Trentacinque

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Ivy mi sta spaventando, prima di tutto perché non conosco il significato preciso delle sue parole, poi continua a sentirsi con Jasper, come se tutte le vicende passate non la avessero allontanata. Sono sorpresa dalla sua sincerità e dal suo modo di parlare diretto, non me lo sarei mai aspettata. È sicuramente una ragazza estroversa e spiritosa, ma non credevo sarebbe caduta così in basso con Jasper. Proprio lei gli dava dello stronzo egoista e altri insulti vari, per poi tornare a fare la pace. Mi ha picchiata e non ha mosso un dito quando gli ho pregato di smetterla, anzi, diventava sempre più forte. Inoltre, come può parlare di Jasper quando Shawn è presente?

«Non ti azzardare a parlare di Jasper.» sbotto, quando Shawn alza un dito e apre la bocca. Ha ammesso di avere il terrore di quel ragazzo, con tutta la forza e la rabbia che possiede in corpo riesce ad essere molto pericoloso. Come ho potuto essere così ingenua? Jasper è soltanto un pazzo, che rovina le vite di ogni ragazza che incontra per strada, le illude, per poi abbandonarle. Non merita il mio perdono, questo è sicuro, e, se Ivy vuole tanto proteggerlo, posso dichiarare la nostra amicizia finita.

«Ho paura, KimKim. Se riuscisse a trovarti?» sussurra, prendendo la mia mano e bloccandomi insieme a lui sul marciapiede. È così tenero quando si preoccupa per me e lo amo talmente tanto. Non riesco proprio ad immaginare la mia vita senza di lui, senza il suo aiuto, i suoi consigli, il suo amore. Ormai sono così legata a lui e non lo lascerei per niente al mondo.

«Tu mi salveresti, vero?» rispondo con un'altra domanda, guardandolo negli occhi. Quel sorriso bellissimo compare sul suo viso e si avvicina a me, abbracciandomi forte. Le mie braccia si stringono attorno al suo corpo, mentre appoggio la testa al suo petto. Chiudo gli occhi, rilassandomi e immaginando un giorno perfetto, in cui tutti i nostri problemi saranno finalmente scomparsi e non dovremmo più preoccuparci di Jasper e della sua violenza. Sarà tutto fantastico e potremmo finalmente goderci una vacanza, magari al mare, magari da soli.

«Non ti lascerei nelle sue mani per nulla al mondo.» bisbiglia dolcemente, indugiando sulla mia fronte con le labbra. Prendo un respiro profondo e inalo il suo profumo fresco, mentre Ivy chiama il mio nome. Alzo gli occhi al cielo e la maledico silenziosamente, per poi allontanarmi da Shawn e voltarmi verso di lei.

«Ivy!» esclamo, fingendo un sorriso. Non si accorge nemmeno della mia falsa allegria e mi abbraccia, facendomi quasi cadere a terra.

«Facciamo una passeggiata?» propone Shawn, alzando le spalle. Sa bene quanto io volessi rimanere sola con lui e questa idea non mi convince affatto. Ivy può essere simpatica fino ad un certo punto, inoltre se inizia a parlare di Jasper la trovo anche fastidiosa. Non riesco proprio a capacitarmene, come può tornare a parlare con uno stronzo del genere? Il ragazzo che ha praticamente rovinato la vita della sua amica? Prima non parlavano nemmeno, perché dovrebbe sentrilo adesso?

«Volentieri.» borbotto e mi avvicino a Shawn, afferrando la sua mano e incrociando le nostre dita.

Seguiamo Ivy lungo la strada, mentre lei blatera qualcosa da sola. Non presto veramente attenzione alla mia amica, perché Shawn mi sta fissando troppo intensamente.
«Sei troppo paranoica.» commenta poi, alzando gli occhi al cielo. Annuisco, nonostante non sia davvero d'accordo con lui. Di certo non può sapere come la mia mente lavora, ciò che elabora e crea.
«Shawn, potresti scattare una foto per me e Kim?» chiede, indicando il cellulare e facendo cenno con l'altra mano di avvicinarmi. Seguo le sue indicazioni, posizionandomi accanto a lei e architettando un piano malvagio alle sue spalle, magari spingerla nel lago e fingere che nulla sia successo.
Shawn accetta sorridente, come sempre d'altronde, e scatta questa maledettissima foto, in cui Ivy mostra il suo sorriso perfetto.
«Voglio vedere un sorriso, KimKim.» esclama lui, nascondendosi dietro il cellulare di Ivy è premendo più volte sullo schermo.
«È il massimo che posso fare, Shawn.» rispondo, forzando un sorriso. Battibecchiamo finché Ivy non ci interrompe, proponendo di uscire a cena questa sera. Come se non fosse un'occasione da perdere, Shawn accetta molto volentieri, forse troppo per i miei gusti, e si accordano per il luogo e l'orario, senza chiedermi nulla.
Perfetto, potrei anche non venire se volessi. Tuttavia, l'idea di lasciare Ivy e Shawn da soli non è affatto ragionevole, perciò decido di cenare assieme a loro.

«Non arrabbiarti, Kim.» sbotta Shawn, camminando avanti e indietro nella mia camera. Ormai si è quasi fatta l'ora di raggiungere Ivy al ristorante e Shawn non sembra affatto contento del mio improvviso cambio di programma. Non ho per niente voglia di cenare con quella ragazza, men che meno se guarderà Shawn con gli occhi dolci per tutta la durata della sera! Sono gelosa? Oh, sì che lo sono e posso anche urlarlo dalla finestra, con tutto il fiato che ho nei polmoni.
«Non vi siete nemmeno rivolti a me! E se io fossi stata male in quel momento e non avessi avuto voglia di uscire?» chiedo, roteando gli occhi. Shawn alza un sopracciglio, probabilmente credendo più al mio recente disprezzo nei confronti di Ivy che ad un improvviso dolore di stomaco. Mi conosce fin troppo bene e può essere uno svantaggio in qualche caso.
«Stai benissimo, mi sembra.» risponde, senza lasciare trasparire alcun tipo di emozione. Non posso parlare se ho di fronte una statua di marrmo, impassibile e serio come è lui ora, quasi nulla riuscisse a renderlo felice. Non abbiamo mai discusso in maniera così accesa, dovremmo riflettere a riguardo, forse la causa è proprio Ivy.
«È un'ipotesi.» dico, scuotendo leggermente la testa. Shawn non capisce, ecco tutto.
«Se tu non vuoi uscire con Ivy, okay.» sussurra e, finalmente, credo sia riuscito ad aprire gli occhi una volta per tutte. Quando poi la sua espressione torna seria e arrabbiata, i miei pensieri positivi vacillano e non mi rimane che essere pessimista.
«Ma nulla mi ferma dall'uscire con lei, giusto?» sbotta, sbattendo la porta dietro le sue spalle. Lo rincorro giù per le scale, fino all'atrio, urlando il suo nome e pregandolo di fermarsi.
«Shawn, tu non capisci!» grido, mentre una lacrima scende lungo la mia guancia. Sto cercando in tutti i modi di prevenire gli eventi negativi, che causerebbero soltanto danni e problemi, e favorire la nostra felicità insieme. Ma l'arrivo di Ivy ha frantumato i miei buoni propositi in mille pezzi, pestandoli poi uno ad uno con la suola delle scarpe.
«Non capisco mai nulla, vero? Tu non mi spieghi ed io non capisco, è questo che succede e non ne posso più!» urla, gesticolando e imprecando sottovoce. In fondo ha ragione, tutto ciò che ha detto ha senso e non sono tenuta a smentirlo. Io non parlo mai con lui di questo tipo di cose, di ciò che veramente frulla nella mia testa e per ora ho causato solo una serie continua di danni irreparabili.
«Ivy è stata gentile, dopotutto. Non mi va di mandare a puttane un'altra futura amicizia per un tuo capriccio.»
Amicizia? Spero lui stia scherzando.
«No, Shawn. Lei vuole portarti via da me, non andartene.» sussurro, avvicinandomi a lui. Ma, come fossi una catasta di legna infuocata e furibonda, si allontana e poggia la mano sulla maniglia. Abbasso lo sguardo, so che cosa sta pensando in questo momento: "Sono tutte stronzate e Kim è una stronza egoista".
«Per favore, tieni i tuoi stupidi ragionamenti per te e la tua mente contorta.» aggiunge, chiudendo la porta d'entrata dietro di sé.
Mi sono sbagliata, non ha ancora aperto gli occhi su Ivy, sulla persona che realmente è. Non credo di aver commesso un errore questa volta, perché so riconoscere chi vuole raggiungere un certo obiettivo ed Ivy mangia Shawn con gli occhi ogni dannata volta.
«Fanculo.» sussurro, scivolando sul pavimento con le ginocchia al petto.

A/N
Scusate il ritardo ma oggi, o dovrei dire ieri, non ho potuto aggiornare prima. Comunque, questo è il nuovo capitolo e spero davvero di non avervi deluso, ma la storia deve continuare in un modo o nell'altro per un po' ancora😉
Un saluto da Parigi💕🗼

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