Storia 120

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Era il ballo di fine anno e le coppiette felici stavano danzando sotto decorazioni rosa, rosse e bianche.

I miei occhi erano puntati sulla ragazza seduta da sola in un angolo; i suoi occhi color cioccolato stavano cercando qualcuno tra la folla. Stava tenendo una rosa tra le dita, che stava contorcendo per l'agitazione. Il suo nome era Vanessa, ed era senza dubbio la ragazza più bella della scuola. Non solo per via del suo aspetto, ma anche per il suo carattere dolce ed innocente. Ero innamorato di lei sin dal primo momento in cui l'ho vista, anche se non sarei mai riuscito a trovare il coraggio di dirglielo. Almeno oggi ero riuscito a lasciarle un regalo per San Valentino.

"Il tuo fidanzato ti ha lasciata sola?" le chiesi avvicinandomi a lei. "Penso di sì." Sospirò "non so nemmeno chi è, so solo che ha lasciato questa rosa nel mio armadietto. C'era anche un biglietto con scritto 'Alla ragazza più bella della scuola'." "Oh, sembra che tu abbia un ammiratore segreto" la presi in giro, dandole un colpetto sulla spalla. Lei sorride timidamente, arrossendo. "Vuoi del punch?" le chiesi mostrandole uno dei due bicchieri che avevo in mano. "Grazie" mi disse prendendolo. Continuammo a parlare, guardando gli altri ballare. Dopo circa quindici minuti, Vanessa iniziò a sembrarmi disorientata. "Hey, stai bene?" le chiesi. Lei impallidì e, prendendo la testa tra le mani, mi rispose "N...Non sono sicura. Mi sento... improvvisamente... confusa" "Stai tranquilla." le dissi aiutandola ad alzarsi "andiamo fuori a prendere una boccata d'aria."

Andammo fuori dalla palestra, aiutavo Vanessa a camminare mentre lei cercava di ricomporsi. Riuscì a dire "Penso... devo andare... casa ora...chiamerò i miei genitori. Non posso... guidare... in questo stato." "Se vuoi posso darti un passaggio io" le suggerii "Sicuro? Non voglio... disturbare" "Non ho niente di meglio da fare" le risposi. "Beh... ok" farfugliò mentre io la guidavo alla mia macchina e la facevo accomodare sul sedile del passeggero. Mentre facevo partire l'auto ed uscivo dal parcheggio, il mio cuore batteva per l'eccitazione; già pregustavo la sensazione di portare la ragazza più bella della scuola a casa... con me. "Grazie ancora...per...l'aiuto " disse prima che i suoi occhi si chiudessero.

"Qualunque cosa per la mia alunna preferita."

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