Quaranta

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Shawn è capace di tirarti su di morale in una velocità incredibile. Le sue idee sono molto utili e funzionano alla perfezione. Non mi capacito ancora di quanto conosca ogni parte di me, ciò che mi piace e ciò che odio, i luoghi che frequento volentieri e ciò che eviterei. È ancora sorprendente per me, nonostante i parecchi anni trascorsi assieme. Tutta la mia vita in pratica, perché siamo sempre rimasti noi due, nonostante i chilometri ci dividessero.

Non abbiamo più parlato di Jasper e non mi sento ancora pronta a farlo, anche se Shawn è furibondo soltanto all'immagine di quel ragazzo accanto a me. Non oso pensare come reagirebbe sapendo che sarebbe voluto venire a letto con me. Capirei se gli tirasse un pugno in pieno viso e lo incoraggerei pure. Al contrario, insulterei Jasper, urlandogli addosso ogni cattiveria subita.

«Grace?» chiede Shawn, mentre soffia leggermente sulla cioccolata fumante. Non esiste locale migliore al mondo di questo, un piccolo bar poco distante da casa. Mi piacciono l'atmosfera tranquilla e le luci soffuse, le lente e rilassanti canzoni che trasmettono alla radio e le tazze enormi di cioccolata che prepara il proprietario, con il suo tocco magico. Nelle giornate fredde e piovose raggiungiamo Denny, il padrone del locale, qui e lui conosce già le nostre esigenze. Infatti, non appena ci sediamo al solito tavolo di fronte alla finestra, troviamo la cioccolata pronta per essere bevuta.

«Mamma sta bene, la trovo anche troppo attiva ultimamente.» ammetto, ridacchiando.

In realtà mi dispiace per papà, perché mi manca e vorrei tornare a far parte della famiglia di prima. Mi sentivo bene con papà e mamma e, nonostante vivere a Boston ci abbia allontanati, il nostro rapporto non è cambiato molto. Forse in America trascorrevo molto più tempo senza di loro, quasi vivessi da sola, per questo non siamo più stati gli stessi. Ora, invece, sembra che mamma riempia la sua agenda ogni giorno soltanto per non avere del tempo in cui potrebbe lasciarsi andare ai suoi pensieri o ripensamenti. Eppure, sono convinta che un giorno torneranno assieme, proprio come una volta. E, la maggior parte delle volte, quei suoi mille impegni includono anche me.

«Mi fa piacere.» dice, sorridendo.

Eccolo, quel sorriso che aspettavo da giorni sta comparendo davanti a me, sempre più vero e luminoso. Mi mancava da morire la sua gentilezza e amo vedere quel sorriso, colmo di emozioni. Shawn è sempre stato affascinante, eppure ora lo trovo mozzafiato, con una cioccolata calda davanti e il cielo scuro e nuvoloso sullo sfondo. La piccola lampadina sopra di noi illumina soltanto il centro del tavolo, su cui si trovano i tovagliolini e qualche bustina di zucchero, mentre noi, ai lati, siamo quasi completamente all'oscuro.

«Puoi raccontarmi di Jasper?» sussurra, accennando un sorriso triste.

Non so se sono davvero pronta, se riuscirò a pronunciare ogni parola e ogni cattiveria di fronte a Shawn senza che una lacrime righi il mio volto. Ho subito per molto tempo, senza lamentarmi o ribellarmi ai comportamenti di Jasper, ed ora ne sono uscita distrutta. Ho ancora in mente i lividi lasciati sui polsi, sul bacino, sulle gambe a volte. Non sa domare la sua forza ed è un grande difetto, perché in ogni caso, qualunque sia la situazione, riesce a ferire qualcuno. E non soltanto all'esterno, anche dentro.

«Sempre se te la senti.» aggiunge, coprendo la mia mano con la sua. Osservo la tazza, poi la sua grande mano e prendo un respiro profondo, cercando di tranquillizzarmi e tenere a bada le emozioni.

«Tu devi sapere, Shawn.» rispondo, alzando lo sguardo sui suoi occhi, che mi guardano con dolcezza. Accarezza la mia mano con il pollice, mentre io riesco a calmarmi definitivamente.
All'improvviso, prima di poter pronunciare una parola, la porta del locale si spalanca, rivelando Ivy, completamente bagnata dalla pioggia incessante. È furibonda e noto il suo mascara sbavato sotto gli occhi. Dalla mia angolazione sembrerebbe stanca morta, quasi avesse corso una maratona senza mai riprendere fiato e bere un goccio d'acqua.

«Shawn, ti ho cercato ovunque!» esclama, raggiungendo il nostro tavolo. Tutti i clienti la osservano curiosi e sorpresi, come se non avessero mai visto una ragazza. Okay, forse non si trova nella migliore delle situazioni, indossa vestiti e scarpe completamente fradici e i capelli le si appiccicano continuamente alla faccia. Non so se riderle in faccia o prenderla in giro in un altro momento con Beth.

«Qualcuno aveva più bisogno di me.» borbotta, indicandomi. Gli sorrido e rivolgo il mio sguardo felice a Ivy, la quale mi squadra con rabbia e frustrazione.

«Avevamo un appuntamento, se ricordi. Alle sette.» sbotta lei, sbuffando.

Non credo alle sue parole, hanno davvero deciso di incontrarsi in un luogo romantico? Magari al ristorante più pregiato dell città, a lume di candela e indossando vestiti eleganti?

«Oh, non volevo rovinare i vostri piani. Godetevi la cena!» esclamo, ritraendo la mano dalla presa di Shawn e uscendo in fretta e furia dal locale. Credevo davvero di aver raggiunto il mio obiettivo, invece lo sto nuovamente perdendo di vista.

Io e la felicità siamo due grandi nemici.

«Non è come credi!» sento dire da Shawn, ma ormai è troppo tardi per tornare indietro. Non mi volto nemmeno e proseguo dritta per la mia strada. Appena fuori dal locale scoppio in un pianto lamentoso e i singhiozzi sono difficili da fermare. Sono in preda alla tristezza, Shawn mi manca così tanto ed è ancora lontano. Tanto lontano.


«Kim, cosa succede?» chiede mia madre quando varco la porta d'entrata. Scuoto la testa, sdraiandomi goffamente sul divano. Nascondo la testa nel cuscino e sfogo il mio dolore piangendo e lamentandomi. Sto bagnando ogni cosa, ma nulla importa adesso.

«Shawn?» aggiunge, accarezzando la mia schiena. Non appena odo il suo nome, i singhiozzi aumentano e le lacrime scendono più in fretta.

«Ti va di raccontare?» sussurra, passando una mano tra i miei capelli.

«Credevo davvero di averlo raggiunto questa volta, poi è arrivata Ivy.» mormoro, corrugando la fronte. Provo un odio profondo nei suoi confronti, nonostante mi abbia sempre aiutata.
Ma forse ha solo finto per anni e anni.

«La tua amica Ivy?» chiede, sorpresa. Lei non sa tutta la storia che si nasconde dietro le mie parole, dovrei raccontarle tutto, forse. Mamma potrebbe consigliarmi ciò che fare, aiutarmi e supportarmi. Eppure c'è qualcosa che mi impedisce di rivelarle ogni cosa.

«Esatto, lei ha chiamato Jasper ed ora stanno rovinando la mia vita.» spiego, omettendo molti dettagli importanti. Non vorrei si preoccupasse per me o andasse addirittura da Shawn in persona.

«E Shawn in tutto questo che cosa c'entra?»

«Ivy prova qualcosa per lui e sta cercando in tutti i modi di allontanarlo da me.» borbotto, abbassando lo sguardo. Mamma mi osserva con un velo di tristezza e mi stringe nel suo abbraccio caldo. Poggio la testa sulla sua spalla e chiudo gli occhi, lasciandomi coccolare e tranquillizzare dalle sue parole dolci. Lei continua ad accarezzarmi la schiena e i capelli.

«Se Shawn è il ragazzo giusto per te devi lottare per lui, altrimenti sarà troppo distante per riuscire a raggiungerlo.» sussurra al mio orecchio, lasciandomi poi un bacio sulla fronte.

«Se lui non volesse più stare con me?»

«Non dire sciocchezze, lo vedo come ti guarda e ti ha sempre guardata. Sei la sua KimKim e nessuna potrebbe rimpiazzarti. E non lo dico perché sono tua madre.» risponde, sorridendo. La ringrazio e le lascio un bacio sulla guancia, augurandole una buona notte. Salgo le scale in fretta e chiudo la porta dietro le mie spalle. Il mio telefono, abbandonato sul letto, squilla e la mia amata canzone dei Maroon 5 esplode nella stanza. Mi affretto a raggiungerlo e, non appena leggo il nome sullo schermo, mi blocco. Shawn mi sta chiamando, eppure io rimango immobile.

Non rispondo.

A/N
Ciao a tutti! Questo è il nuovo capitolo e spero davvero vi piaccia, anche se le cose non sembrano andare molto bene.
Ma non preoccupatevi ahaha❤️😂
Un bacio xx

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