Gufetta25

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TRATTO DA: "It's you: all that I need!", capitolo 7, di Gufetta25 [TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI A Gufetta25]

"E adesso ruota panoramica!" Esultiamo in coro io e Leah salterellando gioiose."Ok, la ruota panoramica potrei anche accettarla" borbotta Matt camminandoci dietro con le mani rintanate nelle tasche del giubbotto."Finalmente ti rendi di compagnia" ribatto voltando il capo all'indietro per gettargli uno sguardo."Io sono sempre di compagnia, James!" replica lui mostrandomi una linguaccia, "e poi ho detto potrei" aggiunge con una risata. "James..." mi blocco sul posto, sentendo un battito morirmi in gola.No. No. Non lui."Daniel, anche tu qui?" mormora Matt, e i suoi occhi si tirano all'insu immediatamente alla vista del suo migliore amico.Riporto il mio intero corpo nella posizione originale e subito i miei occhi vengono attratti dai suoi. Da quanto tempo non osservavo le sue iridi chiare, il suo viso squadrato dalle guance ispide, il suo corpo robusto, lo stesso che solo giorni prima mi stringeva a sè. "Daisy" bisbiglio tra i denti e non è solo, anche la barbie bionda tutta-tette-e-niente-cervello è lì con lui."Che coincidenza!" farnetica quest'ultima con un sorriso che più finto non si puó."Che sfiga!" controbatto io, lasciando la mano di Leah che era intrecciata alla mia passando a testa alta esattamente fra i due, superandoli."Problemi James? Vuoi una birra per digerire la mia presenza?" la sua voce rimbomba sul frastuono della serata, arrivandomi netta e secca alle orecchie.Ecco là. Sapevo che era solo questione di tempo e puff la notte di Halloween sarebbe uscita di mezzo."Stronzo!" mormoro, stringendo i pugni fino a far sbiancare le nocche.E la serata stava andando alla grande, almeno fin quando non è inciampato sul mio cammino. Sempre lui, sempre e solo lui. Perché doveva rovinarmi così tanto la vita? "Cos'hai detto?" lo sento dietro di me, la sua domanda, così come le precedenti, è forte e chiara, i passi pesanti echeggiano sul cemento. Mi volto appena per incrociare di nuovo le sue iridi verde prato, spostando poi l'attenzione su Leah intimandole di seguirmi per salire sulla giostra che dista appena pochi metri da noi. "Cosa c'è James, hai perso la lingua? Eppure da quel che ricordo..." Non ascoltarlo Aurora. Sii superiore. Mi tappo le orecchie con le mani, cercando così di reprimere l'istinto omicida che momentaneamente si sta impossessando del mio completo corpo. "JAMES! NON FINGERE DI IGNORARMI!". Salgo su una delle cabine della ruota, prendendo posto vicino al finestrino a destra così da lasciare la parte sinistra libera per Leah, ma ancor prima che lei riesca a salire suo fratello le si piazza davanti, rubandole il posto, ed è un attimo che l'addetto chiude la piccola porticina metallica dando inizio al giro panoramico."Ma che cazzo fai Myers?!" guizzo i miei bulbi blu sul suo viso, incappando immediatamente nei suoi sgranati, constatando il pallore insalubre della sua pelle, le piccolissime gocce di sudore inzuppargli la fronte."Cos'hai Daniel?" chiedo allarmata, prendendogli il volto tra le mani e allineandolo al mio."Acrofobia. Soffro di acrofobia" farfuglia appena lui, irrigidendo le larghe spalle, ogni più piccola parte del corpo."Cosa?!" corruccio la fronte, guardandolo sospettosa."Vertigini James" chiarisce tendendo verso l'alto il biondo sopracciglio.Ah...per così poco. Credevo che stesse davvero male, un mal di testa, mal di stomaco, nausea...qualsiasi cosa, invece sono solo semplici vertigini.Ma aspetta..."Sei idiota? Sali sulla ruota panoramica quando in realtà soffri di vertigini?" sbraito urlandogli ad un palmo dal naso."Tutta colpa tua James. Cazzo, sei così testarda. Dovevi solo ripetere quello che avevi detto e tutto sarebbe finito lì!" attesta lui gettandomi uno sguardo.Sentire di nuovo le sue iridi su di me, porta la mia pelle ad incresparsi."Tu dovevi solo tenere la lingua a freno" attesto incurvando verso il basso le sopracciglia."Cos'hai bisbigliato, James?" domanda, non ascoltando per nulla le mie parole.Anche adesso, come poco prima, fingo di non sentirlo, non degnandolo di una risposta, lasciando alla sua rabbia di accrescere a livelli megagalattici. "James, dannazione, cos'hai detto-" "Che sei uno stronzo!" sbotto improvvisamente, facendolo restare a bocca aperta. Le rughe sulla sua fronte si raggrinzano e distendono convulsive, allo stesso tempo le sue pupille nere e intense si dilatano. "Grazie" commenta a denti stretti. "Prego" ribatto io ricambiando il suo tono scontroso, mollando la presa sul suo volto e distogliendo tutta la mia attenzione da lui per portarla sul panorama che si palesa davanti a noi. E le stelle sono perfette da qui su. Punti incandescenti che affollano lo scuro cielo. Mi ci perderei volentieri in questo spettacolo straordinario di luci e colori, e vorrei che il tempo si fermasse, proprio come ha appena fatto la giostra. "Perché ci siamo fermati?" Daniel sobbalza sul posto, varando lo sguardo oltre il finestrino, esattamente verso il basso, "Oh cazzo!" Pessima mossa. Osservo le sue grandi mani stringersi salde contro il sedile di ferro, il suo volto diventare ancora più cadaverico di prima."Per favore James, fammi scendere da questo affare" lamenta con voce mesta, fissando lo sguardo su un punto indefinito dinanzi a sè. "Ehi" porto la mia mano sulla sua spalla rigida, e mi dispiace tremendamente vederlo così, nonostante sia arrabbiata, anzi che dico, adirata ai massimi livelli con lui, "ehi Daniel, stai calmo ok? Respira!" prende profondi e intensi respiri, gonfiando e sgonfiando il petto, "così, perfetto. Bravo" un sorriso prende forma sulle mie labbra, le sue continuano ad incanalare ed espellere aria in grandi quantità."Va meglio?" chiedo dopo qualche secondo di silenzio, lasciando che leggere le dita sfiorino i suoi folti capelli biondi. Lui annuisce appena spostando il suo totale interesse su di me, "bene" stabilisco tranquillizzata.I suoi bulbi perfetti, sfumati appena d'azzurro, vagano sul mio volto, prima sulle labbra ancora rivolte verso l'alto, poi sugli occhi vispi, poi di nuovo scendono verso il basso.Da questa minima distanza sento il suo respiro affannato morirmi addosso, il suo profumo infilarsi prepotentemente nelle mie narici annebbiandomi ogni senso, percepisco la sua mano destra allentare la presa sul sedile e raggiungere precoce la mia testa, arenandosi tra i lunghi capelli castani, premendola verso la sua, fino ad arrestarsi contro le sue labbra, che di nuovo e inevitabilmente si ritrovano sulle mie iniziando a muoversi conosciute l'una sull'altra, prima lentamente poi sempre con più foga, in uno scontro di sospiri, fronti sfiorate e cuori febbricitanti. E solo ora capisco a pieno di aver sentito la sua mancanza, di non aver desiderato altro che noi due, insieme...ancora."Cosa ci sta succedendo, Daniel?" annaspo fronte contro fronte, mentre i respiri ansanti ritornano regolari.Un bacio dato per gioco poteva essere giustificato, una notte insieme a causa dell'alcool non lo era, tuttavia ci poteva stare...ma adesso? Qual è l'attenuante, adesso?Lui scrolla il capo bisbigliando appena, "non lo so, James! Non lo so"."

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