Una mappa fra i malandrini (seconda parte)

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Buonasera, 

ecco la seconda parte dell'articolo di MartinaGhirardello sulle case editrici. 

Buona lettura. 


(vedi prima parte) 

E ora non ci resta che attendere...

Nella speranza e nell'augurio di poter ricevere qualche riscontro positivo, ci addentriamo nell'ultima parte di questa sorta di guida. Ricordo la mattina in cui ricevetti la prima proposta da parte di un piccolo editore, non stavo più nella pelle dall'euforia! È inutile ribadire quanto possa essere grande la soddisfazione, ma, cosa importante, lo è anche ricordarvi di non lasciarvi trasportare troppo da quest'euforia. Vi arriveranno contratti, via mail o via posta, ed è a questo punto che dobbiamo fare la massima attenzione, se non vogliamo che il nostro manoscritto finisca per essere sfruttato senza che ce ne venga riconosciuto il merito. Prima di tutto, nel contratto saranno specificati eventuali costi a carico dell'autore. Vorrei, a questo proposito, fare una precisazione. Non dobbiamo considerare alla pari gli editori che ci richiedono spese per l'acquisto di copie o per la stampa e coloro che richiedono un editing a carico dell'autore. Tra i piccoli editori, infatti, non tutti hanno la possibilità di far editare i manoscritti al loro ridotto personale. Per questo sono in molti a richiedere che il manoscritto, prima di poter essere pubblicato, sia sottoposto ad un editing professionale. Non posso dirvi che i costi siano irrisori, il punto sta nel comprendere se ne valga la pena, se questa cifra possa poi essere colmata, un giorno. Non che io mi aspetti di vendere migliaia di copie, tenendo sempre ben presente la mia condizione di perfetta sconosciuta, ma, perlomeno, dobbiamo avere delle piccole certezze. Come ottenerle? Certezze assolute non ce ne saranno mai, tuttavia, possiamo cercare di coprirci il più possibile, per esempio carpendo più informazioni possibili sulla promozione che l'editore in questione attua sui suoi romanzi. Verremo lasciati a noi stessi, oppure qualcuno si adopererà per trattenerci quantomeno sulla superficie di questo vasto oceano? Quello che vi consiglio è di parlare con chi ha già avuto esperienze con l'editore in questione, contattate gli autori, usate i social network, l'era del digitale ha i suoi vantaggi. C'è poi la questione della percentuale che verrà data all'autore sul prezzo di vendita e anche qui, se avete delle grandi aspettative, temo proprio che si scioglieranno come neve al sole. Si va dal 5 al 10%, con i piccoli editori. In conclusione, mettete da parte l'euforia, leggete i contratti dentro le righe e tra le righe, con la lente d'ingrandimento e con il supporto di qualcuno che sia più esperto di me e di voi. Non affrontate questo viaggio da soli, perdereste presto il senso dell'orientamento.

È pur vero che da qualche parte bisogna cominciare, a piccoli passi, facendo attenzione a fidarsi delle persone giuste, perché noi autori abbiamo bisogno di essere aiutati nel nostro percorso di crescita, un vero editore è quello che ci affianca, dall'editing, alla copertina, alla promozione, alla vendita. Poi tocca a noi, dare tutti noi stessi perché il nostro romanzo sia il meglio che possiamo fare. Tanto impegno e tanta pazienza, ecco gli ingredienti per una strada tutta in salita. Non voglio certo scoraggiarvi, è proprio dalle piccole case editrici che tante volte le big scovano i loro talenti! Rimbocchiamoci dunque le maniche e buon lavoro a tutti.

Martina Ghirardello

Autrice di "Fiori di campo".




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