Capitolo 96

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Non fu affatto facile per me decidere di sgranare la vista e di vedere quale figura lo affiancasse. Insomma non potevo negare che io ero innamorata di Harry, certo lo stavo dimenticato, ma non era facile. O meglio non lo è per nessuno.

Non è facile per nessuno dimenticare la proprio anima gemella. Sì, secondo me Harry Edward Styles era la mia anima gemella, ma il destino aveva voluto che fra noi due non potesse o meglio non dovesse nascere nulla.

Ciò che volevo realmente fare era imprecare nelle peggio maniere e dire a quella ragazza di lasciare Harold, ma a quasi diciotto anni avevo raggiunto una maturità tale che mi impedì di farlo.

Cominciai ad aumentare sempre di più il passo, tanto ormai il mio piede stava meglio. Quella sorta di autolesionismo mi aveva provocato un fortissimo dolore, ma sapevo che ciò che avrei potuto vedere sarebbe stato anche peggio.

Cercavo di scervellarmi nel cercare un metodo per poter arrivare davanti a loro e magari urlare "Ehy Harry ti sei già scordato di me? Che ne dici di abbondare qui come una stupida cagna questa ragazza e di venire con me, sposarci, vivere in una bella casa e mettere su famiglia?".

Facile a dirsi, ma non a farsi. Come si suol dire "Fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare". Ho sempre odiato i proverbi, perché con uno stile tutto loro, ci giudicano su qualsiasi cosa che facciamo e quello non era proprio il periodo per essere giudicata anche dai proverbi.

Pensai a qualcos'altro, qualcosa di meglio, di più creativo, una scusa più credibile. Ma nulla! Avevo un'idea: fare una figuraccia.

Avevo intenzione di andare da quella ragazza e far finta che l'avessi scambiata per un'altra persona. Eh sì, ero un genio. La mia imbranatezza portava a qualcosa!

Mi stavo dirigendo verso quella ragazza quando la riconobbi. La ragazza che stava mano nella mano con Harry la conoscevo fin troppo bene.

La vidi girarsi verso di me e urlare

-Ehy Charlotte vuoi venire in biblioteca con noi?- disse pimpante la ragazza.

Vidi Harry impietrirsi quando sentì il nome "Charlotte".

Nove lettere lo impietrirono. Ciò significava che lui voleva nascondersi da me, o meglio, che lui voleva nascondere lei.

Volete davvero sapere il nome di quella ragazza? Jade Thirlwall.

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