Storia 94

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"Lo sapevi che alcune civiltà antiche credevano che le donne erano letteralmente divine? Persino delle divinità per via dell'abilità di dare la vita?"

Lo dissi alla mia paziente, Katie, come i sedativi fecero effetto. Uccidevano il suo dolore e la sua abilità di muoversi, ma la tenevano cosciente per la procedura.

"La medicina occidentale ha dissipato la maggior parte di queste credenze. Ma mia moglie, Mary, pensava che fosse vero." Sorrisi affettuosamente, ricordandola mentre tagliavo l'addome della mia paziente.

"Lei credeva di essere una dea, quando rimase incinta della nostra bambina." Le spiegai, mentre aprivo la mia paziente. Katie mi guardò, confusa, drogata, mentre usavo i miei strumenti per spostare il suo stomaco ed esporre il suo utero.

"Avevamo deciso di partorire in casa. Sfortunatamente, lei lo fece prematuramente. Due mesi prima." Continuai, stavolta aprii l'utero della mia paziente.

"Nonostante tutti i "progressi moderni", mia moglie morì. E mia figlia, Julia...non era pronta per questo mondo." Allungai la mano, prendendo l'ultima cosa che mi serviva per la procedura.

"Ma tu...hai una magnifica opportunità qui. La possibilità di finire qualcosa di miracoloso!" Prendo l'oggetto finale e lo metto nell'utero della mia paziente.

Katie diventa più conscia, più attiva come finisco la sutura. Presto, le sue incisioni sono chiuse. Quando l'effetto delle droghe sparisce, lei diventa più allarmata e va in panico.

"Shhh!" Le dico. "Questa è una buona cosa!"

Lei guarda con orrore il suo nuovo addome rigonfio.

"Julia ha bisogno di ancora un po' di tempo. Le donne sono dee, e le dee danno la vita! In due mesi lo vedrai!" esclamai.

Sorrisi gentilmente a Katie come lei iniziò a gridare. Col tempo, lo avrebbe visto.


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