Capitolo 6

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Pov Charlotte

Mi svegliai con un bruttissimo mal di testa: avevo fatto un incubo. Mia madre e mio padre avevano fatto un incidente stradale. L'atteggiamento di mio fratello mi aveva turbata.

Ma a svegliarmi fu la musica a palla del mio vicino di stanza. Tutta nervosa uscii dalla mia stanza e andai a bussare violentemente alla stanza numero 36! La musica era talmente forte che la persona che si trovava all'interno non riuscì nemmeno a sentirmi. Bussai con tutta la forza che avevo tanto che le mie nocche diventarono rosse rosse. -Chi è che romp...- si bloccó.-Charlotte!- sorrise. -Harry! Non ti sentoo- dissi stupita dalla sua presenza. Andò via per un secondo e spense quello stupido sterio! Come era possibile che gli altri non avessero sentito quella musica sparata a duemila! -Ti volevo chiedere di abbassare il volume. Mi hai svegliata!- gli dissi puntandogli un dito contro. -Scusami. Ci vediamo fra cinque minuti giù. Ciao splendore.- Mi strizzò l'occhio e chiuse la porta. L'unica cosa che riuscì a dire lui fu uno stupido "scusami"?! Ma che maleducato! In più mi ha sbattuto la porta in faccia dicendomi con l'espressione da cretino "Ci vediamo fra cinque minuti giù..." Cinque minuti... oh no!!

Corsi in camera e andai in bagno a farmi la doccia. Passarono 2 minuti! Cavolo non potevo permettermi un' altra figura! Presi lo specchietto per truccarmi ma avevo le mani umide, dato che mi ero appena fatta una doccia, così lo specchietto mi cadde e il vetro si ruppe. All'inizio non mi ero accorta che si era rotto il vetro così nel cercare di recuperarlo da terra pestai il vetro facendo uscire dalla mia bocca un grande urlo. IO ODIO IL SANGUE, ma non potevo permettermi di svenire o fare cose simili: ero in tremendo ritardo!  Non avevo il disinfettante né garze. MA PERCHE' TUTTE A ME DAI! Avevo bisogno di Gemma, ma non avevo il suo numero, stupida me che non l'avevo  rincorsa per chiederglielo. Bene, stavo perdendo sangue da un piede, ho un pezzo di vetro conficcato nel piede e sono in ritardo e i professori e la preside chissà cosa mi faranno! Dovevo mantenere la calma. Presi un fazzolettino e lo appoggiai sotto il piede, ma il piede continuava a sanguinare e anche molto.

Nel frattempo cercavo di vestirmi. La faccenda fu molto difficile, dato che presa dal dolore, mi infilai la camicia al contrario! Non avevo neanche il coraggio di infilarmi le scarpe.

Erano passati quindici minuti. Ero fritta. "Non sto di certo organizzando un party, non è colpa mia!" pensai. Finché non sentii bussare. Aprii. Alla porta c'era una signora sulla quarantina vestita in modo elegante con uno sguardo piuttosto furioso. Era bionda tinta, con i capelli raccolti e indossavo un vestito munito di giacca tutto nero. Sarà stata una professoressa. Alla vista del sangue svenne.

Cadde in avanti. La presi al volo! Non solo sanguinavo, ma dovevo reggere questa signora! Avevo bisogno di qualcuno!  Così urlai aiuto..

Spazio autrici. Povera Charlotte. Diteci cosa ne pensate. Scusateci se non è molto lungo, ma avete scoperto che Harry e Charlotte sono vicini di camera. Chi sarà quella signora? Chi verrà a "salvarle"?  Alla prossima. Saluti xx

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