Trentatre

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Non sono sicura di come andrà a finire, ma ho deciso di chiamare Ivy. In fondo, semplici ed insignificanti messaggi non bastano per ringraziarla abbastanza di non avermi lasciata sola nei momenti peggiori. Lei è stata la mia prima amica a Boston ed è accorsa in mio aiuto con ogni distrazione possibile, dai film, serie TV, i pigiama party a passeggiate in riva al mare e shopping sfrenato.

Ovviamente, io ero soltanto di compagnia, in quanto comprare vestiti senza un'occasione importante non è mai stata una mia priorità. Le voglio un gran bene, questo è certo, e non tornerei mai indietro nel tempo, senza avere l'opportunità di conoscerla.

Grazie alla distanza, infatti, il rapporto tra me e Shawn si è rafforzato e intensificato, nonostante gli alti e bassi, siamo riusciti a superare anche le ore che ci separavano. Lui è l'amore della mia vita, ora ne sono sicura, perché nessun ragazzo è capace di rendermi talmente felice da dimenticare tutti i miei problemi.

Sicuramente Jasper non entra in nessuna lista, visto il suo irrecuperabile e imperdonabile comportamento, e non lo considero nemmeno un vero ex-fidanzato. Lui è sempre stato falso con me e, bugie dopo bugie, è arrivato a ferirmi profondamente.

Tuttavia, Shawn è sempre stato presente, con le sue fotografie e le sue lettere, e mi ha salvato anche senza esserne a conoscenza. Ho conservato i miei ricordi in una scatola e non ho esitato ad aprirla al mio arrivo a Toronto. Le foto e le lettere sono ancora lì, assieme a qualche carta di cioccolatino, fiore seccato e braccialetti di perline. Sono tante i ricordi che mi tornano alla mente, osservando le vecchie fotografie in cui io e Shawn assumiamo pose strane, facciamo la linguaccia o ci abbracciamo. Mi mancano tanto quegli anni, ma non rimpiango di essere arrivata a questo punto, in cui la mia vita sembra finalmente andare per il verso giusto.

Compongo il numero di Ivy e, senza esitare, la saluto calorosamente non appena risponde.

«Kim! Pensavo ti fosse successo qualcosa, non mi hai scritto per settimane!» mi rimprovera, ridacchiando in seguito e lasciandomi capire che in realtà non è affatto arrabbiata.

«Mi dispiace, sono molto impegnata ultimamente.» mento, accennando un sorriso.

«Non dirmi che... Shawn?!» esclama e capisco che si sta muovendo a causa del fastidioso rumore causato dal microfono del suo telefono. Allontano il cellulare, cliccando sul tasto del vivavoce. Non c'è nessuno in casa, perché mamma è andata al supermercato per comprare qualcosa da mangiare.

Siamo a corto di cibo ed io ho un estremo bisogno di mettere qualcosa sotto i denti.

«Esatto.» annuisco, nonostante lei non possa vedermi, e mostro un sorriso a trentadue denti alla fotografia appesa alla parete sopra il letto.

«Sapevo sareste finiti così, lo sapevo!» ammette, ridacchiando. Mi sdraio sul letto, osservando il soffitto bianco e poco interessante, mentre Ivy continua a raccontarmi quanto la sua vita sia noiosa senza la mia presenza. Invece, io nego ogni cosa, poiché non fossi di molte parole a Boston e lei non poteva sicuramente divertirsi con una come me intorno.

«Allora, quando posso passare a trovarti?» chiede e sono sicura abbia uno di quei fantastici sorrisi che contagerebbero anche il più odioso degli esseri umani.

«Dici sul serio?»

«Ma certo! Voglio conoscere meglio Shawn!» esclama, entusiasta, mentre io mi sento leggermente delusa. Con questa frase ho capito quanta voglia abbia vedere me in Canada: zero.

Forse Shawn è più importante, forse vuole conoscerlo veramente. Eppure, mi dà fastidio tutta la sua emozione e, per di più, non ne conosco il motivo.

«Oh... okay.» sussurro, abbassando lo sguardo. «Puoi venire quando vuoi, immagino.» continuo, aggiungendo un pizzico di entusiasmo alla mia voce, nonostante non sia affatto contenta.

«Perfetto, ho già prenotato il volo e l'albergo! Non vedo l'ora di vederti, Kim!» esclama, stupendomi totalmente. Se soltanto io non le avessi dato il via libero, i suoi soldi sarebbero stati spesi inutilmente ma, evidentemente, lei ha fiducia in me e conosce la mia disponibilità nei suoi confronti. Però, essendo al corrente del vero motivo della sua visita, la mia simpatia verso Ivy sta calando, facendomi dubitare di lei e dei suoi piani.


Shawn è sdraiato sul prato del mio giardino, con gli occhi chiusi e senza una maglietta a coprire gli addominali scolpiti, mentre io accarezzo le sue guance con le mani. Poggio la testa accanto alla sua e sul suo viso si apre un bellissimo sorriso. Apre un solo occhio e mi guarda, io guardo lui.

Ho riflettuto molto dopo la chiamata di Ivy, tre giorni fa, e sono arrivata alla conclusione che non è affatto un pericolo. Insomma, lei è una mia amica, non cercherebbe mai di rubarmi il fidanzato. Mi fido di lei, credo, ed Ivy non è affatto una persona crudele, perciò, se solo volesse qualcuno, potrei presentarle Zac: sono convinta che gli piacerebbe. È un ragazzo d'oro, preoccupato per i suoi amici e sempre presente nelle situazioni difficili. In questo ultimo periodo, io, Shawn e Zac siamo usciti un paio di volte e ho scoperto quanto lui sia spiritoso e gentile, forse un po' troppo per i miei gusti. Comunque, rimane sempre il modesto e noioso Zac di sempre, nonostante il suo sorriso mozzafiato e la risata perfetta.

«Che cosa ti preoccupa?» mi chiede Shawn, distogliendomi dai miei pensieri intrigati.

«Nulla, perché?»

«Forza, parla.» dice, senza nemmeno considerare la mia domanda. Accenna un sorriso tranquillizzante ed io mi sento pronta a raccontargli ogni cosa e, precisamente, la mia paura di perderlo.

«Ho chiamato Ivy e verrà qui.» lo informo, sospirando.

È accettabile che non capisca il motivo delle mie azioni, nemmeno io lo capisco. Nella mia mente si rincorrono pensieri negativi e non posso negare il mio perenne pessimismo. Non riesco a trovare un lato positivo nell'arrivo di Ivy a Toronto, neanche ricordando gli anni trascorsi assieme e i problemi affrontati. Lei mi ha sempre voluto bene, forse è soltanto colpa mia: riesco a trovare la pioggia incessante anche in un giorno di sole.

«Non capisco che cosa ci sia di male, è una tua amica.» confessa, corrugando la fronte.

Alzo la testa dall'erba e la poggio sopra il suo petto, ascoltando il battito regolare del suo cuore e i suoi polmoni che pompano aria. Shawn tocca i miei capelli, tenendo una ciocca alla volta tra l'indice e il pollice e spostando la mano fino alle punte. È rilassante, anche se ho sempre odiato i ragazzi che, per ricevere un po' di attenzione, spettinano i tuoi capelli quotidianamente con le loro sudice mani.

«Lo è, ma...»

«Di che cosa hai paura?»

«Di perderti, Shawn.» sussurro, chiudendo gli occhi . «Ho tantissima paura di perderti.»

Lui si alza a sedere, fissandomi intensamente negli occhi. Abbasso lo sguardo, torturando le mie dita. Poi aggiungo: «Insomma, lei è molto più bella, intelligente e normale di me. Capirei se mi lasciassi per Ivy.»

L'espressione di Shawn è impassibile, mentre cerca in tutti i modi di incontrare il mio sguardo. Io, per non versare lacrime involontarie, guardo il cielo e mordo il labbro, trattenendomi al meglio possibile.

«Tu non mi perderai mai, KimKim, quante volte devo ripeterlo?» sbotta, avvicinandosi a me e lasciandomi un delicato bacio sulla fronte.

«Sono tuo, cazzo.» aggiunge, sorridendo.

Ci baciamo per minuti che somigliano sempre più al paradiso e circondo il suo collo con le braccia. I suoi capelli sono così morbidi e le sue labbra così delicate sulle mie, mentre intreccia le sue dita alla mie e sussurra di amarmi.

Tuttavia, un messaggio rovina questo bellissimo momento e, non appena sblocco lo schermo, leggo quelle poche parole di cui sono terrorizzata ultimamente.

Sono in aeroporto, Kim! Sto arrivando xx

A/N
Nuovo capitolo! Spero vi piaccia❤️

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