Storia 20

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Non c'era nessun cancello perlato.

L'unica ragione per cui sapevo di essere in una caverna era perché ero passato per l'entrata. Il muro di roccia rosa dietro di me senza soffitto.

Sapevo che questo era quello, questo era ciò di cui parlava la religione, ciò che l'uomo temeva...avevo appena oltrepassato l'entrata dell'inferno.

Sentii la presenza della caverna come se fosse una creatura vivente. La puzza di carne marcia mi circondò.

Poi c'era la voce, sembrava provenisse da ogni parte.

"Benvenuto"

"Chi sei?", chiesi cercando di mantenere la calma.

"Lo sai", rispose la cosa.

Lo sapevo.

"Sei il diavolo", balbettai, perdendo rapidamente la mia compostezza. "Perché io? In vita mi sono comportato meglio che potevo".

Il silenzio occupò lo spazio come le mie parole morirono. Sembrava fosse passata un'ora prima che venne la risposta.

"Che cosa ti aspettavi?", la voce era penetrante, ma paziente.

"Non lo so... non ho mai creduto a queste cose", dissi "È per questo che sono qui?"

Silenzio.

Continuai: "Dicono che il più grande inganno che tu abbia mai fatto sia stato convincere il mondo che non esisti"

"No, il più grande inganno che io abbia mai fatto è stato convincere il mondo che c'è un'alternativa"

"Non c'è Dio?" rabbrividii.

La caverna risuonò delle parole: "Io sono Dio"

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