Trentotto

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Ho sempre sopportato Beth nei momenti critici, anche quando la relazione con il suo ex ragazzo durata due settimane è andata in frantumi e lei ha versato lacrime senza sosta. Sono stata capace di calmare i suoi singhiozzi e trasformarli in una bella risata.

Eppure, consolare le persone disperate non è mai stato uno dei miei pregi, nonostante fossi sempre la spalla su cui piangere. Sono silenziosa e riservata, per questo tutti i miei compagni di scuola mi raccontavano i segreti più profondi e nascosti, quasi pensassero che io non ne avrei fatto parola con nessuno.

In realtà hanno sempre avuto ragione ed io non mi sono mai illusa di aver trovato un nuovo amico, perché sapevo benissimo che mi usavano come sfogo, piangendo di fronte a me e sussurrando imprecazioni, maledicendo persone di cui non conoscevo nemmeno il nome o l'aspetto e avendo crisi di nervi continue.

So bene di non essere la ragazza con cui si cerca di instaurare un'amicizia duratura, ma non mi è mai importato. Io non trovavo nulla di speciale negli altri, semplicemente perché nessuno di loro assomigliava a Shawn, sotto nessun aspetto. Sono così ossessionata, in senso buono, da lui che nemmeno mi accorgo quanto in realtà le mie decisioni dipendano da questi ragazzo.

Ho sempre ammirato la sua pazienza e la sua generosità, perché io non sono mai stata una ragazza modello. Shawn, al contrario, non sembra avere difetti. Ed è per questo motivo che, in fondo, ho sempre provato a migliorare me stessa.

Per lui principalmente.

A distogliermi dai pensieri è Beth, che muove una mano davanti ai miei occhi e chiama il mio nome. Sbatto più volte le palpebre e accenno un sorriso.

«Non puoi startene qui seduta, Kim.» mi rimprovera, stringendo le labbra in un filo sottile. Mi rivolge poi uno sguardo di piena compassione, che cerco di ignorare. Sono ridicola, lo so, ma tutta questa situazione, oltre all'angoscia, procura in me stress e ansia. Shawn sembra più lontano che mai in questo momento, come se vivessimo ancora ad ore e ore di distanza.

«Lo so, Beth. Ma cosa vuoi che faccia?» chiedo, coprendomi il viso con le mani. Chiudo gli occhi, riflettendo sulla mia situazione attuale, sui possibili miglioramenti ed eventuali peggioramenti.
Non credo esista qualcosa di peggiore, Shawn non mi parla, ignora il mio sguardo quando lo incontro fuori casa e non risponde ai miei messaggi. Sono stata completamente esclusa dalla sua vita, senza un motivo valido. Insomma, è stato Jasper a baciarmi, Ivy era a conoscenza di ogni cosa, era il suo piano, e non ha fatto altro che fare la vittima.

«Prova a parlargli, provaci davvero, e spiegagli ogni cosa nel verso giusto. Se non vuole ascoltarti, penseremo a qualcos'altro.» propone ed io annuisco, nonostante io sia leggermente indecisa sul da farsi.

«Non vorrei disturbarlo. Shawn non vorrà nemmeno vedermi, poi.» rispondo, abbassando lo sguardo. Torturo le mie dita, mordicchiando il labbro. Beth mi lancia un'occhiataccia e alza gli occhi al cielo.

«Non prendermi in giro, per favore.» dice, con la voce piatta e un'espressione impassibile. Sono preoccupata, come sempre, per ciò che potrebbe accadere in futuro, come potrebbe reagire Shawn nel vedermi o cosa potrebbe dire. Sono turbata e confusa, non so che cosa fare in questo momento. Beth, al contrario, sembra convinta mentre cerca di farmi aprire gli occhi.

«Lui ti vuole ancora, Kim. È evidente e non sarà quella stronza a dividervi.» sbotta, alzando un sopracciglio. Le ho raccontato ogni informazione che conosco sul conto di Ivy, ogni esperienza vissuta assieme e segreto svelato. Beth l'ha odiata da subito, non tanto perché sta cercando di allontanarmi da Shawn, ma soprattutto per avermi mentito in tutto questo tempo. Non avrei mai immaginato qualcosa di simile, nessuno l'avrebbe fatto.

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