Storia 83

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Quando avevo sette anni, Melanie Harper disse che mio padre ci aveva lasciati perché io ero brutto. Non ho mai visto mia mamma così arrabbiata come quella notte.

"Dove vive, tesoro?" mi chiese.

Melanie non si presentò a scuola il giorno dopo, e il giorno ancora dopo la scuola venne cancellata. Tre giorni dopo ci trasferimmo.

Due giorni dopo il mio ottavo compleanno, un bambino di nome Sam mi tirò i capelli al parco giochi e poi mi spinse, sbucciandomi il ginocchio.

Mamma mi chiese dove viveva, di nuovo. Lui sparì, di nuovo.

Noi ci trasferimmo, di nuovo.

Verso la fine di quell'anno, il bambino che era seduto vicino di me copiò la mia verifica di matematica e ci fece sospendere entrambi per aver imbrogliato. Ero furioso. Avevo studiato per ore per quella verifica e lo dissi a mamma quando tornai a casa. Le dissi che non era giusto, che il maestro non mi ascoltava quando dicevo che non era colpa mia, che lo stupido bambino rifiutava di ammettere che era colpa sua e non mia. Fui in collera tutta la notte, anche dopo che mamma se ne andò dopo mezzanotte, e mi iniziai a calmare solo quando lei tornò a casa prima dell'alba.

Nessuno li vide più di nuovo. Non importa.

Quando avevo dieci anni, la mia migliore amica Lizzie mi disse che ero uno stupido e che eravamo amici solo perché sua mamma le aveva detto di essere gentile con lo strambo con solo un genitore. Questa volta, quando mamma mi chiese dove vivesse, mi rifiutai di dirglielo. Lei invece trovò il suo indirizzo sull'elenco telefonico e, nonostante l'avessi implorata di non andare, saltò in macchina e mi lasciò.

Non dormii quella notte; e quando venne la mattina, sapevo che anche Lizzie era sparita.

Avevo ragione.

Ieri è venuta la polizia a prendere mamma. Avevano finalmente trovato il collegamento; ogni notte in cui un bambino era stato assassinato, mamma si presentava alla loro porta con gli occhi lacrimosi ed i pugni serrati. I genitori in lutto dissero che lei aveva raccomandato loro di tenere gli occhi ben aperti sui loro piccoli mostri, che loro dovrebbero venire castigati "per il loro bene". Quando i genitori le chiesero di andarsene, lei divenne ancora più arrabbiata e disse loro che si sarebbero pentiti di non aver insegnato ai loro bambini ad avere un comportamento migliore.

Non ci è voluto molto dopo questo per trovare gli scheletri nel suo armadio, e anche quelli in cantina. Cinque scheletri bianchi, tutti allineati, spostati accuratamente di casa in casa come ci trasferivamo attraverso il paese. Hanno portato via mamma e mi hanno dato a un'amorevole coppia di genitori adottivi. Un vero papà e una nuova mamma che non mi chiedeva mai dove vivevano i miei bulli e che non li visitava mai nel bel mezzo della notte. Era l'ideale.

Povera mamma. Nessuno di quei genitori ha mai preso sul serio i suoi avvertimenti.

E come può fermarmi ora che è dietro le sbarre?

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