L'OPINIONE DI LAURA

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    OGNI SCARRAFONE È BELL'A MAMMA SOJA

Salve wattpadianini!

A prescindere dal personaggio che questa titolo vi ispira (a me tanto Pino Daniele...) non voglio parlare di Napoli o di napoletani, né di cantanti o cose di questo tipo, vorrei tanto parlare con voi dell'attaccamento quasi morboso che molti autori hanno per la propria "creatura".

Ve ne siete resi conto anche voi? Spesso quando un autore scrive un romanzo, e nella sua testa prende forma e vita il personaggio principale di quel romanzo, alla fine è facile che se ne affezioni, alla fine ne rimane ossessione, tanto che lo tratta come un vero e proprio figlio...

Beh, per certi versi si potrebbe anche definire tale, in fin dei conti lo ha creato lui dal nulla, solo che i figli veri hanno libero arbitrio... vabbè, poco male. In fondo il bello di scrivere è anche questo, affezionarsi, anche in modo morboso, ai personaggi che la nostra fantasia partorisce. E in fondo è anche giusto così, altrimenti non ci emozioneremo mentre scriviamo la sua vita e le sue vicissitudini, e nemmeno proveremo tanta gioia quando qualcun altro legge la sua storia e si emoziona della sua vita.

Credo che queste sensazioni siano il motore che spinge a scrivere ogni scrittore.

Quando poi arriva il momento di scrivere la parola fine alla storia del nostro protagonista ci invade la tristezza. Un profondo magone ci appesantisce il cuore e non vorremmo mai terminare quella storia, vorremmo che il nostro personaggio continuasse a vivere sempre nuove avventure. Però, ahimé, una storia scritta non può durare in eterno, siamo costretti a scrivere "fine"... alla fine.

Che fare allora?

Semplice, scrivere un sequel!

Spesso anche quando apparentemente una storia è finita, in realtà non è finita affatto perché esiste anche un continuo, ovvero quello che è successo dopo la famosa parola "fine". E se ancora non basta, molti di noi si cimenteranno a scrivere il sequel del sequel, se non il sequel del sequel del sequel. In pratica prenderemo per mano il nostro personaggio e lo accompagneremo per tutto l'arco della sua vita, da quando tutto ha inizio, fino a che di lui non ci sarà più niente da dire perché avremo già detto tutto. Arrivati a quel punto sarà inevitabile che la storia dovrà finire. Per forza!

In questi casi, per non farci prendere dallo sconforto, per consolare il nostro ego e non sentirci soli, potremmo decidere di buttarci sullo spin-off.

Che cos'è uno spin-off? In pratica estrapoleremo un personaggio secondario della nostra storia iniziale per creare una storia cucita intorno a questo personaggio secondario, tanto che da secondario diventerà il nuovo protagonista. In questo modo, sì, la nostra prima storia avrà avuto un fine, ma resteremo lo stesso in contatto con lei, e di conseguenza, anche con il personaggio del quale ci eravamo affezionati tanto. Anche se il nuovo personaggio che da secondario è diventato primario ha una sua vita e una sua avventura da vivere, conosce personalmente quello precedente, ed è come se in un certo senso continuasse a vivere attraverso di lui.

Lo so, è una spiegazione un po' contorta, ma non credo avrete particolari problemi a capirla...

Ok. Da una parte non possiamo condannare questa pratica, specialmente se la nostra prima storia ha avuto molto seguito o addirittura successo. Con l'animo da scrittrice posso capire quegli autori che in un modo o nell'altro continuano a scrivere rimanendo ataccati alla loro prima storia. Ma anche se non si tratta di sentimentalismo, la scelta di continuare con un solo personaggio si chiama "trascinamento", come ad esempio successe per Indiana Jones, all'inizio doveva essere un solo film, ma dato il successo del personaggio diventò una trilogia e poi una serie di film.

A prescindere da chi sia il nostro personaggio principale, si tende quasi sempre a scrivere tutti i nostri libri, o racconti o chiamateli come volete, con lo stesso stile e dello stesso genere.

Ma, potremmo definirci scrittori a tutto tondo se continuiamo a scrivere sempre sullo stesso genere e sempre sulla stessa scia del solito personaggio?

Io dico nì.

Ne sì ne no, ma nì, perché è vero che ci sono tantissimi scrittori di fama mondiale che sono diventati famosi per scrivere certi libri con un unico stile e tutti dello stesso genere, ma è anche vero che, spesso e volentieri, le grandi scoperte vengono fatte per caso, e in base a questo, dite che non potrebbe succedere che se io che scrivo prevalentemente storie d'amore e romanzi rosa (che poi alla fine sono la stessa cosa) non possa scrivere un capolavoro se decidessi di scrivere un horror, o un libro sul paranormale?

Mi è venuta in mente questa cosa leggendo del fatto che chi frequenta, per esempio, la scuola d'arte, deve imparare a padroneggiare tutte le tecniche di pittura, sia ad olio che a china, ecc..., deve imparare a conoscere tutti i possibili combinamenti di colori, e sapere i risultati che si ottengono con i vari tipi di pennelli, anche se poi nella sua vita farà solo quadri in bianco e nero.

E perchè, il musicista? Chi frequenta il conservatorio deve imparare a suonare tutti i pezzi più importanti o famosi. Deve imparare tutte le tecniche, deve sapere suonare ogni genere di strumento musicale, anche se poi nella sua carriera suonerà solo musica pop con la chitarra, ma solo conoscendo tutti i generi potrà definirsi un musicista a tutto tondo.

E allora perché noi non dovremmo almeno cercare di scrivere generi diversi dal nostro solito? Non è detto che faremo un capolavoro, certo, potrebbe venire fuori anche una schifezza pazzesca, ma volete mettere la soddisfazione di dire: quello l'ho scritto io? Specie se non è il nostro genere abituale?

E poi, avete mai fatto caso alle meravigliose canzoni melodiche che vengono fuori da quei gruppi di musica rock? O quelle fantastiche canzoni rock fatte da quei famosi cantanti pop? Boh... io in mente ne ho due o tre, e le ritengo delle vere perle per quel che riguarda il mio patrimonio musicale.

Va da sé che se decidessimo di scrivere un genere diverso dal solito, dovremmo prima leggere alcuni libri di quel genere... e chi lo sa, magari potremmo scoprire un mondo nuovo e meraviglioso che non avremmo mai scoperto se ci fossimo limitati a scrivere sempre lo stesso genere.

In bocca al lupo...

Laura Pafumi, autrice de "Il mio bacio salato".

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