Ventinove

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C'è qualcosa di familiare in questo nome, e ricordo pure i lineamenti del ragazzo che ho davanti. Potrebbe davvero essere uno dei bambini che Shawn mi fece conoscere tanti anni fa. Tutto torna a lui, non ne posso più. Shawn è sempre nella mia testa, giorno e notte, nonostante cerchi disperatamente di focalizzarmi su qualcosa di meno doloroso. Non posso riavere indietro il rapporto che avevamo creato negli anni, nemmeno se cercassi di riaggiustare le cose. I nostri sentimenti, o almeno ciò che provo io ancora oggi, sono troppo vivi per riuscire a nasconderli ed è pure inutile negare l'apparenza. Io e Shawn abbiamo convissuto con l'amore per anni, senza nemmeno accorgercene. Soltanto durante la settimana trascorsa a Boston abbiamo scoperto il collante che aveva mantenuto intatta la nostra amicizia ma, egoista come sono, ho rovinato tutto. Shawn era tanto legato a me quanto io lo ero a lui e non è cambiato nulla, per me.

In questo momento, Zac, uno degli amici di Shawn mi rivolge un sorriso amichevole e inclina leggermente la testa, in attesa di una risposta da parte mia.

«Sei proprio tu?» Non l'avrei sicuramente riconosciuto se non mi avesse rivelato il suo nome. È cambiato, completamente cambiato rispetto a quattro anni fa: è diventato più alto, ma il suo viso è rimasto quello di una volta, con quegli occhi azzurri e il sorriso perfetto. Al contrario io non credo di essere diversa, infatti Zac mi ha riconosciuta quasi subito. Io, invece, sono una frana in queste cose.

«Certo che sono io!» esclama, aprendo le braccia e stringendomi al suo corpo. Mi sento a disagio, perché non ho più visto Zac in tutti questi anni e abbracciarlo in questo modo è forse un po' esagerato. Le sue braccia sono strette forte intorno ai miei fianchi e quasi non respiro.

«Come te la passi?» chiede poi, rivolgendomi un sorriso. Ricambio e mi siedo sul muretto accanto alla piscina, guardando l'acqua pulita e profumata di cloro. Zac si sistema accanto a me, poggiando i gomiti sulle sue gambe. Come posso rispondere alla sua domanda, se la mia vita è diventata uno schifo con il passare degli anni? Non credo di poter mentire, anche se, apparentemente, sia capace di fare solo quello.

«Tutto bene, credo.» mormoro, alzando lo sguardo sui suoi occhi. «Tu?»

«Non potrebbe andare meglio, la mia vita sta andando per il verso giusto.» risponde, sorridente. Immagino vada molto bene a scuola, come una volta d'altronde, abbia una fidanzata, degli amici. Il contrario di me, insomma, che, se non ci fosse Beth ad occupare la maggior parte delle mie giornate, starei chiusa in casa da sola. Forse, con il passare degli anni, mi sono chiusa in me stessa, sempre di più, fino a costruire una fortezza intorno a me, indistruttibile. Non riesco a fare molte amicizie, sia per il mio carattere riservato, sia per la mia tendenza a restare sola. Dopotutto meglio soli che mal accompagnati, no?

«Sono felice per te.» ammetto, annuendo leggermente. Poi, Zac inizia a parlare e nessuno può fermarlo. Descrive la sua vita a scuola, in famiglia e con gli amici, continua parlandomi delle sue prossime vacanze sulle bellissime spiagge di Miami, vantandosi anche di quanto basso sia il prezzo. Ammetto di trovare Zac un ragazzo chiacchierone e rumoroso, che non fa altro che evidenziare le sue fortune e la sua felicità.

«Oh, guarda... Shawn è appena arrivato! Andiamo a salutarlo!» propone, alzandosi e tendendomi una mano per aiutarmi. Non accetto il suo invito e mi nascondo dietro il suo corpo.

«Non spostarti da qui, ti prego» lo supplico, voltandomi verso la piscina in modo che Shawn non possa vedere il mio viso.

«Ma che cos'è successo tra voi due? Non eravate inseparabili?» chiede all'oscuro di tutto l'accaduto. Posso capire che Shawn non abbia spifferato ogni cosa ai suoi amici e un senso di sollievo si diffonde dentro di me.

«Esattamente, eravamo.» sussurro, prendendo un respiro profondo.

Eppure, non posso evitare di chiedermi perché lui sia qui. Beth mi aveva assicurato che non avrebbe messo piede in questa casa e, invece, è proprio ciò che sta accadendo. Non posso farmi vedere, non la prenderebbe affatto bene. So che lui sta andando avanti con la sua vita, al contrario di me, che non faccio altro che riflettere ed escogitare un piano per riavere indietro la nostra amicizia, forte e indistruttibile come una volta. Shawn non sembra affatto felice mentre raggiunge Zac e si ferma a due passi da me. Chiudo gli occhi, recitando ogni preghiera che ricordo e desiderando che nessuno mi riconosca e gridi il mio nome. Sono certa che Shawn non lo sopporterebbe, forse pensa a me chiusa in casa a piangere per lui dal giorno alla notte. Invece non lo sto facendo e il mio "divertimento" lo turba.

«Zac, hai visto Beth?» chiede Shawn, dando un colpo sulla spalla dell'amico. Il mio respiro e il battito del mio cuore si fanno sempre più incontrollabili, mentre noto una ragazza che sbuca da un cespuglio in fondo al giardino. Non posso crederci, è proprio Beth e sta correndo verso di me, agitando le mani e inciampandosi addirittura nei suoi stessi piedi. È ubriaca, fuori di testa e non capisce che cosa stia succedendo. Grida il mio nome più e più volte, indicandomi e sorridendo. Copro il mio viso con la mano, scuotendo la testa e sospirando. Ecco, ogni cosa è rovinata ora. Shawn si arrabbierà con me nuovamente, eliminandomi completamente dalla sua vita. Costruirà un muro davanti alla sua casa cosicchè non possa più vedermi e brucerà ogni lettera, a meno che non l'abbia già fatto.

«KimKim?» Il mio cuore perde un battito non appena Shawn pronuncia il mio nome in quel modo. È passato tanto tempo dall'ultima volta e la sua voce mi è mancata come l'aria. Non posso spiegare ciò che provo a parole, non ora almeno e non di fronte a tutte queste persone ubriache. «Che ci fai qui?»

«Non dovrebbe interessarti, no?» sbotto, alzando gli occhi al cielo. Forse lui non ha nessuna colpa, sono soltanto io che amplifico ogni cosa e rovino me stessa. Non importa ciò che pensano gli altri, la prima cosa negativa che passa per la mia mente disordinata è l'importante. Sono una ragazza pessimista, che immagina sempre il lato negativo prima di complicare tutto. È la mia natura, non posso farci niente ma prima o poi rimpiangerò tutti i momenti passati a riflettere e rimuginare sulle cose.

«Cazzo, Kim, m'importa invece!» grida, rivolgendomi uno sguardo colmo di nostalgia e nervosismo.

Io sono ancora importante per lui, Shawn pensa ancora a me nello stesso modo di prima, non si è mai stancato di avermi accanto proprio come io lo desidero tuttora al mio fianco. Lui è necessario, se non essenziale. Senza Shawn la mia vita non è completa e in questo momento ho capito che io ho lo stesso significato per lui.

«Shawn, devo parlarti.» ammetto, abbassando lo sguardo. Non sono sicura di ciò che sto facendo e se lui possa perdonarmi, ma è fondamentale in questo momento. Se non rivelo tutte le mie paure, i miei dubbi e i miei sentimenti potrei scordarmi il riallacciamento del mio rapporto con Shawn. Siamo sempre stati così bene insieme e pensavo che vivere in Canada avrebbe semplificato ogni cosa. Invece tutto è peggiorato e Shawn mi ha escluso dalla sua vita.

«Dici?» chiede ironicamente, alzando un sopracciglio. Prendo un respiro profondo e le lacrime salgono agli occhi, difficili da controllare. Non posso parlare qui e non con un ragazzo tanto impassibile come Shawn in questo momento. Desidero tranquillità e calma, nessun ragazzo che potrebbe vomitare sulle nostre scarpe.

«Non piangere, ti prego, non posso rimanere calmo se piangi.» ammette, fermando gli occhi nei miei. Il mio cuore perde un battito nuovamente, mentre cerco di respirare normalmente.

«Shawn, mi manchi.»

Ciò che percepisco nei minuti seguenti sono le sue braccia che, lentamente, si avvolgono attorno al mio corpo.

A/N
Nuovo capitolo! xx

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