APPENDICE N.2: Ridondanze, ripetizioni, spiegoni

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Abbiamo stabilito il genere del nostro romanzo, il punto di vista e il tempo verbale con cui lo scriveremo, ci siamo lasciati ossessionare dalla storia, abbiamo focalizzato i caratteri e le caratteristiche fisiche dei nostri personaggi, abbiamo fatto gli schemi, scritto la trama, le schede personaggi, gli outline, le tag-line e le log-line

Insomma abbiamo fatto i compiti.

Adesso è il momento di iniziare a scrivere. Di partire veramente per quel viaggio che ci porterà lontano, nell'universo della fantasia.

Ognuno di noi ha una voce interiore, un modo di percepire sensazioni e sentimenti, soprattutto ciascun autore ha uno stile. Non sempre si è consapevoli di questo e sicuramente ci vorrà molto impegno e tante esercitazioni per imparare a conoscersi e conoscere quello che ci anima. A capire qual è il nostro stile. Ma una cosa è sicura: provando, insistendo, arriveremo a scoprilo, a conoscere la nostra voce interiore.

Alcuni scrivono in modo scattoso, asciutto, con frasi brevi e adorano scandire il ritmo della narrazione attraverso descrizioni rapide e incisive. Altri invece preferiscono raccontare in maniera più placida, lenta, indugiando sulle descrizioni e facendosi aiutare da figure retoriche e metafore descrittive. Altri ancora invece raccontano senza caratterizzare moltissimo, preferendo una narrazione più accademica e didascalica, alla "vecchia maniera".

Qualunque sia il vostro stile, purché crediate veramente che lo sia, purché sia ciò che vi dice il cuore e la mente, sappiate che è ciò che è più giusto per voi

Sono dell'idea che uno scrittore sappia veramente ciò che è più congeniale per lui e per i propri personaggi. Potete cercare consigli, opinioni di lettura in un certo momento del vostro processo creativo, ma tenete sempre presente che ciò vi definisce come scrittori è il vostro stile creativo.  Quello che vi rende unici, riconoscibili fin dalle prime battute. Quello che canta dentro di voi.

Viene consigliato agli aspiranti scrittori di leggere, leggere, leggere, se si vuole imparare a scrivere. E leggere è infatti la soluzione. Ma non lo è copiare lo stile dell'autore che si ama di più o che si ammira per il successo che ha avuto con uno o due libri best seller.

Copiare no. Copiare è il male. Tenetelo sempre a mente.

Oltre tutto, che gusto c'è, a copiare? O scimmiottare lo stile di un autore che si ammira e si segue?

Tornando alla prima di queste mie chiacchierate, ragionateci su, domandavo: perché scrivere? Personalmente, scrivo le storie che vorrei leggere e che non trovo scritte da nessuna parte. E questo significa che se non le trovo da nessuna parte vuol dire che c'è un modo di scriverle che ancora non è stato "scoperto"

Fate che quel modo diventi il vostro. Unico. Proprio perché appartiene soltanto a voi.

Siete state bravi studenti e avete sempre avuto un voto alto al liceo in italiano e nei componimenti? Siete insegnanti di Latino e Greco al liceo classico? Non fa di voi uno scrittore per forza. Avrete strumenti dalla vostra che vi possono avvantaggiare, quali la correttezza grammaticale nell'esposizione, ma non sarete per forza bravi narratori. Troppo spesso nei testi di aspiranti scrittori noto problemi che rendono il testo, magari validissimo a livello di trama, impossibile da tollerare dal punto di vista del lettore.

Alcuni di questi problemi sono le ridondanze, le ripetizioni, gli spiegoni e il compiacimento. Per citarne alcuni.

Ridondante è quel testo che si fa fatica a leggere per eccessiva lunghezza, frasi involute, scarsità di punteggiatura, compiacimento eccessivo nell'utilizzo di parole difficili che, ahimè, appesantiscono il discorso e lo rendono disagevole a chi legge. Ridondante è anche quel passaggio che abbonda di aggettivi nelle descrizioni o ripetizioni dello stesso aggettivo, sostantivo, avverbio nello spazio di poche frasi. Ridondante è anche l'inserimento di cacofonie sgradevoli e di rime involontarie in una frase.

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