Capitolo 66

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Eravamo davanti la sua camera.

-Forse è meglio che tu vada da sola...- mi disse. Io annui.

Non sapevo cosa stesse facendo Harry e non ne avevo la minima idea.

Sentii dei singhiozzi. Stava piangendo.

-Harry sono Charlotte apri- dissi bussando.

Non rispose.

-Harry sono Charlotte apri- ridissi.

-Vattene- mi rispose.

Le lacrime cominciarono a solcare il mio viso. Ero uno schifo. Tutto quello che facevo in buona fede rovinava qualcos'altro. Questo qualcos'altro questa volta però era Harry. Non uno qualsiasi.

-Harry ti prego- dissi piangendo più forte.

Mi aprì.

Il viso di Gemma si illuminò e ci guardammo. Lei mi fece segno di entrare e lo feci.

Chiusi la porta dietro di me.

-Si può sapere che ti è preso- dissi asciugandomi le lacrime.

Lui era sul letto a guardare il soffitto con le lacrime agli occhi, le cuffie, non collegate a nulla, una felpa grigia.

-Ti sembra normale il tuo gesto!- mi urlò contro alzandosi dal letto.

-HARRY CALMATI- disse Gemma dalla parte opposta della porta.

-Sono calmo- disse stringendo i pugni.

-No, non lo sei- aggiunsi io.

-Harry lo so che ti ha dato fastidio, il gesto perché...- mi interruppe.

-Perché cosa? Su avanti parla- mi incitò.

-Perchè io...- dissi.

-Tu cosa?- si calmò.

-Io ti...- dissi ancora balbettando non essendo sicura di ciò che dicevo ed impaurita dalla sua possibile reazione.

-Charlotte continua!-

-Io ti... Io ti piaccio- dissi.

Si spense in viso.

-Ti sbagli- disse buttando per terra un bicchiere di vetro.

Anche io caddi a terra, cedendo alla pressione sottoposta. Cominciai a piangere.

-Vattene- ringhiò.

-Sei un bugiardo! Mi avevi promesso che tu ci saresti sempre stato per me e che mi avresti protetta, invece sai... devo essere protetta da te! Hai fallito, Harry.

Un ultima cosa... sono stanca di dover pensare sempre agli altri. Io amo Zayn. Queste parole so che ti fanno male, perché non sono scema, l'ho capito che ti piaccio, ma non ci posso fare nulla!- dissi rialzandomi e stringendo i pugni.

-Ah e prima di andarmene... mostrami i polsi- dissi seria e arrabbiata.

Non si mosse. I suoi occhi erano di un verde spento.

-Harry!- urlai.

Si alzò le maniche e vidi dei tagli.

Una lacrima solcò nuovamente il mio viso.

-Mi dispiace...- detto questo abbassai la testa e me ne andai.

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