Storia 106

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Quando sentii la notizia rimasi scioccata. I dottori dissero che, con il passare del tempo, la mia vista sarebbe sempre più peggiorata, e che la cecità era inevitabile. All'inizio, gli oggetti iniziarono a diventare sfocati, poi diventarono macchie chiare e scure. Alla fine, mi svegliai una mattina ed era tutto scomparso, non potevo più vedere.

Nonostante questo, mi posso considerare fortunata. Ho un marito amorevole che mi sostiene ed un bambino adorabile. Lui è stato molto comprensivo ed amabile durante tutto questo. Per i primi mesi ero molto goffa; ho rotto un sacco di vasi ed oggetti di vetro, cadevo e sbattevo i piedi ovunque. Ma mio marito mi ha aiutata ad adattarmi alla mia nuova vita. Di solito prendeva del tempo libero dal lavoro per tenermi compagnia, nutrirmi, vestirmi, farmi il bagno, e per farmi sentire...voluta; come se stessi passando ad una nuova normalità. Ero confortata dal fatto che, nonostante la mia disabilità, stavo per vivere una vita meravigliosa.

Un giorno è successa una cosa strana. Mi svegliai, ed invece della cecità di cui mi ero abituata, iniziai a vedere macchie chiare e scure. Gridai dalla felicità, era passato così tanto tempo da quando avevo visto qualcosa che potevo trattenere a stento la mia eccitazione. Ero molto cauta ad essere ottimista riguardo al ritorno della mia vista; non volevo darmi false speranze. Così decisi di aspettare e vedere come le cose sarebbero andate. I giorni seguenti, le macchie chiare e scure diventarono colori sfocati.  Di questo passo avrei riacquistato la mia vista! Decisi di aspettare la completa guarigione per dire la buona notizia a mio marito. Lui sarebbe stato così felice per me.

Un giorno mi svegliai e la mia vista era tornata come prima. Aspettai pazientemente che mio marito tornasse dall'asilo nido con nostro figlio. Quando lo sentii dire "Tesoro, sono a casa!", mi alzai per abbracciarlo solo per immobilizzarmi. L'uomo che era entrato non era mio marito, aveva la sua voce ma era un completo sconosciuto. Il sangue nelle mie vene diventò ghiaccio ed iniziai ad avere la nausea. "No, non alzarti Celeste. Lascia che ti aiuti." Lo sconosciuto si avvicinò, mi diede un bacio e mi fece sedere. "Stai tranquilla, metterò a letto il piccolo Henry." Lo guardai con orrore mentre tirava fuori il suo cellulare e riproduceva il suono di un bambino. Mi alzai lentamente e mi accostai alla porta, quanto lui venne di corsa e mi fermò. "Celeste, non puoi ancora uscire, ti devi ancora adattare. Siediti, adesso preparo il pranzo." Mi guidò in cucina dove dovetti mordermi la lingua per non urlare. Lì c'erano il mio vero marito e mio figlio in una pozza di sangue. "Tesoro, oggi si mangia bistecca!"

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