Capitolo 2

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L'entrata del college si affacciava su una grande sala stile Hogwarts. C'era  un sacco di gente tra professori, studenti e quei ragazzi più grandi che sembravano una specie di tutor che accoglievano i più piccoli.

-Ciao io sono Gemma.- sentii alle mie spalle.

- Oh ehm ciao... sono Charlotte - risposi un po' timida.

Questa ragazza sembrava molto simpatica. Pensavo fosse un po' più grande, aveva gli occhi scuri e i capelli castani tipo i miei.

- Sei nuova, vero? -

- Si. Tu di che anno sei?

- Terzo anno -

-Come va?- mi chiese -Ah comunque io saró la tua tutor, o meglio sono. Cioé saró perché ora non ti sta succedendo nulla e non devi ancora fare nulla, ma in parte lo sono... -. La guardai in modo interrogativo, quasi scombussolato.

-Scusami.- bisbiglió. Entrambe scoppiamo in una fragirosa risata.

-GEMMA, GEMMAAAA!- un ragazzo la stava chiamando. Era alto, moro con occhi verdi. Niente male.

-Cosa vuoi dalla mia vita!?- sbuffó. Il ragazzo si fermó un attimo a fissarmi. Io, ovviamente, diventai color pomodoro. Mi stava squadrando come se fossi un articolo in vendita al supermercato ed era come se pensasse "la compro o no?"

-Emh... sono Harry- mi porse la mano. -Charlotte- dissi di rimando stringendo la sua mano.

-É mio fratello... comunque ti stavo chiedendo come andava, ma poi è arrivato un rompi scatole!- borbottó Gemma puntandi il dito indice verso il volto del fratello. La faccia di Harry era indescrivibile. Era  impossibile non ridere!

-Va tutto bene. Anche se un deficente mi ha preso la valigia! Un certo "Harry Styles"- dissi con un tono affatto calmo e pacato.

-Una certa Charlotte Horan ha preso la MIA valigia! Comunque io sarei quel deficente di "Harry Styles"-. Disse di rimando facendo le virgolette. Dire che diventatai rossissima è poco. Sono timidissima. Avevo appena dato del deficente al ragazzo che era di frinte a me e in più lui era il fratello della mia tutor! La mia intelligenza svanì in quel momento probabilmente! Se uno si chiama Harry è probabile che sia Harry Styles! Cercai velocemente di porgergli la valigia, sempre a testa bassa.

-Guarda che scherzavo!- disse trattenendo le risate e mostrando uno dei sorrisi più belli che io abbia mai visto. E che fossette!

-Scusa per il deficente, Styles- esclamai un po' divertita e stordita dal sorriso.

-Chiamami Hazza. Penso che questo sia l'inizio di una nuova amicizia.- disse lui. -Okay, Hazza.-.dissi sorridedo.

Quel ragazzo era davvero simpatico e sopratutto bello. "Chissà forse sarà stato il destino a farci incontrare?" pensai. Gemma mi parlava e mi spiegava come funzionava la scuola, ma io avevo mille  pensieri nella testa e di certo non badavo a ció che mi diceva. Lo ammetto pensavo anche un pochino a Harry. Immaginatevi un ragazzo molto bello con un sorriso che vince il mondo che vi dice che tra di voi potrebbe nascere una grande amicizia. Ero praticamente morta. Non tanto per Harry o Hazza come vuole farsi chiamare, ma ero morta al pensiero di quello che mi era successo. Faceva tremendamente caldo quel giorno, molto strano. Avevo assolutamente bisogno di bere.

-Gemma, scusami. Sai dove è un bar o qualcosa di simile?- dissi. Mi guardó male. Aveva capito che non la stavo ascoltando. Poi mi sorrise. -Si, è proprio lì-. Mi indicò un edificio che si affaciava davanti a una fontana molto maestosa. Anche i bar dovevano sembrare monumenti?! Mi avvicinai a passo svelto. Avevo deciso di non far perdere del tempo a Gemma, la quale mi aspettava nel bel mezzo del giardino, ovvero dove eravamo prima. Entrai nel bar e ovviamente tutti mi fissavano! Non avevo la divisa okay, ma non ero un rinoceronte col tutù! La sala era molto elegante. I tavolini erano minuziosamente puliti, le sedie erano di pelle, c'erano due lampadari di cristallo e quadri di gentaglia famosa ovunque. Ma era davvero il posto giusto per me? Io, quella ragazza che ancora oggi come massimo di eleganza indossa le vans glitterate. Io, quella ragazza che ha messo solo una volta i tacchi, al matrimonio del fratello. Io che indossavo prevalentemente jeans e mai gonne. Precisando una cosa... la divisa era orribile! Camicia bianca, gonna tipo kilt per le femmine e pantaloni della stessa fantasia per i maschi, calzini neri fino alle ginocchia (ovviamente solo per le femmine, perché i maschi avevano i pantaloni lunghi) e scarpe terrificanti nere. Mi avvicinai al bancone.

-Mi scusi, potrebbe darmi una bottiglietta d'acqua naturale- chiesi cortesemente. Una voce scocciata mi riapose -Sono 5£-. Sbarrai gli occhi. -5£!! Al mio paese con 5£ me ne compro tre di bottigliette!- sbottai puntando il dito verso il cassiere, quasi come in segno di attacco. -Senta, non sono io che faccio i prezzi. La vuole o no? Non posso perdere tempo ho molto da fare.- mi disse. Mi affacciai un po' per vedere cosa stesse facendo e era su internet. "Certo molto da fare!" pensai. Feci cenno di no e uscii, sempre a passo svelto dal bar, con gli occhi di tutti quei perfettini puntati su di me!

Raggiunsi Gemma. -C'é un altro bar?- le chiesi. -No. Beh potresti...- non le diedi nemmeno il tempo di finire di rispondere che cominciai a correre come una pazza avanti indietro per cercare di calmare la mia ira, dovuta a cosa? A una semplice bottiglietta d'acqua! Avevo capito che la vita lì sarebbe stata difficile. Molto difficile. Lo dice una ragazza che ha affrontato tante difficoltà. Una ragazza che, come detto in precedenza, ha vissuto fra gli insulti...

Spazio autrici. Fateci sapere cosa ne pensate. Grazie per le visualizzazioni. Saluti xx

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