Capitolo 1

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CAPITOLO 1

Dopo poche ore di viaggio arrivai finalmente a Londra. Ero all'aeroporto e c'era molta gente, ma per fortuna individuai subito la mia valigia blu sul nastro trasportatore dei bagagli. Questa valigia mi ha accompagnata ovunque. In viaggi strambi e divertenti come quello in Perù con la mia famiglia. Stavo andando a prendere il taxi. Sollevai la valigia per metterla nel bagagliaio quando notai che sull'etichetta sul manico della valigia non c'era scritto il mio nome, ma un altro: Harry Styles. Cominciai ad imprecare in tutte le lingue possibili e cominciai ad urlare: "Harry Styles, Harry Styles! C'e qualcuno qui che si chiama Harry Styles?!"

Il tassista stava picchiettando rumorosamente sul volante della macchina facendomi capire di sbrigarmi. Diedi un'altro sguardo all'etichetta della valigia e vidi scritto, oltre al nome, anche l'indirizzo del mio college. Anche io avevo scritto sulla mia valiggia l' indirizzo del college. In qualche modo ci saremmo incontrati. A questo punto presi la valigia e salii in macchina sperando, una volta arrivata a scuola, di trovare questo 'Harry Styles'.

Ero finalmente arrivata. Il college era davvero maestoso. Un grande cancello mi separava dall'enorme cortile, dove tantissimi ragazzi in divisa, studiavano, chiacchieravano e scherzavano, ovviamente il più silenziosamente possibile. Il college mi è sempre sembrato un luogo da ragazzi con la puzza sotto il naso o raccomandati. Probabilmente mi sbagliavo. Cioé ero certa di sbagliarmi, dato che io non sono e non ero né con la puzza sotto il naso né raccomandata. Vi chiederete allora perché mi sono iscritta, dato che non amavo l'ambiente. Per il mio futuro. Volevo studiare e poi laurearmi in modo da "portare alla luce" e far sviluppare la mia cara Mullingar. Il taxista, sempre in modo scortese mi disse di sbrigarmi. Scensi dal tipico taxi nero inglese, prensi la valigia blu del certo "Styles" e lasciai trenta sterline all'autista, soprannominato da me durante il viaggio "lo scorbutico". Legai velocemente i miei lunghi capelli marroni in una coda di cavallo un po' disordinata e decisi di superare il cancello.

Appena entrai tutti i ragazzi mi guardavano. Mi chiedevo cosa avvessi di strano. Ero un mostro? Un alieno? Ah già. Quello ero il mondo perfetto. Quei perfettini non sono abituati a vedere una persona con converse mezze rotte, jeans molto attilati e strappati, semplici t-shirt e capelli scarruffati. Quella ero io. Avrebbero dovuto imparare ad accettarmi così come ero e di certo non avevo intenzione di farmi  escludere ancora. Sarei cambiata. Sarei diventata più forte. Avrei voluto cambiare vita.

Sapevo peró che quello non era  di certo un buon inizio.

Spazio autrici. Ehi. Come va? Vi sta piacendo la storia? Recensite così magari possiamo migliorare o magari ci potete chiedere un chiarimento ad esempio... Comunque speriamo davvero che vi piaccia, perché questa storia ci sta a cuore... è l'unica cosa che ci tiene legate... Siamo una di Roma e una di Pisa non possiamo vederci e questa FanFiction è l'anello della nostra amicizia. Siamo contente per le visualizzazioni avute, pensavamo invece la storia ne avesse poche. Grazie per i commenti e i voti. Questo capitolo è un po' una introduzione perció non è lunghissimo. Saluti xx

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