Sei

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Questa mattina le nuvole grigie coprono la luce del sole. È freddo fuori, ma ancora non nevica. Sono così felice oggi, vedrò Shawn di nuovo! Non mi sono accorta dopo tutto questo tempo, di aver perso una parte di me. Ora il puzzle è completo, perché il mio migliore amico è tornato. La passeggiata di ieri sera è stata la migliore in quattro anni. Non mi sono mia sentita meglio. Tra poco io e Shawn abbiamo appuntamento al bar di ieri sera, sono... agitata. Questa notte mi sono addormentata verso le quattro del mattino, non riuscivo proprio a dormire. Appoggiavo la testa al cuscino, chiudevo gli occhi e il viso di Shawn appariva davanti a me. Perciò, ho acceso la lampada e ho iniziato a disegnare. È un passatempo che coltivo da anni, ormai. Mi piace dipingere paesaggi, ritrarre volti e persone. Alcuni disegni sono appesi alla parete della mia camera, la maggior parte in bianco e nero. Utilizzo principalmente la matita, la gomma e il temperamatite. Frequento pure un corso opzionale a scuola, non avendo nulla da fare qui. Per il ritratto di Shawn, mi sono basata sulla memoria. Non ricordavo ogni dettaglio, ma la forma degli occhi e le labbra sono invariate negli anni. La fotografia nel portafoglio mi ha aiutato sicuramente.

«KimKim?» Shawn picchietta il dito sulla mia spalla, girandomi attorno e fermandosi davanti ai miei occhi. Mi sorride e si stringe nel cappotto. Ricambio il sorriso, tirando il cappello poco sopra le sopracciglia. È davvero freddo questa mattina. Apre le braccia e, finalmente, posso abbracciarlo. Ci stringiamo e dondoliamo da una parte all'altra, ridacchiando un po'. Sarà una giornata divertente.

«Dove abiti Kim?» chiede Shawn, mentre camminiamo lungo il mare. È freddo e le onde sono altissime, ma non arrivano fino alle case per fortuna. La notte sono ancora più arrabbiate.

«A dieci minuti da qui.» La mia è una casa piuttosto grande, i miei volevano che mi sentissi a mio agio, perciò è simile a quella di Toronto. È dipinta di azzurro e in soggiorno ci sono delle finestre enormi che danno direttamente sul mare. Adoro rimanere lì l'inverno, con il caldo del fuoco e un libro tra le mani.

«Vicino al mare?» Annuisco, sorridendo. Mi piace il mare, non ci ero mai stata prima di venire a Boston, i miei erano troppo impegnati per questo tipo di divertimento. Avrai tempo per andarci, dicevano.

«Ho sempre voluto vivere al mare.» sussurra. È vero, quando era bambino mi raccontava della villa al mare che desiderava, con un letto enorme e una finestra sul soffitto, dalla quale si potessero vedere le stelle.

«Lo so.» Sorrido con malinconia, ricordando tutti quei bellissimi momenti passati insieme. «Dove abitano i tuoi nonni?»

«Non lontano da qui, per fortuna. Penso sia distante un quarto d'ora o giù di lì.»

«Oh, bene. So che è passato tanto tempo, ma sarebbe bello trascorrere altro tempo insieme. Come una volta.» borbotto, torturando le mie mani. Shawn sorride, annuendo convinto. Lo vogliamo entrambi, però siamo stati separati per troppo tempo e ora non sappiamo nemmeno di che cosa parlare. È orribile.

«Che cosa hai in mente, KimKim?» mi chiede, guardandomi e cercando di leggermi nel pensiero.

«Chiamami sempre così, ti prego.» sussurro, con le lacrime agli occhi. Lui sorride, abbassando lo sguardo. Non so perché l'ho detto, mi sembrava la cosa più giusta in questo momento. Insomma, lui mi mancava. Mi mancava quel soprannome, mi mancava la sua voce e il suo sorriso. Tutto tutto tutto.

«Ehm, potresti stare a casa mia. Sai, i miei non ci sono praticamente mai e sono sicura che sarebbero felici di rivederti.» dico, torturandomi le mani. Sono ghiacciate ma non m'importa.

«Non vorrei disturbare, Kim. Sono passati anni e...»

«Tu non disturbi mai.» Alla mia risposta, annuisce sorridendo. Questo sorriso mi fa sentire a casa.

Ti Scatterò Una Foto | Shawn MendesLeggi questa storia gratuitamente!