Trentadue

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Domenica, il mio giorno della settimana preferito.

Tutto migliora se mi trovo in Canada, dato che oggi è il giorno della grande cena. Aaliyah mi sta mostrando la sua collezione di bambole, elencando i nomi e ciò che piace loro fare. Ha un sacco di oggetti differenti, dalla casa, al camper e pure la piscina. Shawn, invece, ci osserva giocare e suona qualcosa alla chitarra, intrattenendo le nostre madri. Manuel, nel frattempo, arrostisce la carne in giardino e il profumo invitante giunge fin qui. Ho improvvisamente fame.

Osservo le dita di Shawn pizzicare le corde della sua chitarra acustica con delicatezza, come se sperasse in un risultato rilassante. Infatti, la melodia che crea è molto tranquilla e dolce, mi chiedo se l'abbia scritta lui.

«A Shawn piace suonare.» sussurra Aaliyah, sorridendo verso suo fratello. Probabilmente ha notato pure lei la mia poca attenzione nei suoi confronti, in quanto Shawn è poco distante da noi e le sue belle braccia sono in bella vista grazie alla canotta nera che indossa. Sono un vero disastro con i bambini, non riesco a concentrarmi su ciò che fanno e finisco per distrarmi con qualsiasi cosa sia accanto a me.

«Me ne sono accorta.» bisbiglio, accennando un sorriso. Aaliyah strizza l'occhio nella mia direzione, ridacchiando, e torna a prestare attenzione alle sue bambole. Il pavimento che ci circonda è coperto di vestiti e scarpette, che Aaliyah raccoglie pazientemente una ad una e dispone nella sua valigetta rosa. All'improvviso, mia madre compare sulla porta, informandoci che la cena è pronta per essere mangiata in giardino. Sono presenti pure i nonni di Shawn e alcuni vicini di casa. Mi era mancata l'anziana signora con il suo piccolo, che tanto piccolo non è più, cagnolino. Non appena nota la mia presenza, mi abbraccia con nostalgia, spiegandomi quanto sia mancata a Dumbo, il suo cane.

«Anche lui mi è mancato!» esclamo, accarezzando il folto e morbido pelo dell'animale.

«Sei proprio cresciuta, Kimberly! Una bellissima donna, ormai.» aggiunge lei, sorridendo. In realtà ho ancora diciassette anni, vorrei dirle, ma la sua espressione convinta e felice mi ferma. È sempre un piacere vedere le persone che hanno preso parte nella mia vita, anche se molti anni fa. I capelli di Liza sono diventati più bianchi con il passare del tempo e la pelle si è raggrinzita, ma non per questo non è rimasta una bella donna. Ha sempre raccontato a me e Shawn le sue avventure in giro per il mondo, le sue esperienze più belle, le fantastiche persone che ha incontrato. Essendo originaria di Toronto, è sempre tornata a casa nonostante avesse trovato un ragazzo francese che l'ha resa la donna più felice del mondo. Anche lui è qui tra noi oggi, con il suo solito capello nero e gli occhiali da sole. Sono una coppia stupenda e il loro amore continua ad ardere. Per questo la mia opinione rimane la stessa: l'amore varia in base a chi si incontra, può sparire e tornare, ma farà sempre parte della vita di ognuno di noi. Quando si trova la persona giusta è semplice vivere insieme con tranquillità, come se nulla potesse essere distrutto. Eppure, esistono quelle situazioni in cui la persona al tuo fianco non è l'uomo o la donna della tua vita e devi fartene una ragione. Mia madre non sembra ancora averlo accettato, in quanto sento qualche singhiozzo la notte, mentre la città dorme e nessuno potrebbe accorgersi del dolore che la riempie. Tuttavia io riesco a percepire con quanta difficoltà parla di papà, il suo amore non è ancora svanito.

«A che cosa pensi?» sussurra Shawn, avvicinandosi a me. Non posso mentire, non ora, non con lui.

«A papà e mamma.» rispondo, abbassando lo sguardo. Sa anche lui quanto mi mancano loro due come coppia e quanto possa mancarmi papà e il bellissimo rapporto che avevamo. È tutto andato a monte a causa del suo comportamento egoista.

«Si sistemerà tutto, vedrai. O almeno le cose miglioreranno.» mi rassicura, lasciandomi un bacio sulla fronte. Chiudo gli occhi, vivendo a pieno questo piccolo momento d'intimità tra di noi. Le sue labbra sulla mia pelle sono rilassanti e non c'è cosa più bella della vicinanza dei nostri corpi. Il suo profumo è dolce e piacevole e lo inalo profondamente.

«Vieni con me.» dice poi, prendendo la mia mano e trascinandomi verso il tavolo apparecchiato nel centro del giardino. Ci sediamo accanto ad Aaliyah, già impegnata a divorare ciò che ha nel piatto. È buffa, perché oltre a mangiare con le mani, la sua bocca e la punta del naso sono completamente sporche. Di tanto in tanto si complimenta con il cuoco della bontà della carne e dice di volerne altra, mentre io e Shawn ridacchiamo ogni volta, scuotendo la testa per l'innocenza di questa bambina.

«Amo vederti mangiare.» confessa lui, rivolgendomi un ampio e bellissimo sorriso. Alzo gli occhi al cielo, chiedendogli poi il motivo della sua affermazione.

«Mangi con gusto e ti piace qualsiasi cosa.» afferma, ridacchiando. «Poi ti sporchi sempre la punta del naso.» aggiunge, sporgendosi per leccarmi. Rimango pietrificata, con la bocca leggermente aperta e gli occhi di mia madre e di Karen puntati addosso. Il mio cuore batte all'impazzata, mentre Aaliyah si volta schifata e fa la linguaccia. Mi sento totalmente in imbarazzo, perché Shawn mi ha leccato il naso davanti alle nostre famiglie e ai vicini. Le mie guance vanno a fuoco e abbasso lo sguardo, mordendomi il labbro per non ridere.

«Perché queste facce?» esclama sorpreso Shawn, corrugando la fronte. Scoppio a ridere, causando la conseguente risata degli altri. Anche lui ridacchia, poggiando poi la testa sulla mia schiena.

«Scherzi un po' troppo, amore.» sussurro, scuotendo leggermente la testa. Shawn alza la testa di scatto, mostrandomi uno dei suoi sorrisi più belli di sempre.

«Come mi hai chiamato?» sussurra, con un'espressione fantastica in viso.

Mi limito a sorridere, pensando a quanto riesce a rendermi felice con un solo sorriso, a come il mondo riesca a girare nel giusto verso da quando è tornato nella mia vita, riempiendoi le giornate con la sua allegria.

«Sei il mio amore, Shawn.» bisbiglio, accennando un sorriso. Lui ridacchia, trascinandomi poi dentro casa, su per le scale e nella sua camera. Mi bacia con passione, quasi aspettasse questo momento da secoli e non ne avesse avuto l'opportunità prima. Mi solleva ed io porto le gambe attorno al suo corpo, mentre la mia schiena aderisce contro la parete tappezzata di nostre foto della sua camera da letto. Infilo le dita nei suoi capelli, spettinandoli e causando i suoi gemiti di piacere. Continuiamo a baciarci, le nostre lingue si scontrano... mi piacerebbe trascorrere l'intera serata qui dentro, ma i nostri genitori al piano di sotto complicano soltanto le cose.

«Shawn, dobbiamo scendere.» riesco a dire, ridacchiando, mentre lui ricopre il mio collo di leggeri baci. Appoggio la testa alla parete, e Shawn bacia la mia mascella, le guance, il naso, fino a tornare alla mia bocca, che copre con la sua.

«Perché tanta fretta?» sussurra, per poi sorridere.

«Non ho affatto fretta, ma i nostri genitori si chiederanno dove siamo finiti.» spiego, mentre lui succhia prepotentemente la pelle sotto l'orecchio. Chiudo gli occhi, realizzando a pieno quanta felicità possiamo emanare noi due insieme, in questo momento.

«Beh, ora lo capiranno.» risponde, mostrandomi un sorriso.

Ho paura di ciò che potrei vedere allo specchio e spero di poter nascondere questo succhiotto con i capelli, altrimenti mia madre potrebbe pensare qualcosa di falso e irrealistico. Quando mi guardo allo specchio, Shawn mi abbraccia da dietro, lasciandomi baci sotto l'orecchio, mentre io osservo la macchia scura proprio lì vicino.

«Tu sei pazzo.» dico, ridacchiando. Fotunatamente, con una ciocca di capelli riesco a corprire in parte il succhiotto, facendolo sembrare più scottatura dovuta alla piastra calda.

«Di te.» sussurra e mi volto per baciarlo nuovamente.

A/N
Nuovo capitolo! Ne approfitto per ringraziarvi ancora e ancora❤️
Avete già ascoltato la nuova canzone di Shawn? Io già la adorooo😍
Baci xx

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