Dodici

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«Siete arrivate, finalmente!» esclama Oliver, correndo verso di noi a braccia aperte. I suoi capelli sono avvolti in una bandana rossa e indossa, come sempre, una maglietta bianca e dei pantaloni neri. Credo che il suo armadio sia bianco e nero, soltanto le sue bandane hanno un colore differente. Ha mille magliette identiche nei cassetti, con o senza scritte, e sono tutte enormi. Una volta sono rimasta a dormire a casa sua dopo una delle poche feste a cui ho partecipato e la sua maglietta bianca mi copriva fino a metà coscia. Oliver è poco più alto di me, sicuramente più basso di Shawn.

«Non potevamo mancare.» grida Ivy sopra la musica. Abbiamo ritardato a causa sua, penso che abbia usato tutto il mio struccante. Le linee di eyeliner erano sempre assimmetriche, secondo lei, e l'ombretto non andava bene con il colore degli occhi. Inoltre, il suo smalto si è rovinato appena ha toccato il cellulare e ci sono volute ore per perfezionarlo.

«Il vostro amico quando arriva?» chiede Oliver, urlando e muovendo la testa al ritmo della musica. Si riferisce a Shawn, ovviamente. Dovrebbe arrivare a momenti, a meno che non si sia perso. «Oh, eccolo.» esclama Ivy, indicando il ragazzo che si sta avvicinando a noi. Questa sera Shawn è proprio bello: indossa dei jeans neri e un largo e scolorito giubbotto di jeans. 'Wow' è l'unico pensiero sensato nella mia mente.

«KimKim!» Mi abbraccia forte ed io chiudo gli occhi. Vorrei rimanere tra le sue braccia per tutta la sera. Ivy lo saluta con la mano e lui ricambia, senza spostare il braccio dalla mia vita. Si presenta ad Oliver, che si descrive come "il migliore amico statunitense di Kim". Shawn lo guarda e annuisce, stringendosi a me. Continua a complimentarsi, dicendo che sto davvero bene con questo vestito. «Non devi sempre indossare maglie larghe, sei bellissima anche così.» sussurra. Le farfalle - dal Canada - si sono trasferite nel mio stomaco. Non smettono di sbattere le ali e agitarmi. Perché mi sta succedendo tutto questo?

Oliver ci trascina nel centro della sala, dove gli altri invitati stanno ballando. Alcune ragazze si strusciano su sconosciuti, con un bicchiere mezzo vuoto in mano e vestiti striminziti addosso. Shawn sta sempre accanto a me, come se volesse controllarmi. Muovo i fianchi e la testa al ritmo della musica, la mano stretta a quella di Ivy. Balliamo senza accorgerci della velocità con cui il tempo passa, dimenticandoci del coprifuoco e dei ragazzi sudati che ci circondano. Shawn cinge la mia vita con le braccia da dietro, perciò ruoto su me stessa, arrivando faccia a faccia. I nostri nasi sono a pochi centimetri di distanza e sento il suo respiro sulla mia pelle. Con i tacchi sono alta quasi quanto lui. Quasi. Si avvicina sempre di più, porto le braccia attorno al suo corpo e oncheggio, chiudendo gli occhi. Shawn inizia a baciarmi il collo, indugiando sulla pelle che brucia soltanto al contatto. Quando apro gli occhi, lui mi sta guardando. È fermo davanti a me, non balla, non mi bacia più. Sono un po' delusa, in realtà. Ho bevuto solo due bicchieri, sono soltanto un po' brilla. So di essere cosciente, capisco ciò che sta accadendo.

«KimKim.» Le nostre labbra sono vicinissime, i respiri si fanno sempre più incontrollabili. Posa le sue labbra sulle mie ed io chiudo gli occhi. Non so come comportarmi, Shawn è così lento e dolce nei movimenti. Ma soprattutto non so che cosa dovrei pensare. Se lui mi sta baciando, significa che forse io gli piaccio. Potrebbe anche volere un 'addio' diverso dal solito. Non ci vedremo per mesi!

Tornano le farfalle nel mio stomaco, mentre Shawn porta la mano sulla mia guancia. Continuiamo a baciarci, mentre le nostre lingue ballano assieme. Non riesco a pensare ad altro che a lui e... a noi. C'è solo un problema: lui è il mio migliore amico. Noi non possiamo stare insieme, non voglio perderlo ancora. Ci siamo già 'lasciati' una volta ed è stato straziante. Io non riuscirei a sopportarne un'altra. Io e Shawn siamo così uniti, se succedesse qualcosa non riuscirei a perdonarmelo. Io e lui potremmo smettere di parlare.
Oh, mi viene male solo a pensarci.

Shawn si allontana lentamente da me e mi sorride. Appoggio la mia testa alla sua spalla, chiudendo gli occhi. Mi piacciono questi momenti, sono davvero intimi. La musica è piuttosto movimentata, ma noi ci muoviamo da un lato all'altro, lentamente. Porto le braccia attorno al suo collo e chiudo gli occhi. È bello stare qui con Shawn, non mi sono mai divertita tanto. Con Jasper è tutto così diverso. Lui è manesco, testardo ed esigente da ubriaco. Lui non mi permette di divertirmi tanto quanto vorrei. Devo fare ciò che mi dice e a volte m'intimorisce, alzando la voce. Ma non è sempre così, Jasper è pure premuroso e, strano a dirlo, anche coccolone. Quando siamo a casa da soli, gli piace stare sul divano e guardare un film. Se ha bevuto troppo, non riesce a contenersi ed esce la sua personalità negativa. Lo preferisco da sobrio.
«Kim!» Ivy mi abbraccia e inizia a ballare. Ha bevuto, immagino, ma non so quanto. Al contrario di Jasper, Ivy è simpatica da ubriaca. Continua a scherzare, ballare e si addormenta appena appoggia la testa al cuscino. Le sue battutine sono pessime e appena vede qualcuno che ricorda di conoscere, gli salta addosso. Ciò che sta facendo adesso è un esempio.
«Ivy, vuoi tornare a casa?» Accendo il cellulare e la luce intensa dello schermo al buio quasi mi acceca. Odio quando la luminosità è al massimo! L'orologio in alto a destra segna le 03:26. Il mio coprifuoco sarebbe a mezzanotte, ma se Shawn è con me, mamma non si preoccupa. È sempre stato così.
«Sì, ti prego. Sto malee!» urla, aprendo le braccia. Inciampa nei suoi stessi passi e cade a terra. Sì, è proprio l'ora di tornare a casa. Suo padre sarà furioso con lei, forse dovrei portarla da me.
«Ti dispiace?» chiedo a Shawn, che ci guarda con confusione. Reggo Ivy dalle braccia e la trascino fuori dalla pista da ballo. Oliver ci raggiunge e il suo sorriso svanisce quando ci vede indossare il cappotto.

«Andate già?» Fa il labbruccio, abbracciandomi e, in seguito, stringendo la mano di Shawn. Oliver sussurra qualcosa nell'orecchio a Shawn, che sorride e mi guarda. Annuisce, facendomi l'occhiolino. Non capisco di che cosa stiano parlando: la musica è troppo alta e loro stanno chiacchierando sotto voce. Oliver torna da me e mi bacia sulla fronte. «Buonanotte, bellezza.» esclama, sorridendomi. Lo salutiamo e trasciniamo Ivy fuori dall'edificio, dove il freddo mi fa rabbrividire. Shawn guida fino a casa mia, fortunatamente prima la madre di Ivy ci ha portato alla festa, altrimenti saremmo andate a piedi. Il mio amico conosce la strada di casa ormai e quasi non servono le mie poco precise indicazioni. All'ultimo minuto urlo: «A destra! A sinistra!» mentre Shawn gira il volante come un pazzo. Questa è l'auto di suo padre, non possiamo fare incidenti.


Ivy si è addormentata poco dopo essere arrivati a casa. È rimasta sul divano, perché il letto è troppo piccolo per tre persone. Poi ha chiuso gli occhi lì ed è troppo pesante per poterla trascinare al piano di sopra. Presto una maglia extra large e dei pantaloncini di papà a Shawn e ne indosso una grigia anch'io. M'infilo sotto le coperte e poggio la testa al cuscino. I miei occhi si chiudono automaticamente e percepisco le braccia di Shawn avvolgere il mio corpo, così piccolo in confronto al suo. Sento il suo respiro sulla schiena, che provoca brividi in tutto il corpo. Forse perché è freddo, non so. Poi, inizia a lasciare piccoli baci sulla spalla scoperta, poi sul collo e così via. Inizialmente lo trovo piacevole, ma ricordo anche ciò che potrebbe accadere in seguito. Noi potremmo smettere di vederci, di parlare. Non me lo perdonerei mai.
«Shawn...» sussurro, voltandomi verso di lui. Mi guarda negli occhi e capisco che cosa prova. Ciò che provo io. Non saprei spiegarlo a parole, ma è qualcosa di più del volersi bene.
«KimKim, io non voglio litigare. Ma tu sei davvero importante per me e in questo ultimo periodo ho capito che anche io lo sono per te.»
«Certo che lo sei, ma io non voglio rovinare tutto. Non voglio che le cose precipitino di nuovo.» Una lacrima scivola sulla mia guancia, bagnando la mia pelle e rendendo triste pure il ragazzo di fronte a me. Prende le mie mani e le stringe, avvicinandole alle sue labbra. Bacia le nostre dita incatenate e indugia sulla mia pelle. Odio quando fa così, mi fa cambiare idea. Questa volta riuscirò a resistere.
«Ti prego, Shawn.» Mi guarda negli occhi e annuisce piano. Non mi piace per niente questa situazione, ma non voglio ferirlo di nuovo. C'è già stata una volta, non voglio che si ripeta. Shawn si alza e infila i jeans, poi una felpa. Lo guardo confusa, ma lui mi sorride e tutta la mia preoccupazione svanisce. «L'ultima volta, per favore.» Le sue labbra si posano sulle mie, in un bacio delicato e triste. «Ci rivedremo presto, promesso.» sussurra, stringendo le mie mani.

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