Avevo raggiunto l'ottavo mese di gravidanza, e l'aria a Somerville era insolitamente tranquilla. Bradley era tornato a Los Angeles, ma nei weekend veniva a vedere come era la situazione e come stavo io.

Justin mi odiava palesemente. E una parte di me era abbastanza intelligente da capire che parte del suo odio era per il fatto che il padre non fosse lui.

Inoltre odiava che avessi ucciso il suo migliore amico. E per questo mi odiavo anche io, da morire. Nel momento in cui avevo deciso di mettere fine alla sua vita pur di far continuare quella di Justin, sapevo che non l'avrebbe mai accettato.

Da quella mattina non facevo che sentirmi più diversa del solito. Probabilmente era perché avevo passato la mattinata a stare seduta sul divano a fare niente. Per questo decisi di alzarmi e di andare a vedere come andavano le cose.

Mi ero definitivamente trasferita nella mia vecchia casa, e mi ero rimediata un letto nella stanza di Jenna, non che la mia vecchia camera. Okay, forse dormire con la ragazza del ragazzo che io amo che però mi odia non era il massimo, ma era la mia migliore amica una volta, quindi andava bene così.

Andai in cucina, dove Bradley ora stava parlando con Logan, davanti ad un mucchio di fogli e due tazze di caffè freddo.

-Ci sono novità? - chiesi io sedendomi avanti a loro.
-Stiamo cercando di formare un gruppo più grande possibile. - mi aggiornò mio zio - E a quanto pare Jason ha fatto male a comportarsi in un certo modo, perché sta funzionando. - mi sorrise furbo.
-E quando avete intenzione di attaccare? - domandai, accarezzandomi la pancia.
-Il più presto possibile. Ma fondamentalmente, quando meno se lo aspetta.

Annuii, ma un dolore lancinante alla pancia, mi fece sussultare e chiusi gli occhi di scatto per concentrarmi a respirare come si deve.

-Tris, che succede? - sentii il tono allarmato di Logan e poi due mani che mi tenevano per le spalle.
-Chiamo la dottoressa. Sarà qui il più presto possibile. - affermò Bradley.

Io annuii, continuando a formare dei movimenti circolari sulla mia pancia. Appena il dolore passò mi rilassai visibilmente.

-Che ti è preso, Tris? - Logan era inginocchiato avanti a me, che mi teneva una mano.
-Un crampo alla pancia, ma la bambina sta bene. - dissi sicura.
-E tu come stai?
-Bene.

Annuendo, Logan si alzò e andò a sistemare la tavola. Portò le tazze nel lavandino e mise da parti i fogli, riponendola in un cassetto, dove nessuno avrebbe guardato.

Era sera, quando Jennifer e Justin tornarono a casa, e dietro di loro rientrarono Bradley e la dottoressa. Era incredibile che avesse preso il primo volo per venire da me. Ma sapevo che dovevo tutto ciò a mio zio.

-Allora, Tris, che ti è successo oggi? - chiese lei, prendendo posto sul divano accanto a me.
-Che ci siamo persi? - Jenna anche si sedette, alla mia sinistra, massaggiandomi la schiena.
-Ho avuto un forte dolore alla pancia. E così la dottoressa è venuta a vedere cosa sta succedendo. Ma la bambina sta bene, lo sento.

Mi accarezzai involontariamente la pancia, mentre sentivo lo sguardo freddo di Justin perforarmi. Come se ci fosse lui a vedere cosa succedeva dentro di me.

-Bene, andiamo in palestra. Abbiamo bisogno di privacy, immagino. - la dottoressa si alzò e io la seguii di sotto.
-Vuoi che venga con te? - mi chiese Jennifer.
-Non c'è bisogno... - dissi all'inizio, ma prima di scendere giù mi girai e la chiamai - Ma se proprio vuoi...

Sorridendo, lasciò un bacio sulle labbra di Justin, che finsi di ignorare, e scese giù con me. Con mia sorpresa, vidi che era rimasta esattamente come prima. Pochi mesi fa avevamo fatto installare il macchinario per poter fare l'ecografia e un lettino su cui potessi stendermi.

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