Storia 76

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Sono uno degli ultimi detenuti rimasti in questo mondo abbandonato da Dio. Da quando l'Ordine #113 è passato, il nostro paese è stato accolto come il primo al mondo ad aver quasi estirpato il crimine e quasi ogni altro paese ha fatto lo stesso ed eseguito i cambiamenti proposti per i diritti dei criminali.

Nonostante le assicurazioni che dicevano che i prigionieri più pericolosi erano liberi di andare quando si era visto che potevano vivere malgrado l'esperienza traumatica, so che erano quasi completamente andati fuori di testa dal danno che le loro menti avevano subito e che erano morti subito dopo essere liberati.

Vengo portato in una stanza privata di tutto tranne che di un tavolo, una sedia ed una telecamera.

Le mie gambe sono bloccate; il congegno messo sulla mia testa è un abominio - una specie di cappello a forma di teschio con un intricato sistema di cavi che portavano alla mia bocca con l'espresso intento di forzarla ad aprirsi e chiudersi a comando.

Prima di quel momento non avevo mai provato rimorso per ciò che avevo fatto. Sento la porta dietro di me aprirsi, e qualcosa viene portato dentro.

Il corpo congelato di mia moglie viene posto sul tavolo di fronte a me e sento estendersi il calore della mia urina attraverso la mia uniforme. Due guardie sono messe di fianco a me. Sono qui per assicurarsi che la mia sentenza sia completata, anche se non per mano mia.

Ultimamente, non importa quanto il mondo civilizzato abbia cercato di combattere l'Ordine #113 per conto mio, era un fatto universalmente riconosciuto che mangiavi ciò che uccidevi.

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