Quattro

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A diciassette anni, solitamente, si partecipa a feste, eventi e altre feste. Be' io non sono proprio così. Le discoteche non mi entusiasmano, anche se dovrebbero. I miei non ci sono quasi mai a casa, perciò posso fare quello che voglio. Da quando ci siamo trasferiti qui, la domestica vieni qui un giorno sì e uno no. Io sono l'unica persona che trova nell'appartamento. Lei non è come Angela. Si limita a salutarmi e chiedermi se ho bisogno di lavare qualcosa. Le rispondo sempre di no, li lavo da sola i miei vestiti. Posso essere indipendente, se voglio.

Guardo la foto di Shawn nel portafoglio. Un piccolo bambino di dodici anni, con le lacrime agli occhi e i capelli castani in tutte le direzioni. Ricordo di averlo stretto a me come mai prima. Lui era tutto per me. Tutto il mio mondo.

Ora come ora, non so più cosa pensare. Non lo sento più, non tanto quanto una volta. Abbiamo continuato a scrivere lettere, per il resto degli anni. Le ho conservate tutte e credo anche lui. Non abbiamo smesso di volerci bene e non abbiamo smesso di scriverci. L'ultima lettera risale al 18 novembre. Quasi due mesi fa.

Ho raccontato la mia storia alla mia amica Ivy, che conosco da quando mi sono trasferita a Boston. Saranno passati quattro anni da quando l'ho vista per la prima volta. Molto meno tempo della durata dell'amicizia tra me e Shawn. Eppure, con lui, era tutto sempre prefetto. Ma eravamo bambini, ora siamo cresciuti entrambi. Non ho più quella luce negli occhi che avevo un tempo, quando io e Shawn eravamo vicini di casa. Ora sono molto più sola. Non parlo con nessuno, non mi faccio notare. Le altre ragazze a scuola indossano minigonne, jeans attillati e vestiti alla moda. Io indosso ciò che trovo nell'armadio: magliette di band sconosciute, probabilmente di mio padre, felpe enormi e jeans solitamente neri.

Ma non sono depressa, come tanti direbbero. No. Sono sola.

«Kim, che facciamo questa sera?» chiede Ivy, osservando le sue unghie. Ha il vizio di mangiarle, poi di lamentarsi perché sono troppo corte. Giuro, non la capisco.

«Mmh, che ne dici di film e pizza? I miei non ci sono.» suggerisco, con un sorriso. Mi piace passare del tempo con lei. Ha sempre un sorriso in volto e vede positività in ogni cosa. Anche nel fatto che i miei non ci siano mai. Dice che è un bene, per avere un po' di tempo tutto per me.

«Perfetto. Inviterai anche Jasper?» chiede, scostando una ciocca di capelli dal viso. Credo che Ivy sia davvero bella. Ha degli occhioni blu e una carnagione chiara, risaltata dai capelli neri. È una bellezza tutta naturale. Non si trucca e non si veste come quelle ragazzine della nostra scuola. Insomma, siamo ad un liceo scientifico, non ad un canile. Intendiamoci.

«Non credo. Volevo che fosse una serata tra ragazze. Noi due e un film romantico.» Le faccio l'occhiolino e lei alza i pollici. Jasper è il mio ragazzo. È attraente: ha dei capelli morbidi e biondi, le lentiggini e un bellissimo sorriso pulito. È quel genere di ragazzo che piace a tutte, ma ha scelto me. Non so perché. Eppure, non è quello che tutte immagino.

Io e lui non andiamo molto d'accordo. Litighiamo spesso e finiamo per andare a letto. Non è una relazione sana. Di solito mi prende per i polsi e li stringe, facendomi male. Ho qualche livido...

«Oh, be', meglio così.» Annuisco, bevendo la mia cioccolata calda. Le vacanze di Natale sono quasi terminate, manca poco più di una settimana. Non voglio tornare a scuola, sono al terzo anno di liceo, in classe con Ivy. Fortunatamente c'è lei, altrimenti non parlerei quasi con nessuno.

La campanella sopra la porta del bar suona e alzo lo sguardo solo per curiosità. Un ragazzo alto e magro attraversa l'uscio e scruta la stanza alla ricerca di un tavolo libero. Si siede al tavolo di fronte a noi. Ho già visto la sua faccia da qualche parte. Ha i capelli castani, le labbra sottili, la carnagione chiara.
Shawn. È davvero lui, ma che ci fa qui?
Confronto la foto nel portafoglio con il ragazzo che ho davanti. La forma del viso è la stessa. Stessi capelli, stessi occhi, stesso sorriso. È proprio lui.

Ti Scatterò Una Foto | Shawn MendesLeggi questa storia gratuitamente!