio, banco, a seconda del contesto di utilizzo.

Fortunatamente, abbiamo a disposizione i dizionari dei sinonimi, che poi potremmo fare un piccolo reclamo e far cambiare loro il titolo, anche se spesso non vengono utilizzati. Fate attenzione, perché non c'è nulla di più pesante che ripetere sempre le stesse parole! Il mio consiglio? Andiamo, mi sento troppo importante così, quando in realtà è un errore dal quale non riesco proprio a scollarmi. Io ho creato delle schede nei miei appunti di scrittura, con elenchi di parole che appartengono allo stesso campo semantico, aiutandomi con il dizionario. Se avverto che le ripetizioni sono troppe cerco nella lista la parola che più si adatta alle mie esigenze!

Eccoci giunti alla conclusione, vi ho lasciati respirare con un argomento piuttosto semplice, dopo quel mattone del congiuntivo, ma non sottovalutatelo, mi raccomando!

A presto e grazie per l'attenzione.

Martina

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