L'opinione di Laura: LOVE IS IN THE AIR!... AH NO, È MORTADELLA.

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È primavera, svegliatevi bambine!!! Eh, sì, è primavera, e come sempre quando arriva la primavera si formano nuove coppie e si sente l'amore nell'aria...

Come dite? Non è vero niente?! E allora perché è da quando sono nata che mi ripetono che la primavera è la stagione dell'amore, che l'estate è la stagione delle avventure, che l'autunno è la stagione delle caldarroste e l'inverno quella del piumone e delle cioccolate calde?

Ah, ho capito, sono solo stupidi cliché!

Eppure in questa storia c'è qualcosa che non mi convince, perché alla fine è vero che in estate, complice il caldo e i falò sulla spiaggia, succedono molte avventure (non so se avete capito di cosa parlo). Ed è vero anche che in autunno, mentre cammini per le strade con i primi freddi e i primi giacconi pesanti, mentre si fa lo slalom tra una pozzanghera e l'altra, possiamo imbatterci in qualche venditore ambulante di caldarroste, da sgranocchiare mentre si cammina tra le vetrine. E l'inverno è indubbiamente la stagione dei piumoni e delle cioccolate calde, da sorseggiare al calduccio della propria casa, avvolti nelle pieghe di quel piumone mentre si guarda un bel film, magari in compagnia, e mentre fuori viene giù il diluvio...

Ma per l'amore? Solo in primavera si formano nuove coppie? Mmm... Io direi di no.

Però posso dire con assoluta certezza che l'amore è in ogni dove.

Dite di no? Eppure posso asserire con assoluta certezza che nella maggior parte dei libri che ho letto nella mia vita, di qualsiasi genere essi siano stati, vi era raccontata una storia d'amore, o altrimenti che il protagonista di turno era innamorato di qualcuno o qualcuno era innamorato di lui, o di lei, eccetera eccetera. Si potrebbero contare sulle dita di una mano i libri in cui dell'amore non si fa menzione.

Bene, effettivamente il fatto che l'amore in primavera sia un cliché è senza ombra di dubbio, ma è anche vero che nonostante sia un cliché, l'amore funziona sempre, ovunque tu lo metta.

Ed essattamente come l'amore, anche tutti gli altri cliché funzionano sempre, altrimenti non sarebbero cliché. È una cosa logica, se sono diventati dei cliché è perché funzionano sempre... o quasi.

A volte mi è capitato di leggere la domanda: "che cosa sono i cliché?". Bene, i cliché sono tutte quelle situazioni , frasi o espedienti che vengono usati più comunemente da... tipo tutti. Sì, sì, non venite a dirmi che le vostre storie sono al 100% originali, perché anche se fosse, state pur certi che all'interno uno o due cliché vi si possano trovare. Magari ben nascosti, ma ci sono.

E comunque sia non è una cosa da condannre... almeno a casa mia. I cliché hanno cominciato ad avere una connotazione negativa, soprattutto tra gli scrittori, perché sono situazioni che non vengono semplicemente usate, ma abusate.

Uno dei cliché più strausato che si possano trovare nella maggioranza delle storie su wattpad, (ma anche fuori) è ad esempio l'espediente del trasferimento. Il o la protagonista di turno, per un motivo o per un altro, si ritrova a dover affrontare un trasloco, con la consegenza di lasciare la vecchia vita e doversi dare da fare per crearsene una nuova. È il cliché più usato perché da qui è facile introdurre un nuovo amore o una situazione difficile in cui far "ballare" il nostro protagonista, specialmente nelle storie d'amore e nelle fanfiction. (No, non mi sto riferendo a nessuna storia in particolare! :-P)

Poi ce ne sono davvero tantissimi altri di cliché, come l'attrazione tra due opposti, spesso raccontata in storie dove lui è uno str**** patentato e lei la santarellina che lo fa cambiare, (e anche qui, stesso discorso di prima), oppure il ritrovamento di un artefatto particolare nella cantina del protagonista, a lui sconosciuto fino a quel momento, e grazie al quale inizia a vivere avventure roccambolesche una dopo l'altra. E come ho detto prima, saranno anche dei cliché ma funzionano sempre.

No, aspettate, funzionano sempre o quasi. Sì perché se il cliché è ben raccontato può introdurre una storia bellissima ed emozionante e fare in modo che appassioni sin da subito, ma se invece è scritta in maniera troppo facile, senza dettagli che la rendano particolare, il malcapitato lettore esprimerà questo preciso pensiero: "Oh... l'ennesima storia piena di cliché e situazioni trite e ritrite." Ok, forse non sarà esattamente così ma il senso sarà esattamente questo.

Alla fine la discussione è quella di prendere i cliché e renderli nostri. Non possiamo solo dire: "Il padre nella nostra protagonista ha ricevuto un aumento di stipendio ma dovrà trasferirsi dall'altra parte del mondo per poter svolgere le sue nuove mansioni, la piccola Jo, (nomeacaso) dovrà sottostare ai voleri del padre e inizia a frequentare la nuova scuola dove conosce Jack (altronomeacaso)..." e da lì inizia la loro storia. Se proprio volete che la vostra protagonista debba trasferirsi dall'altra parte del mondo, cambiate alcuni ingredienti, mantenendo la stessa situazione. Che so, invece di essere il padre a dover cambiare lavoro, dite che è la madre... magari fate che i suoi genitori sono separati e lei decide di voler stare con la madre, oppure potrebbe anche fare su e giù tra il padre e la madre... insomma, create una storia sopra una storia. Utilizzerete un cliché, ma non lo sprecherete scrivendo una storia simile a millemila altre storie che hanno usato lo stesso cliché.

Che poi alla fine si tratta di pregiudizio. Se dovessero raccontarvi la trama di un libro, e vi dicessero: "La dolce Mary (nomeacaso) conosce per caso il bullo John (arinomeacaso) e da quel momento il bullo John inizierà a comportarsi in modo diverso rispetto a prima di conoscere Mary..." non dovreste pensare subito al classico cliché prima di aver letto almeno l'incipit. Può darsi che vi possa sembrare una storia simile a molte altre, ma può darsi che, grazie alle molte sfaccettature e dettagli che l'autrice (o l'autore) ci ha ricamato intorno, potrà sembrarvi invece un cosa originale e molto appassionante, che magari a prima vista potrebbe sembrare qualcosa che non è e per questo sorprendervi ancora di più.

Saluti.

Laura Pafumi, autrice de "Il mio bacio salato".

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