Ventisette

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Si possono fare soltanto due cose dopo la perdita di un amico: cercare di riallacciare i rapporti o abbandonare tutto e tornare sulla propria strada.

Non credo di essere mai stata più sicura su qualcosa da compiere e portare a termine in vita mia. La mia decisione è stata semplice da prendere, non ho avuto un dubbio. Io e Shawn abbiamo passato momenti fantastici assieme, così come momenti bui e terribili. Ma di una cosa sono sicura: non voglio perderlo. Gli sforzi che entrambi abbiamo fatto per riavere il nostro rapporto precedente sono stati faticosi, ma importanti. Potrei aver agito in modo completamente differente di fronte ad alcune situazioni, ma non di tutte me ne pento. Sono stata egoista, precipitosa, testarda e insensibile nei confronti di Shawn e questo mio comportamento ha soltanto portato alle peggiori delle situazioni. Lui si è messo in gioco per me e questo è tutto ciò che ha ottenuto? Forse non sono una principessa, educata, sincera e altruista, tuttavia di una cosa sono certa: nessuno può amare Shawn tanto quanto me, nessuno sarà mai capace di capirlo quanto possa farlo io e nessuno riuscirà a rimpiazzare il mio migliore amico.

A risvegliarmi dai pensieri è la vibrazione del telefono sul tavolo, che mi annuncia l'arrivo di un nuovo messaggio. Mi precipito in cucina, pensando ad un ipotetica chat con Shawn ma, al contrario, è Beth. Non avevo nemmeno pensato a lei, eppure avrei dovuto. In fondo era mia amica e, in qualche maniera, lo è ancora. Siamo rimaste in contatto durante tutti questi anni e merita un incontro.

Come va la vita lì a Boston?

Non è ancora a conoscenza del mio trasferimento, né della mia attuale posizione e, dopotutto, immagino sia un punto a mio favore. Potrei farle una sorpresa, credo se la sia guadagnata.

Immagino vada tutto per il meglio.

Dopo aver premuto il tasto 'invio', infilo scarpe e felpa ed esco di casa con un sorriso stampato in volto. Il destino vuole che non appena varco la porta d'entrata, pronta per uscire, Shawn è in giardino con Aaliyah. Mi lancia un'occhiata fulminante e alza un sopracciglio.

«Vedo che sei tornata ad essere felice come una volta» borbotta, abbassando lo sguardo. Il mio sorriso svanisce immediatamente, rimpiazzato da un'espressione triste e seria al tempo stesso. Sto cercando con tutte le forse di trattenere le emozioni e non scoppiare a piangere davanti all'intero quartiere, perciò mi volto e proseguo per la mia strada.

«Potrei esserlo, se qualcuno me lo permettesse» ammetto, per poi voltare la testa e girare l'angolo. Mi siedo a terra e una lacrima riga la mia guancia, bruciando la pelle. Essere così vicina fisicamente a Shawn ma non poter parlare con lui mi fa sentire debole e triste. Sono stata privata della sua amicizia improvvisamente e tutta la colpa ricade su di me. Non posso biasimare Shawn, se dopo tutto questo tempo, si è stufato di me. Tutti finiscono per abbandonarmi, prima o dopo, non c'è nulla di strano. Eppure pensavo a Shawn diversamente, come se niente potesse separarmi da lui.

Ricordo perfettamente le direzioni da prendere per raggiungere la casa di una delle amiche migliori che io abbia mai avuto: Beth. Lei è sempre stata sincera con me, nonostante non la frequentassi molto. Preferivo passare il mio tempo con Shawn...

«Kimberly? Sei proprio tu?» chiede la mia amica, affacciandosi alla finestra. Sul suo viso compare il suo solito sorriso a trentadue denti, molto contagioso, aggiungerei.

«Sorpresa!» esclamo, ridacchiando. Non impiega molto a uscire di casa e catapultarsi tra le mie braccia. Nonostante siano passati anni dal nostro ultimo incontro, la nostra amicizia è rimasta e non credo sia cambiata. Scambiandoci messaggi siamo riuscite a rimanere in contatto nonostante la distanza e credo sia davvero qualcosa di speciale. Non tanto per il tempo trascorso, quanto per la nostra amicizia duratura. Forse non siamo così legate, ma ci vogliamo bene.

«Pensavo fossi ancora a Boston.» ammette, sorridendo. Non si aspettava questo mio improvviso arrivo, perciò credo proprio di averla stupita. Mi piace sorprendere le persone a cui tengo, magari con regali inaspettati o abbracci imprevisti.

«È bello essere a casa» confesso, volgendo lo sguardo al cielo e osservando le nuvole. Il Canada mi appartiene ormai, non posso negarlo. Amo ogni cosa di Toronto, dal tempo al movimento della città. Probabilmente il mio quartiere è uno dei più tranquilli, senza troppi problemi e chiasso. Adoro vivere nella tranquillità assoluta, senza i rumori insopportabili del viavai delle automobili nel centro.

«Shawn lo sa?» Al nome del mio migliore amico abbasso lo sguardo e prendo un respiro profondo. Non mi sento ancora pronta per raccontare ogni cosa a Beth, nonostante lei mi guardi con quell'espressione di compassione. Sa quanto tengo a Shawn, tutto il bene che gli voglio.

«Lui... sì» mi limito a dire, alzando gli occhi al cielo per non piangere. Il tutto è inutile, perché lacrime veloci scorrono sulla mia pelle. Scuoto leggermente la testa, voltandola per non mostrare il mio lato troppo debole a Beth. Dopotutto non è carino piangere in questo momento, quando siamo state separate quattro anni interi.

«Oh, Kim...» esclama, stringendomi tra le sue braccia.

Beth mi piace, è quel tipo di ragazza che sa quando cambiare argomento, sa leggere nella tua mente, come se fossi un libro aperto. È spiritosa, allegra e sempre, sempre sorridente. È bello sapere che mi è rimasto qualcuno qui, dopo Shawn mi sono completamente arresa. Dovrei uscire più spesso, immagino.

«Ti è capitato davvero?» chiedo, incredula. Beth mi sta raccontando delle sue uscite più pessime di sempre con i ragazzi. Dice di essere uscita con almeno una dozzina di loro, forse troppo ubriachi per capire realmente dove si trovassero. Eppure sono tutte situazioni così ridicole da far ridere, al contrario dell'unica mia vera relazione. Sbaglio dopo sbaglio, sono sopravvisuta con cicatrici invisibili sulla pelle, che bruciavano più di una ferita reale.

«Lo giuro! Credo di non essermi mai imbarazzata così.» dice, scuotendo la testa e ridacchiando. Sono riuscita a dimenticare Shawn in questo tempo trascorso con Beth; credo sia un vantaggio, dato che ogni ricordo mi rende triste e poco consolabile.

«Forse dovresti uscire più spesso» mi consiglia, dopo averle ammesso di aver avuto una sola relazione in tutti questi anni. Sa che non sono la ragazza che si accontenta del primo ragazzo che ha davanti, nonostante Jasper fosse soltanto "utile" a me e vale pure il contrario. La solitudine porta alla depressione e, lo ammetto, sarei dovuta rimanere sola piuttosto che finire nei casini con Jasper.

«Concordo, ma non vado pazza per le feste.» borbotto, alzando le spalle.

«A proposito, questa sera un mio amico ne organizza una a casa sua. Mi accompagni?» mi prega, unendo le mani davanti a lei. Data la richiesta, non ha proprio ascoltato la mia affermazione di prima. Insomma, le feste sono come il gorgonzola per me: uno schifo.

«Non lo so...» dico, osservando il viso di Beth, che si corruccia per la mia risposta negativa.

«Ci divertiremo, vedrai, e Shawn non ci sarà.» dice, abozzando un sorriso.

Dovrei proprio sfogarmi con qualcosa in questo momento, eppure non credo una festa sia ciò che cerco. Purtroppo, non avendo altre alternative, accetto il suo invito e mi preparo alle sue esclamazioni e schiamazzi. Non posso fare a meno di sorridere, notando la sua felicità contagiosa.

Shawn rimarrà sempre nella mia mente e, prima o poi, dovrò spiegargli ogni cosa. Tuttavia, prima di rovinare nuovamente la mia vita, preferisco dedicare del tempo a me stessa e al mio divertimento. Shawn può aspettare.
Credo.

A/N
Forse l'ho già detto, ma ringrazio tutti i lettori della mia storia nuovamente e spero davvero vi piaccia!
Grazie ancora e buona settimana❤️😘

Un bacio xxx

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