Storia 110

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Lasciai casa di fretta per prendere mio figlio a scuola. Il traffico era particolarmente scorrevole quel giorno, non c'era niente sulla mia strada tranne che un paio di semafori rossi. Era mentre stavo aspettando che uno di questi diventasse verde che notai la donna.
Non ho idea di quanto tempo sia rimasta lì in piedi, a fissarmi, ma quando la notai non riuscii a distogliere lo sguardo. Stava sorridendo come una maniaca, e mi stava salutando energicamente con una mano, mentre con l'altra stava tirando i capelli di un bambino. Questo, suo figlio probabilmente, stava indossando dei vestiti marroni troppo larghi per lui ed una maschera nera da capra. Pensai che quello era un costume davvero strambo, inoltre, chi cavolo indossa un costume il giorno dopo halloween?
Anche lui mi stava salutando e mi stava fissando attraverso quella maschera inquietante, ma il suo saluto sembrava forzato ed inquieto. Mi sembrava che gli occhi della donna potessero attraversarmi e potevo quasi sentire fisicamente il suo sguardo fissato su di me. Le sue palpebre quasi non sbattevano. Mi sentivo nudo ed estremamente innervosito. Ora gli occhi del bambino, Dio, gli occhi del bambino stavano implorando aiuto. La donna iniziò a diventare impaziente, salutando sempre più energicamente ogni secondo.

Distolsi lo sguardo. Per qualche ragione ero terrorizzato. Dovevo andarmene. Quando la luce verde si accese, dopo un tempo che mi sembrava infinito, andai a tavoletta non osando guardare indietro.

Pensai che niente potesse essere più terrificante di quella sensazione provata mentre venivo squadrato dalla donna e da suo figlio. Ma dopo andai a scuola, e mi dissero che mio figlio non era lì. Mi dissero che mia moglie lo aveva già portato via. Ma non avevo una moglie. Mi diedero un biglietto, dicendo che lei aveva chiesto di darmelo. Non ci sono parole per descrivere cosa provai quando lo lessi.

"Non dirmi che non ti avevo dato una possibilità per dirgli addio."

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