Diciassette

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Non è ancora mezzanotte, eppure sono stanca. Le palpebre si chiudono senza che io lo voglia e le gambe sono dolenti. I capelli sono tutti annodati e sono sicura che sono in pessime condizioni, ricordando il tuffo nella neve. È stato davvero un giorno fantastico, tralasciando l'ultima parte della serata. Io non volevo rendere Shawn triste, lui è il mio migliore amico e voglio il meglio per lui. Io non sono il meglio.

Aaliyah ammette di essere stanca e si sdraia sul divano, lasciando cadere le braccia e le gambe. I capelli le si scompigliano attorno al viso e lei sbuffa, scacciandone via qualcuno.

«Grace e Josh, grazie davvero per la serata e per l'ospitalità. Ora dobbiamo davvero andare.» dice Karen, abbracciando mia madre e mio padre. Poi, raggiunge me e mi guarda con dolcezza.

«Vorrei tanto averti di nuovo a Toronto. Shawn è diventato insopportabile!» scherza, alzando gli occhi al cielo. Ridacchio e la abbraccio, stringendola forte. Karen è stata un'amica per me, mi ha sempre aiutata e i suoi consigli sono i migliori. Shawn ci raggiunge, posando le mani sulle spalle della madre.

«Grazie, mamma.» borbotta, incrociando le braccia al petto. Non mi guarda nemmeno, nonostante io cerchi il suo sguardo. È arrabbiato, sapevo sarebbe successo. Karen gli da una piccola spinta, lamentandosi del suo comportamento irritante con un sorrisetto in viso. «Posso parlare con KimKim?» chiede a sua madre, inarcando le sopracciglia. Karen annuisce, ma resta lì ferma. «Da soli.» aggiunge, al che lei si allontana con aria triste. Shawn scuote leggermente la testa, sorpirando e alzando gli occhi al cielo.

«Non prendere in giro tua madre.» lo rimprovero, dandogli un colpetto sul petto.

«Non ho detto una parola!» ribatte, ridacchiando.

«Le pensavi, le parole.» rispondo, divertita. Shawn mi guarda allegramente, scuotendo leggermente la testa. «E sono sicura, anzi, sicurissima, che le stai pensando anche in questo momento. "Che rompipalle questa, non mi lascia fare niente. Fortunatamente, sarò a Toronto tra qualche ora!"» imito la sua voce, gesticolando e cambiando espressione, calcando la voce a metà frase. Shawn mi guarda divertito.

«Sei una rompipalle, lo ammetto. Ma non potrei mai essere felice di lasciarti.» Lo guardo negli occhi, e quasi i miei si riempiono di lacrime. Shawn è così dolce e non sono per niente felice all'idea di salutarlo. «E comunque, io non gesticolo.» si lamenta, incrociando le braccia e inarcando un sopracciglio.

«Sì, invece.» ribatto, ridacchiando. Probabilmente non se ne accorge, ma muove le mani continuamente.

«Non è di questo che volevo parlare, in ogni caso.» continua lui serio, trascinandomi in cucina, dove nessuno ci possa vedere. I nostri genitori e i suoi nonni non smettono di chiacchierare, mentre Aaliyah si lamenta in salotto. Povera, sarà piuttosto stanca dopo questa serata.

«Non essere arrabbiato con me, ti prego.»

«Perché dovrei essere arrabbiato?» chiede, con un'espressione confusa. Lo guardo sorpresa; quindi lui non è arrabbiato, eppure prima lo sembrava. Eccome se lo sembrava!

«Io continuo a respingerti, ma tu sembri non arrenderti. Devi sapere che io voglio che tu sia felice, ma non con me. Io voglio davvero il meglio per te.» ammetto, prima di pensare veramente a quello che avevo intenzione di dire. Sicuramente, non era niente di tutto questo. Le parole sono uscite dalla mia bocca, senza il mio consenso. Perché non sto mai zitta?

Shawn si limita ad annuire, anche se non sembra pienamente convinto. Nemmeno io sono d'accordo con quello che ho appena detto. Eppure, la mente batte il cuore, in qualche modo. Forse, pensando alla distanza, alla nostra amicizia e quant'altro.

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