I personaggi

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I personaggi: protagonisti, antagonisti, personaggi minori

Mentre scrivevate la trama, a grandi linee o in maniera più specifica e approfondita, vi siete resi conto che, mano a mano la storia prendeva sempre più forma, spuntavano tra le dune dell'approssimazione forme di vita intelligente? Voglio dire, vi siete resi conto che ogni tanto appariva un personaggio e voi gli davate persino un nome?

Tom, Rick, Taylor, Frank, Russ, Asthon, Tobia, Enrico, Amalia, Amanda, Entella...

E mano a mano che davate un nome a ciascuno di questi vostri personaggi, ancora allo stato embrionale certo, iniziavate a delineare una storia personale, un passato, un vissuto per ciascuno di loro? Tratti somatici, carattere, personalità, vizi, tic, difetti fisici, particolari caratteristiche che li distinguono gli uni dagli altri?

Si chiama caratterizzazione. Ed è l'azione di dare specificità a ciascun personaggio, principale o minore che sia, in modo che acquisti in tridimensionalità e il lettore lo "veda", lo "senta" vivo, gli conferisca quella credibilità che ogni personaggio di romanzo o racconto ha bisogno affinché la storia e la sua narrazione siano efficaci.

Ciascun personaggio ha un suo vissuto. Una storia nascosta che vuole raccontare, un passato non visibile ai più che desidera far affiorare e mostrare. E sta al narratore darne risalto oppure no. Ma ogni personaggio, anche il più piccolo e insignificante ha una personalità, una fisicità che deve essere in qualche modo valorizzata.

E per far sì che ciò accada nel migliore dei modi, l'autore deve catalogare ognuna di queste storie, classificarle, incasellarle in modo da non perderne neppure il più piccolo particolare.

Dei protagonisti l'autore dovrà sapere davvero tutto. Non solo nome, cognome, età, colore dei capelli, peso, numero di scarpe e così via. Ma anche gli studi fatti, gli amici del cuore del liceo, l'educazione e il background in cui i genitori sono vissuti. La religione e la religiosità. Oltre ovviamente ad eventuali difetti fisici, handicap, disabilità. Tic, vezzi, gestualità ricorrenti che possono renderli immediatamente riconoscibili.

Dei personaggi minori o spalla dei protagonisti, idem. E non tanto perché il lettore debba vedere anche di questi tutta la carrellata del passato, ma perché per poter far muovere un personaggio in un certo ambito, l'autore deve conoscerlo a fondo anche se di lui si vedrà nel romanzo solo pochissimo. 


I personaggi sono gli ingredienti principali del vostro piatto più saporito e sostanzioso che abbiate mai deciso di cucinare. Sono il sale della vita del vostro scritto.

Devono "saltar" fuori dal foglio, prendere il lettore per mano e condurlo dentro le pagine, convincerlo a vivere l'avventura insieme a loro. Se i personaggi non riescono a coinvolgere il lettore, difficilmente la sola narrazione lo farà. Perciò è importante che siano credibili, che siano "veri" anche se si parla di finzione.

Che abbiano "voce", una voce riconoscibile anche senza leggerne il nome di chi sta parlando in quel momento. Perciò è bene che a ciascuno dei personaggi che introdurrete nel vostro romanzo diate una caratteristica particolare, che sia positiva o negativa, anzi, meglio dare ai personaggi principali sfumature di carattere e gestualità che siano plausibili anche nella vita reale, dove nessuno è soltanto buono o soltanto cattivo, oppure totalmente ben educato e affascinante. Avete presente quel luogo comune che vuole che ci si innamori di una persona compreso i suoi difetti? Ebbene, siccome, come ho detto nelle chiacchierate precedenti, decidere di scrivere un romanzo è una sorta di innamoramento, dei vostri personaggi vi dovete innamorare anche dei loro difetti e non dovete avere remore a descriverli. Li renderete umani e quindi tridimensionali.

E per mantenere unacoerenza, dovrete fare le schede dei personaggi.

Esercizio: impostate la scheda personaggio per ciascuno dei vostri protagonisti e antagonisti. Indicate tutto: nome, cognome, colore dei capelli, degli occhi, altezza, descrivetene la corporatura, passate poi agli studi, alla religiosità, al tipo di educazione ricevuta in famiglia. A grandi linee descrivete le potenzialità, le bravure e le carenze, le amicizie e gli amori. Non lesinate in particolari perché, come detto sopra, di ciascun personaggio dovete sapere "vita, morte e miracoli".      

      

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