Pillole d'ortografia

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Piccola e con un cappellino che non è altro che un puntino!

Bentrovate alle nostre lettrici e scrittrici in erba con un nuovo appuntamento di Pillole di ortografia. Prima di procedere, vorrei ringraziare voi e tutto il nostro mitico staff, perché con questi articoli mi state permettendo non solo di esercitarmi nella scrittura, cosa di cui ho davvero bisogno, ma anche di imparare moltissime cose nuove. Quindi, grazie a voi che ci seguite, che spendete il vostro tempo per queste, spero meno noiose possibili, lezioncine di ortografia e grazie alle mie fantastiche colleghe, che mi hanno fatto comprendere quanto sia fondamentale costruire una rete tra scrittori.

Detto questo, passiamo all'argomento di oggi. È un vero punto critico, dalla prima elementare all'università, quello che fa rizzare i capelli alla vecchia prof di italiano con i capelli grigi e gli occhiali più spessi del dizionario che tanto raccomanda di consultare, quello che per ogni bambino è un arcano indecifrabile e per ogni maestra uno scoglio difficilmente superabile. Sapete qual è il bello del mestiere che andrò a fare? Che se si gettano buone basi si è ben oltre la metà dell'opera, è una grossa responsabilità, non credete? Eccomi dunque, per la prova generale della mia lezione sulla i.

Come al solito, segni piccoli e insignificanti che ci fanno girare la testa. Come dice sempre Laura, siamo fortunate ad essere italiane, vi immaginate imparare da zero tutti questi fronzoli?

Partiamo dalle cose semplici, anzi, direi che potremmo darle per scontate. Sono certa che tutte noi affianchiamo una i per completare il trigramma "gli", e che sappiamo benissimo la differenza tra cia e ca. Già, su qualche storia da brivido (e non perché fosse thriller) qui su Wattpad ho trovato anche questo tipo di errori, ma prego che siano casi isolati. Proseguiamo dunque in una faccenda che ha moltissime sfaccettature, oggi dovrete avere un po' di pazienza e, mi raccomando, state attente! Tu, non masticare la gomma, tu, non guardare fuori dalla finestra e tu, smettila di infastidire quella povera creatura che ti sta seduta a fianco! Ah, no, questo non vale qui...

Punto primo: il digramma gn

Giusto per capirci, e anche per inserire qualche preziosismo da linguista mancata, un digramma è un gruppo di due grafemi che suonano come un solo fonema. Chiaro, no? Domande? A parte questo, il diagramma gn non va generalmente seguito dalla i, a meno che questa non sia accentata. Ecco perché avremo gnomo, castagna e poi compagnia... Sentite la differenza? In "compagnia" la i è necessaria, perché viene effettivamente pronunciata, per dipiù in modo marcato, dato che porta l'accento di parola. Tuttavia, c'è un caso ballerino in questo ambito, il primo tra i tanti che incontreremo quest'oggi. Si tratta delle prime persone plurali di verbi come accompagnare, disegnare, sognare, insomma, tutti i verbi in -gnare. Anche se è sempre più diffuso, e non solo nei temi sgrammaticati che si leggono a scuola, la forma "accompagnamo", "disegnamo" eccetera, è buona norma inserire la i prima della desinenza "amo". Fortunatamente dalla nostra parte ci sono i correttori automatici, che ci indicano queste forme con una chiara sottolineatura rossa. La desinenza della prima persona plurale, infatti, include la i. Pensiamo a tutte le forme, amiamo, lodiamo, facciamo, giochiamo e chi più ne ha più ne metta. Hanno tutti la i, i verbi in -gnare non fanno eccezione, pertanto.

Punto secondo: -scenza o-scienza?

E qui arriva uno dei veri tasti dolenti, cari lettori. Sì, perché è più raro leggerli nella forma sbagliata che in quella corretta. Errori di questo genere si trovano anche tra le pagine di autrici molto in gamba, quindi, aprite bene le orecchie e ricordate! Il vostro testo sarà impeccabile se... Inserirete la i solo nei derivati di scienza e coscienza, che portano la letterina magica. Quindi avremo fantascienza, neuroscienza, ma anche coscienza, subcoscienza. Per tutto il resto, ovvero i casi in cui il suffisso -scenza è utilizzato per creare nomi astratti, non va la i. Prima tra tutti la tanto maltrattata conoscenza, lei e tutti i suoi conoscenti la i proprio non la possono portare. Luminescenza, convalescenza, riconoscenza, adolescenza, e tutte le altre vanno di pari passo. Chiaro? Volete compiti per casa?

Punto terzo: i plurali

È un altro dei tasti dolenti, devo ammetterlo. Perché tutti noi, nel nostro subconscio, siamo di fronte ad un dubbio amletico quando dobbiamo scrivere il plurale di ciliegia, valigia, arancia, camicia. Ammettetelo, non è il vostro cruccio? La regola è in realtà abbastanza semplice: quando la c o la g sono precedute da vocale il plurale va formato con la i, se sono precedute da consonante si forma senza i. Ecco che prepariamo le valigie, piene di ciliegie e di arance, ma anche di camicie, si spera non sudicie. Lasciamo perdere lance e frecce, perchè non c'è bisogno di minacce. Infine, se sulle strisce incontriamo delle bisce, muoviamo velocemente le cosce. Eh già, il diagramma sc non va eccezione, prima della c c'è una consonante e dunque la i non si mette.

Punto quarto: parole ballerine

Siamo davvero fortunati, perché fino qui abbiamo scoperto regole bell'e fatte, ereditate dai nostri precisissimi antenati latini. Tuttavia, l'italiano non è bello se non è bricconcello! Ci sono delle parole per le quali è davvero impossibile dare una regola, e allora non ci resta che controllare sul vocabolario. Sufficienza, beneficenza, pasticcere, efficace ed efficiente. Potrei elencarvene centinaia, ma non voglio farla più difficile di quanto non lo sia di per sé. Quindi, vocabolario alla mano e... grazie correttore automatico! Che cosa faremmo senza di te?

Eccoci qui, siamo giunte alla fine di questo breve ma intenso trattatello. Spero davvero di non avervi annoiate e, se devo dire la più sincera verità, spero anche che la mia sensibilità non venga più urtata ma una mancata conoscIenza di piccoli trucchi che possono salvare centinaia di migliaia di maestre e non farle più diventare quelle vecchie disperate dai capelli bianchi e scompigliati con gli occhiali più spessi del vocabolario che tanto raccomandano di consultare.

Un abbraccio, vi saluto e vi aspetto alla prossima puntata.

MartinaGhirardello

Autrice della Harris series.

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