Trentasei

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Io e Shawn non abbiamo più parlato per il resto della giornata e, ormai, sono passati due giorni. Ivy non accenna ad andarsene ed io sto morendo dalla voglia di vederla partire e non tornare più. Preferirei ovviamente trascorrere il mio tempo con Shawn e non con mia madre ma, purtroppo, questo non è possibile. Sono esausta e l'ultima discussione è stata la peggiore nella storia delle nostre discussioni.

Camminare per le strade di Toronto da sola non è il massimo, ma è meglio di rimanere chiusa in camera. Mamma non osa accennare a Shawn ed io non ho nemmeno la voglia di parlarne. Forse stiamo soltanto attraversando un periodo critico, molto comune nelle coppie, perché nemmeno noi siamo perfetti. Non essere d'accordo su ogni cosa è anche positivo, no? Rafforza il nostro rapporto e lo intensifica.

Stiamo solo attraversando un periodo di merda, fine.
Le mie gambe si muovono da sole e mi ritrovo ad osservare le altalene solitarie nel centro del famoso Parco delle Farfalle. Dondolando spinte dalla leggera aria e il rumore che provocano mi ricorda i tempi in cui io e Shawn giocavamo là sopra.

«Ma guarda chi si rivede!» esclama una voce dietro di me, non appena mi addentro tra gli enormi alberi. Quella voce è fin troppo familiare e spaventosa, non voglio voltarmi. So chi troverò dietro di me e quella persona mi terrorizza parecchio, forse più di quanto dovrebbe. Lui si è arrabbiato con me, perché dovrebbe tornare a cercarmi? Sono scappata in Canada non solo per ricongiungermi con Shawn, ma anche per ricreare una vita migliore e meno solitaria. Sono scappata per fuggire alle grinfie di Jasper e cercare di dimenticare tutti i ricordi legati a lui.

«Vattene, Jasper.» mormoro, senza nemmeno voltarmi verso di lui. L'ho ripetuto più e più volte, non voglio sentire una parola da parte sua. Mi ha stancata, con le sue bugie e se stesso prima di tutto.

«Questo l'ho già sentito una volta.» commenta, sospirando. Si avvicina a me lentamente, continuando a fissarmi negli occhi. Sono leggermente arrossati, conseguenza della sua ultima bevuta, e i suoi capelli lunghi e chiari spettinati. Si porta una mano tra i capelli, aggiustando il ciuffo ribelle e sistemandolo indietro.

C'è soltanto una cosa che mi spaventa più di tutte: com'è riuscito a raggiungermi? Non ho mai accennato al mio indirizzo di casa canadese, né al quartiere in cui abito o a come arrivarci. Jasper deve aver chiesto a qualcuno, qualcuno di cui mi fidi tanto da riferire informazioni così riservate, qualcuno di molto vicino a noi.
Ivy.

«Sei qui con Ivy, non è vero?» sbotto, diventando sempre più arrabbiata. Ivy non può semplicemente comparire nuovamente nella mia vita, rovinare la mia relazione e trascinare dietro di sé i miei problemi peggiori. Jasper non dovrebbe nemmeno azzardarsi a toccarmi e Shawn non lo permetterebbe mai. Purtroppo lui non è qui con me, a difendermi dalla prepotenza di questo stronzo.

«Che cosa importa adesso? L'importante è averti trovata, finalmente.» dice, soddisfatto. Mi rivolge un sorriso tra l'inquietante e il malizioso, avvicinandosi sempre di più. Al contrario, io sono incapace di muovermi, i miei piedi sembrano incollati a terra. Jasper mi mette in uno stato d'ansia assurdo; non so proprio come comportarmi, che cosa dire, nonostante la mia testa sia colma di rimproveri e lamentele, oltre a commenti poco gradevoli sul suo conto.

«Che c'è? Pensavi di non rivedermi mai più?» chiede, scoppiando in una risata.

Il suo sguardo è atroce, quasi volesse uccidermi soltanto guardandomi. Rimango nella mia bolla d'agitazione e paura, indecisa se controbattere o rimanere in silenzio. La sua voce roca e determinata contribuisce a rendere il mio stato d'animo inquieto. La sua prepotenza mi fa sentire debole e inferiore, come se Jasper, oltre ad essere alto, riuscisse a rendermi fragile e insicura su ogni cosa. Non lo trovo affatto cambiato, sarà affascinante e spettacolare, ma non tutto dovrebbe fermarsi all'apparenza.

«Sei solo un coglione, Jasper. Ora va'.» sbotto, indicando la strada di fronte a noi. Ovviamente, senza badare al mio ordine, si avvicina e preme una mano dietro la mia schiena. Mi fa aderire al suo corpo, mentre io chiudo gli occhi, incapace di pronunciare parola o allontanarmi. Sono terribilmente impaurita e la sua statura e il suo corpo m'intimoriscono sempre di più.

«Non penso proprio, piccola. Io e te abbiamo qualcosa in sospeso.» sussurra, per poi sorridere maliziosamente.
Finalmente trovo la forza di allontanarmi, mentre la mia mente pensa subito a Shawn. Devo prendere il cellulare e comporre il suo numero e, se ancora vorrà parlarmi, potrò chiedere aiuto. Se, invece, si trovasse con Ivy, sarebbe tutto una causa persa, perché lei starà sicuramente architettando un piano malvagio contro di me.

Con Jasper.

Sono in panico, non c'è altro modo di descrivere le mie emozioni confuse in questo momento.

«Non abbiamo un cazzo in sospeso, spostati.» rispondo fredda, aggiungendo imprecazioni varie per intimorirlo almeno un po' e fargli cambiare idea. Purtroppo, le brutte parole non aiutano affatto e mi ritrovo le sue labbra sulle mie, in un bacio rude e precipitoso. Non posso nemmeno allontanarmi, in quanto una mano stringe forte i miei polsi, mentre l'altra preme insistentemente sulla mia schiena.

«Lasciami andare!» urlo, dimenandomi e allontanandomi dalle sue labbra per pochi secondi. Lui insiste, stringendomi a sé e baciandomi nuovamente.

Non smetto di muovere le mani, cercando in tutti i modi di fargli lasciare la presa, ma i miei sforzi sono inutili e Jasper approfitta della situazione per piombarsi ancora sulla mia bocca.

«KimKim?» Sento una voce decisamente familiare dietro di me, che si avvicina sempre di più. Jasper mi lascia andare, permettendomi di voltarmi verso Shawn e notare il suo sguardo arrabbiato. Ivy, proprio come mi sarei aspettata, è dietro di lui e la sua bocca è leggermente aperta. Il suo sguardo è evidentemente falso, così come la sua faccia intera e la sua personalità.

«Shawn ti posso spiegare.» riesco a dire, abbassando lo sguardo sulle mie scarpe. In questo modo penserà sicuramente che io stia mentendo, che io stia tornando con Jasper. Mi crederà una persona falsa e insulsa, così come Ivy, nonostante non riesca ad accorgersene.

«Fammi un piacere, tornatene a Boston e rimani lì per sempre, non voglio più vederti.» grida, con le lacrime agli occhi. Non so se stia scherzando o meno, ma il suo sguardo rende il tutto più complicato. Sta per scoppiare a piangere, mentre io lo sto già facendo e non esiste nulla che possa farmi smettere.

«Non è colpa mia! Chiedi a Ivy, ha invitato lei Jasper!» ribatto, asciugandomi le lacrime che scendono incontrollate sulle mie guance. Ivy assume un'espressione confusa, poi sconvolta, quasi non credesse alle mie parole.

«Non ti azzardare a dare la colpa a lei, non c'entra nulla in questa storia!» risponde.

La sta difendendo spudoratamente e non si fida affatto di me, anche se dovrebbe. Jasper non sapeva nulla sulla mia vita privata in Canada, non gli avrei mai riferito niente!

Per questo non dubito di nessun altro, se non di Ivy.

«Non ti fidi più di me? Ti ha fatto il lavaggio del cervello questa troia?» continuo, gesticolando e scuotendo la testa. Non riesco proprio a crederci, stava andando tutto così bene tra di noi ed ora piombano loro, distruggendo ogni sforzo fatto.

Perché deve capitare tutta la merda a me?

«Fanculo, Kim.» sbotta, allontanandosi assieme ad Ivy, che mi saluta con la mano.

A/N
Nuovo capitolo! Buona letturaa xx

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