Nove

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Mi sveglio a causa del rumore che proviene dal piano di sotto. Il braccio di Shawn è ancora intorno alla mia vita, mi stringe forte, come se non volesse che me ne andassi. L'unico a scappare via però è lui. Rimango nel letto, nonostante il rumore fastidioso e aspetto che anche Shawn si svegli. Mi volto verso di lui, cercando di non muovermi troppo per non svegliarlo. Fortunatamente lui dorme ancora come un ghiro.
Non si sveglia nemmeno se urli e salti per la stanza. L'unico metodo è soffiare sul suo naso. Funziona.

«Shawn, svegliati.» Salgo sopra di lui, poggiando la testa al suo petto. Ascolto il suo respiro regolare e il suo petto di alza insieme alla mia testa. Ridacchio, accarezzando la sua guancia con una mano. Vado alla ceca, perché i miei occhi sono chiusi. Tocco il suo naso, le sue labbra, le sue palpebre chiuse, la fronte.
Non ci credo che sta ancora dormendo. «Shawn!» Prendo un grande respiro e soffio sul suo naso fino a finire l'ossigeno nei miei polmoni. Finalmente apre gli occhi. Ridendo, lo bacio sulla guancia.

«Che cosa stavi facendo di preciso?» chiede lui, sorridendo. Alzo la testa e lo guardo intensamente.
«Eri sveglio?» Scuoto leggermente la testa, quando lui annuisce e alzo gli occhi al cielo. Non ci posso credere, sono sicura che si è alzato prima di me. Comunque, il buon giorno si vede dal mattino.

E oggi è già iniziato bene.

«Stupido Shawn.» sussurro, tornando con la testa sul suo petto. Qualcosa sotto la mia pancia, si è un po' rigonfiato. Oh Dio, no. Non dirmi che...

Mi sposto velocemente da lui, fingendo di sbadigliare e alzarmi dal letto. Lui mi trattiene per un polso, iniziando a farmi il solletico ai fianchi. Che cosa ho fatto di male? Odio il solletico, soffro davvero molto. Sotto i piedi, le ascelle, i fianchi. Shawn lo sa e questo è un punto a favore per lui.
«Dove credi di andare?» esclama, trascinandomi nuovamente sul materasso e solleticandomi la pancia. Non riesco a respirare, continuo a ridere e Shawn non mi lascia neanche un secondo di pausa.
«Se non vuoi che muoia, fermati.» Si fa immediatamente serio, guardandomi negli occhi. Non capisco cosa ci sia che non vada, non ho detto nulla.
«Non scherzare su queste cose.» Alzo un sopracciglio, non capisco perché deve parlare di questo ora. Stavamo ridendo fino a un attimo fa, io stavo solo cercando di respirare per qualche minuto.

«Scusa, non... dicevo seriamente.» mi giustifico, sedendomi sul letto. Incrocio le gambe e abbasso lo sguardo. Osservo le mie pantofole accanto all'armadio e appoggio la fronte alla mano. Non riesco a capire come lui possa diventare improvvisamente serio, dopo aver scherzato e riso con me.

«Okay.» Mi alzo ed esco dalla camera, scendo le scale e raggiungo mia madre che lavora in cucina. Sta preparando una centrifuga, da quel che posso vedere. Ci sono verdure e frutta sparse per il tavolo, alcune tagliate a metà, altre a spicchi. Mi piace vederla cucinare o preparare qualcosa per noi. È come se fosse una mamma a tutti gli effetti, senza i problemi del lavoro e lo stress. Appoggio la testa alla sua spalla e le do un bacio sulla guancia. «Buongiorno.» Sorrido, prendendo uno spicchio di mela e portandolo alla bocca.

Shawn ci raggiunge, stiracchiandosi e sbadigliando. È carino appena sveglio. No, è sempre carino.
Kim, siete migliori amici. Okay? Okay.
Shawn afferra il mio braccio e mi trascina verso il salotto. Rimaniamo in disparte, mentre papà accoglie mamma con un bacio sulle labbra. Sono ancora innamorati, è incredibile come l'amore non si consuma. Anche se gli anni passano, anche se le persone cambiano, invecchiano. L'amore rimane.
«KimKim, non volevo farti arrabbiare.» sussurra, al mio orecchio. Io annuisco semplicemente. Non sono affatto arrabbiata, lui lo sembrava, invece. Mi appoggio al muro, sospirando.
«Non sono arrabbiata. Tu lo sei.» Ecco, l'ho detto. Le parole mi sono uscite di bocca, come se non avessi avuto il potere di controllarle. Abbasso lo sguardo, mentre Shawn scuote la testa, visibilmente nervoso.
«No, ascolta. Non voglio perderti di nuovo, va bene?» Incontro i suoi occhi e lo guardo. Lo guardo per attimi che sembrano infiniti, finché lui non avvolge le sue braccia muscolose intorno al mio corpo minuto. Mi piace essere piccola, in confronto a lui lo sono. Ivy e le ragazze della scuola sono più basse di me.
«Non voglio che tu te ne vada.» Nascondo il viso nel suo collo, inspirando ed espirando, per calmarmi. Le lacrime sono così facili in questi giorni. Lo stringo forte a me e non lo lascio andare.
«Non me ne vado. Ci rivedremo, vedrai.» Annuisco, mentre il suo profumo invade le mie narici. Deve essersi messo il deodorante prima di scendere, perché l'odore è quello. È buono, però.
Mi allontano da lui, giusto per vederlo negli occhi. Sbatte le palpebre e mi accarezza la guancia. Shawn è così dolce ed io non credo di riuscire a separarmi da lui. Ancora quattro giorni e la mia vita tornerà quella monotona e solitaria di prima. Quattro giorni. «Vivere d'istanti», dice la poesia. Io e Shawn dobbiamo vivere i giorni che abbiamo.

Dobbiamo dimenticare il fatto di vivere distanti e, per una volta, vivere d'istanti.

A/N

Ciao a tutti!

Sono tornata, scusate il ritardo, ma ho avuto da fare a scuola...

Spero che il capitolo vi piaccia❤

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