Capitolo 77

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Eccolo in tutto il suo splendore.

Cioè in tutto il suo... in tutto il suo nulla. Lui era Harry Edward Styles punto.

Mi guardò negli occhi. I nostri occhi si incontrarono.

Furono i secondi più brutti che ci potessero essere. I suoi occhi erano spenti. Vuoti.

Lo vidi avvicinarsi a me.

Il cuore cominciò a battermi fortissimo.

HARRY MI PIACEVA. NON C'ERANO DUBBI.

Camminava lentamente, come se fosse pensieroso, come se avesse paura di fare qualcosa di sbagliato.

Poi lo vidi meglio. Sul petto. La camicia era sbottonata. Vidi un tatuaggio. Non ci avevo mai fatto caso, probabilmente era nuovo. Mi piaceva.

Era vicinissimo a me, ma andò avanti.

Prese il foglio dei protagonisti in mano e cancellò il suo nome con la penna appositamente legata con lo spago al foglio.

-Cosa stai facendo?!- sbottai alzandomi.

Lui non mi rispose, stava per andarsene, ma lo fermai per un polso.

Non si girò. Si era fermato, ma non si girò.

-Harry ascoltami!- si girò. Eravamo vicinissimi. Troppo.

Eravamo a pochi centimetri di distanza.

Le nostre labbra si stavano per toccare.

Stavo per baciarlo.

Oh no Zayn!

Mi voltai dall'altra parte, lui ridacchiò divertito.

Era davvero cambiato.

-Harry ti prego fallo per me- lo supplicai.

Avevo paura. Se avesse detto no? O se non avesse detto nulla?

-Tu non sei nessuno per me- ringhiò.

Un colpo al cuore.

Non poteva. Stavo per piangere. Mi considero la persona più sensibile al mondo e quelle parole erano state dolenti come un pugno allo stomaco.

-Harry, io...- mi interruppe. -Senti, cosa non hai capito della frase ''Tu non sei nessuno per me"? Basta- disse.

Se ne stava andando.

-Seu un bugiardo! Sei la persona più bugiarda della Terra! Mi avevi promesso di proteggermi, di starmi vicino, di essere il mio supereroe, invece mi hai abbandonata. Perché?! Perché ho baciato il MIO ragazzo! Poi TU ovviamente con quella ragazza non hai fatto nulla! Harry basta lo dico io. Non voglio più vederti- dissi tutto d'un fiato.

Le lacrime stavano scendendo velocemente. Stavano come facendo una gara, scorrevano velocemente, molto, troppo.

Lo vidi colpito dalle mie parole, quasi dispiaciuto.

Una lacrima rigò il suo viso. Rimase in piedi.

Io mi sedetti.

Il ragazzo nella stanza era turbato dalla scena.

All'improvviso la porta si aprì ed entrò la professoressa.

-Si provaa!- urlò.

-Giuletta! Romeeeooo! Entrate subito- urló. Ci trascinò dentro.

Oh oh.

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