L'OPINIONE DI LAURA: Consigli dall'alto... ma non troppo

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Perdonatemi se per questa volta prenderò in prestito le parole di altre persone, ma purtroppo non ho assolutamente avuto tempo per scrivere e imbastire un articolo come si deve. Però ho cercato su internet qualcosa che potrebbe fare lo stesso al caso vostro, qualcosa che interessa alla maggior parte di noi e sono abbastanza soddisfatta del risultato.

Tutti noi, o almeno la maggior parte, sappiamo che scrivere un libro non significa solo sedersi davanti al nostro pc e pensare ad una storia cercando di metterla per iscritto nel miglior modo possibile, ci vuole qualcosa in più. Molto spesso, quando abbiamo intenzione di scrivere un libro ma non sappiamo da che parte iniziare, decidiamo di cercare ispirazione nel luogo più facile in cui possiamo trovarla, ovvero internet.

E proprio su internet ho trovato una sorta di decalogo, una lista di consigli su cosa fare e non fare quando abbiamo intenzione di scrivere un libro, fatta da personaggi alquanto importanti o famosi nel mondo della letteratura.

1- "Mai iniziare un libro parlando del tempo. Se è solo per creare atmosfera, e non una reazione del personaggio alle condizioni climatiche, non andrai molto lontano. Il lettore è pronto a saltare le pagine per cercare le persone. Alcune eccezioni. Se ti capita di essere Barry Lopez, che conosce più modi di un eschimese per descrivere il ghiaccio e la neve nel suo Sogni Artici, puoi fare tutti i bollettini meteo che vuoi". Elmore Leonard.

2- "Porta sempre con te un taccuino. E intendo sempre. La memoria a breve termine trattiene un'informazione per tre minuti soltanto. Se non la metti su carta, puoi perdere per sempre un'idea". Will Self.

3- "Due anni fa, il primo di questi saggi che scrissi riguardava il mio metodo di scrittura a "timer da cucina". Non hai mai letto questo saggio, ma ecco il metodo: quando non ti va di scrivere, imposta un timer da cucina su un'ora (o mezz'ora) e siediti a scrivere finché il timer non suona. Se ancora non ti va di scrivere, sarai comunque libero in un'ora. Ma di solito, non appena il timer suona, sarai così coinvolto e divertito dal lavoro che continuerai. Al posto del timer, puoi azionare una lavatrice o una lavastoviglie e usarle come cronometro. Alternare all'impegno della scrittura il lavoro ripetitivo di queste macchine ti darà le pause necessarie per le nuove idee e le intuizioni di cui hai bisogno. Se poi non sai come continuare la storia... pulisci il bagno, cambia le lenzuola, per amor del cielo!, spolvera il computer. Arriverà una idea migliore". Chuck Palahniuk.

4- "Scrivi quello che senti di dover scrivere, non quello che è popolare o che pensi possa vendere". P.D. James.

5- "Il dialogo è cruciale nel definire i personaggi, e dev'essere sempre reale e mai artificioso artefatto: "scrivere bene i dialoghi è arte oltre che mestiere". Per allenarti alla pratica del buon dialogo, rimani in silenzio e ascolta i dialoghi quando e dove puoi: in metropolitana, al bar, in ufficio. Un buon dialogo deve essere come una partita di tennis, un botta e risposta, e ci deve dare in poche righe l'idea precisa di una situazione, i caratteri dei personaggi, la loro collocazione, il loro ambiente, perfino le loro idee politiche, o le loro inclinazioni. Se narrate di storie appartenenti alla classe lavoratrice, di fabbriche, di ghetti, di metropoli, di contadini, di operai, non è auspicabile che il vostro personaggio parli come un professore universitario, perché non sarebbe veritiero, né giustificabile". Stephen King.

6- "Ricordati che la prosa è architettura, non decorazione di interni". Ernest Hemingway.

7- "Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata". Umberto Eco.

8- "Gli scrittori che scrivono opere profonde perché non possono o non vogliono farlo. Fa' ciò che ti piace e fallo meglio che puoi. Quasi tutte le storie profonde non hanno iniziato a esserlo. Hanno cominciato a essere narrate. Io sono leggenda è stato scritto perché Richard Matheson voleva scriverlo e magari perché aveva delle bollette da pagare. Scommetto che è stato così. Ma è anche profondo insinuarsi nel nostro modo di fare. Penso che quando esitiamo a scrivere qualcosa che vogliamo, e ci guardiamo dietro pensando a ciò che la critica dirà, stiamo diventando insicuri del nostro lavoro, non sulla sua profondità o la superficialità. Non sto suggerendo di scrivere spazzatura a nessuno, ma solo di scrivere la storia che vuoi raccontare. Non sai mai dove ti porterà. Al diavolo il genere. Al diavolo le università. Scrivi". Joe Lansdale.

9- "Cambia idea. Le idee buone spesso vengono uccise da altre ancora migliori. Stavo lavorando a un romanzo su una band che si chiama the Partitions. Poi ho deciso di chiamarli The Commitments". Roddy Doyle.

10- "Violate ognuna di queste regole piuttosto che scrivere qualcosa di barbaro". George Orwell.

Devo dire che quella che mi piace più di tutte è l'ultima...

A prescindere che siate d'accordo o no con questi consigli, avere una guida per darvi una mano quando passate quei momenti un po' confusi è sempre molto importante. Secondo me.

Un saluto a tutti.

Laura Pafumi, autri ce di "Il mio bacio salato" e "Il cuore ha le sue ragioni".

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