TRIS' POV

Erano quasi cinque settimane che cercavo indizi su Jennifer e non avevo ancora trovato niente. Era come se lei si fosse dissolta nel nulla. E i suoi rapitori erano stati davvero bravi, si doveva riconoscere.

Nei notiziari ormai non si parlava d'altro. In più di un mese che era passato, erano ancora al punto di partenza, stavano sempre a parlare delle stesse notizie.

Io ero andata avanti, certo, facevo le mie missioni, uccidevo quei poveri disgraziati che intralciavano la nostra strada e prendevo il mio ''stipendio''.

Katherine, Aimee e Jason non avevano sospettato nulla di me.

Inoltre anche il mio piccolo problema sull'identità doveva essersi dissolto, dato che non se ne parlava più con Jason, quindi mi consideravo quasi fuori pericolo; quasi, perchè con il lavoro che facevo non si era mai del tutto fuori pericolo.

A volte lo si era di meno, a volte maggiormente, ma il pericolo era la prima cosa da accettare quando si entrava a far parte della società. Il pericolo era forse l'unica cosa che ci accompagnava durante il resto delle nostre vite, un po' come le nostre ombre.

A riportarmi alla realtà, fu il mio cellulare, ovvero il cellulare della società, che cominciò a suonare.

-Pronto?

-Sono Jason. Sei con le altre?

-Non proprio. Loro erano uscite a comprare da mangiare.

-Vi aspetto qui nel mio ufficio per le undici e mezza di questa sera.

-Bene, ciao Jason. - riattaccai.

C'era profumo di nuova missione nell'aria, e tutto ciò mi faceva solamente stare meglio. La scarica di adrenalina che si formava nel mio corpo era l'unica cosa che mi faceva dimenticare tutto e pensare al mio vero compito.

Indossai le mie scarpe nere con il tacco dodici e la suola rossa, abbinate ad un vestitino nero poco scollato, e poi scesi di sotto.

Katherine ed Aimee erano appena tornate, e stavano poggiando le buste sul tavolo della cucina.

-Ha chiamato Jason. - entrai in cucina, anche io.

-A che ora dobbiamo essere lì? - chiese Aimee.

-Undici e mezza.

-Okay, e fino a quell'ora che facciamo? - Katherine si sedette accanto a me.

-Mangiamo e beviamo, dato che sono già le dieci! Possibile che ci avete messo tutto questo tempo? Che avete fatto?

-Oh, c'era la fila... - Katherine si alzò di nuovo.

-Che cosa sta succedendo? Cos'è che non mi state dicendo? - mi alzai anche io, poggiando le mani sul tavolo della cucina.

-Tranquilla Tris, non c'è niente che non vada. - Aimee cercò di tranquillizzarmi.

-Voi mi state nascondendo qualcosa, comunque.

-Come vuoi tu, Sherlock!

Quelle due mi stavano sicuramente nascondendo qualcosa, lo capivo dal loro modo di muoversi e di parlare.

Bene, avrei aggiunto alla mia lista delle ''cose da scoprire il più presto possibile'' anche questa faccenda.

Finito di mangiare e di bere, come precedentemente detto, mettemmo in ordine la stanza. Dopo una rinfrescata, decidemmo di uscire, dato che era quasi l'ora prevista.

Uscimmo di casa ed antrammo in macchina; qualche minuto dopo eravamo davanti all'edificio di Jason, e vidi ciò che avrei voluto evitare di vedere per tipo, non so, il resto della mia vita.

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