Intervista all'autore

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Buonasera Babberine,

eccomi qua con una nuova intervista. Oggi a dedicare il suo tempo a noi è Elle Eloise, affermata scrittrice, autrice Delrai Edizioni e creatrice della "How to disappear completely series".

1. Ciao Eloise, grazie per la tua disponibilità. Per prima cosa vorrei chiederti: chi è Elle Eloise? Da dove deriva il tuo pseudonimo?

Buongiorno Chicca e grazio per questa intervista! La storia del mio pseudonimo è molto semplice. All'inizio, durante la mia avventura da self published, ero solo "Elle". Mi piaceva il suono di questo nome, che era anche un pronome (in francese è "Lei", perfetto per il genere rosa) ed era l'iniziale del mio vero cognome ("L"). Poi, con Malia Delrai, alla firma del contratto con la Delrai Edizioni abbiamo valutato di aggiungere un cognome, in modo da indicizzarlo meglio. Lei mi ha proposto di usare il mio vero nome, Eloise, così sono diventata "Elle Eloise".

2. Davvero un bellissimo pseudonimo! Come ti sei approcciata al mondo della scrittura?

Ho cominciato a scrivere da ragazzina, durante un tema in classe che mi ha ispirata particolarmente: dovevamo continuare il primo paragrafo di un romanzo giallo. Tema dopo tema, capitolo dopo capitolo, la storia del mio giallo mi ha appassionata fino a che... non l'ho abbandonato al capitolo quindici (ebbene sì! Sono una che le storie le molla!). Tra le scuole medie e il liceo ho scritto una quarantina di racconti lunghi, ma non ho mai fatto leggere nulla a nessuno. All'università, lo studio e i vari lavori mi hanno portata lontana dalla mia passione: scrivevo saggi sul cinema, ma nulla di finzione. Ho ripreso solo dopo aver perso mia madre: era malata da un anno ed è stato un continuo peggioramento. L'anno più brutto della mia vita. Quando è mancata avevo bisogno di una valvola di sfogo ed è così che ho ricominciato a scrivere. È una bella compagnia!

3. Caspita, quindi la scrittura è stata la tua ancora di salvezza, in un certo senso. E dicci, il tuo libro esordio è Apri gli occhi e comincia ad amare, primo libro autoconclusivo della serie How to disappear completely. Cosa ti ha ispirato per scriverlo?

Quando ho perso mia madre mi sono sentita come se avessi perduto la bussola della mia vita, ero rimasta senza coordinate, risucchiata in un limbo in cui non andavo né avanti né in dietro. Semplicemente, mi facevo trasportare dalle giornate. Ho immaginato questa ragazza con cicatrici dentro e fuori, alcune di esse autoinflitte, che scende da un pullman nella piazza a un paese in mezzo alle montagne, una pecora nera in mezzo a tanto bianco. Da lì è cominciato tutto.

4. Una perfetta descrizione di Sara e del suo dolore, che si può dire essere parte del tuo. È per questo che nei tuoi romanzi hai affrontato tematiche molto delicate? Ti andrebbe di parlarcene?

Mi piace il genere new adult perché, i libri migliori, non parlano solo d'amore. La storia d'amore spesso diventa un pretesto per parlare di qualcos'altro. Di solito trattano di ragazzi sulla ventina con un passato che li tormenta. Trattano sempre tematiche importanti (abuso di minori, violenza, bullismo, droga) in modo leggero, con un linguaggio semplice ma efficace, capace di parlare alle giovani (e meno giovani) lettrici in modo diretto, senza fronzoli. Amo i libri new adult perché parla di ragazzi e ragazze che si trovano in un momento cruciale del loro percorso di crescita, il momento in cui diventi giovani uomini e giovani donne. È un'età in cui si plasmano e si affinano i caratteri e le personalità, per questo affasciante da raccontare.

5. È proprio vero, l'amore a volte è il contorno perfetto del messaggio che si vuole lanciare. Cambiano leggermente argomento, prima di affidare le tue opere a una casa editrice, ti sei affidata al self pubblishing, potresti raccontarci la tua esperienza? È stato difficile affrontare quel mondo da sola?

È stato molto difficile, perché io sono una persona molto insicura. Ed era un mondo che non conoscevo per niente e in cui ho imparato a muovermi solo dopo aver pubblicato, grazie ai consigli di splendide autrici self come me. Da quando ho conosciuto loro mi sono sentita meno sola. Io sono tagliata per stare in un team, a volte ho bisogno di essere aiutata, ma spesso mi fa piacere dare una mano.

6. Quindi in quel mondo l'unione fa la forza, bisogna cercare in ogni modo di farsi amici piuttosto che nemici. Quindi, cosa consiglieresti a uno scrittore che vorrebbe intraprendere questa avventura in solitaria? Ci sono delle regole da rispettare? Azioni da evitare?

Quello del self publishing (ma anche la competizione che si crea tra le CE) è un mondo che nasconde molte insidie. Uno dei consigli che mi sento di dare è quello di non lasciarsi travolgere troppo dai social, perché si rischia di allontanarsi dal proprio obiettivo. Io ce l'ho sempre avuto ben chiaro in testa. Il mio obiettivo non è diventare famosa su facebook, il mio obiettivo non è solo raccontare storie, anzi, belle storie possibilmente. Tenere in mente l'obiettivo che si vuole raggiungere è un'altra regola: celebrità? Guadagni? Raccontare belle storie? Lanciare un messaggio? In base al proprio obiettivo i percorsi e le regole sono molto diversi... io non punto ai primi due, quello che vorrei è scrivere romanzi profondi, con un messaggio positivo, qualcosa di cui andar fiera e magari, un giorno, far leggere a mio figlio (se mai ne avrò). Da lettrice invece, non disdegno comunque le storie d'amore più leggere, le commedie, gli erotici. Divoro di tutto, non ho pregiudizi su nulla! Ma ho una predilezione per i distopici, i paranormal, i new e young adult.

7. Okay, quindi la cosa fondamentale è mantenere fede ai proprio obiettivi e non farsi ingolosire dalla celebrità e dal possibile guadagno. Grazie mille Eloise per le tue preziose risposte!
Come ultima domanda ti chiedo questo: quali sono tre consigli in pillola che daresti ad aspiranti scrittori?

Questa è difficile: ho pubblicato solo due romanzi e mi sento ancora un'emergente. Posso dire però, in base alla mia scarsa, scarsissima esperienza, che i tre consigli potrebbero essere questi:

1. Come dicevo, avere ben chiaro il proprio obiettivo e le proprie motivazioni rispondendo ogni giorno alla domanda: perché scrivo?

2. Far rileggere il testo a più persone, soprattutto a chi potrebbe darvi un giudizio critico e obiettivo (un editor sarebbe fantastico!). Abbattete i cliché: anche una trama già sentita può nascondere delle interessanti sorprese, nella caratterizzazione dei personaggi, nello stile, nella strutturazione della storia. Rischiate, non seguite la massa. Trovate quel qualcosa che faccia la differenza, che vi distingua in un mare con migliaia e migliaia di pesci (e non sto parlando solo della cover).

3. Non abbiate pregiudizi sul self publishing ma, allo stesso modo, non abbiate pregiudizi neanche sulle Case Editrici, perché ogni esperienza è a sé. Io ho avuto una bella esperienza da self (anche se ho venduto pochissimo, ma non era il mio obiettivo primario) e adesso sto vivendo un meravigliosa avventura con la Delrai Edizioni, anche se so che molte scrittrici in altre CE hanno avuto esperienze terribili. Non rinnego nulla di ciò che ho fatto prima, ma ho capito di non essere tagliata per il self. Credo sia comunque un'esperienza da provare prima o poi.

Chicca, grazie per lo spazio e le domande.

Grazie mille a te Eloise.

@ChiccaCom autrice della Destiny Trilogy.

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