Quattordici

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Abbiamo invitato la famiglia di Shawn a casa, per una grande e piacevole cena della domenica. Penso sia la continuazione del nostro rituale. Ogni domenica, infatti, mangiavamo tutti insieme. Era bello, perché i papà parlavano di hockey, del quale sono appassionata anch'io, dato che alla televisione non trasmettono altro, le mamme chiacchieravano tra di loro, scherzando sui comportamenti dei vicini, parlavano di shopping, capelli e serie TV. Diciamo che questa tradizione delle cene domenicali si è interrotta, non appena ci siamo trasferiti. È per questo che, prima di dividerci per l'ennesima volta, ho voluto organizzare tutto questo. Voglio ritrovare il Canada a Boston, voglio rivivere quei momenti in cui io e Shawn, seduti uno accanto all'altra, facevamo a gara per chi mangiava per primo uno spaghetto, chi beveva prima l'acqua, chi tagliava per primo la carne. Erano delle idee stupide, con le quali ci divertivamo un sacco. Siamo stati molto felici lì, devo convincere mamma e papà a tornare a Toronto, a casa.

«KimKim, aiutami a preparare la tavola!» esclama Shawn, vedendomi appoggiata alla porta. Mi sorride dolcemente e mi mostra i piatti nelle sue mani. Sono quelli per le occasioni importanti. La cucina di mia madre è divisa in vari settori: c'è il servizio di piatti e bicchieri per uso quotidiano, quello per le feste e l'ultimo per le occasioni importanti. Viene usato quando papà invita il suo capo a cena, ma questa è molto, molto più importante. «Scusami, Shawn. Arrivo subito!»

Disponiamo i piatti sulla tavola: uno per ogni sedia, poi i bicchieri, le posate, i tovaglioli. Tutto è perfetto, mancano soltanto le persone e il loro calore. La famiglia di Shawn è molto rumorosa, non in senso negativo. Possono parlare per ore, senza fermarsi. Soprattutto la nonna, che ha un sacco di storie da raccontare. Aaliyah la ascolta sempre volentieri, adora ogni favola e dice che vorrebbe vivere in uno di quei castelli fiabeschi. La accompagnerei molto volentieri; insieme a Shawn, però.

I genitori di Shawn non impiegano molto ad arrivare, assieme ad Aaliyah e ai nonni. Li accolgo con un abbraccio e un bacio sulla guancia. Sono sempre così sorridenti, felici, amorevoli. La nonna di Shawn ha un fiorellino tra i capelli e lo trovo così tenero, le sta proprio bene. Aaliyah, invece, ha i capelli legati in due treccine, che le ricadono fino a metà schiena. Indossa una gonna blu e una maglietta bianca, è proprio carina. Io, invece, indosso un largo e semplice maglione grigio di lana, non sono per niente elegante. Ma non importa, tutte queste persone mi hanno vista con addosso un pigiama o un imbarazzante costume di Halloween, quindi non c'è da preoccuparsi.

I genitori e i nonni si riuniscono in cucina a parlare, mentre Aaliyah rimane seduta sul divano, con uno sguardo annoiato e la testa appoggiata al palmo della mano. Mi avvicino a lei, sorridendole e rendendo la situazione imbarazzante. La bambina mi guarda confusa, ma io le prendo la mano e la conduco al piano di sopra. Nella mia camera tengo tutte le mie bambole, so che le adorerà. Sono nell'armadio, ben nascoste e svestite, mentre i loro abiti li tengo in una borsa. Regalerò tutto a lei, quella roba non mi serve più ormai.

«Che ne dici di qualche bambola in più?» Accenno un sorriso, indicando la scatola tra i vestiti. Aaliyah si avvicina lentamente all'armadio, estrae la scatola, facendo ben attenzione a non far crollare la torre di magliette. Leva il coperchio e sgrana gli occhi. «Wow!» esclama, iniziando a guardare ogni singola Barbie.

«Qui ci sono i vestiti. Puoi prendere quelle che vuoi, io non le uso più.» dico, porgendole la borsa. Aaliyah apre la bocca e capovolge la borsa, svuotando tutti gli abiti, alcuni nuovi e altri vecchi, sul pavimento.

«Grazie mille, Kim.» sussurra, stringendomi tra le sue braccia. Ha dieci anni, ma questo non la obbliga a smettere di giocare. Basta essere felici, è questo che conta. E lei sembra felice con le mie bambole. Infatti, inizia a vestire le Barbie, una ad una, ma soltanto dopo aver analizzato ogni bambola. Scarta quelle con i capelli annodati e sceglie quelle perfette. Hanno tutte gli occhi azzurri, tranne una: la mia preferita. Prende anche lei e la veste nel migliore dei modi. Dice che si chiamerà Kim, perché le ricorda me. Ed è qualcosa di davvero tenero, perché Aaliyah mi conosce solo come "l'amica di Shawn", probabilmente, quando ci siamo viste a casa dei suoi nonni, si ricordava vagamente di me. Dare il mio nome alla sua Barbie preferita è importante per me, ma non so in che modo spiegarlo.

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