-Jason è morto, Tris. - disse duro Doc - La società è tua ora.

Il mio respiro si fermò. Non potevo credere che ora ero diventata davvero ciò che avevo sempre odiato. E non me ne ero resa conto fino a quel momento.

La morte di Jason mi avrebbe portato via da Justin, da Aimee, da Katherine, da Logan e soprattutto da Jennifer.

Non sapevo cosa dire, così mi guardai intorno, e notai che tutti avevano la mia stessa espressione in viso. Avevamo tutti smesso di respirare, io in primis.

Il primo a muoversi fu Justin. E non fece proprio ciò che mi aspettavo, ma sicuramente fece una cosa da Justin. Senza dire nulla, se ne andò fuori, o meglio corse, sbattendo infine la porta dietro di se con una forza che forse non avevo mai visto.

-Quindi, immagino che domani mi debba trasferire lì. - conclusi infine con un sussurro.
-Esatto.
-Tutto qui? - chiese Katherine stupita - Domani vai via e basta?
-Non è che abbia molta scelta!
-Ora forse no. Ma se prima ci avessi riflettuto almeno un attimo, ce l'avevi.
-Katherine, smettila. Ora è inutile iniziare con i "se", ormai quel che è fatto è fatto.

Detto ciò, superai tutti per andare da mia figlia, e la presi, per poi portarla via con me. Con lo sguardo di tutti puntato su di me, salii le scale e non appena arrivai in camera mia chiusi la porta a chiave.

Feci sdraiare delicatamente la mia Jennifer sul letto e poi mi sentii finalmente libera di scoppiare a piangere.

Smisi parecchi minuti dopo, quando sentii qualcuno venne a bussare alla mia porta. Mi alzai da terra e mi asciugai gli occhi con le maniche della maglia che indossavo.

-Tris...

Rimasi stupita a vederlo lì di fronte a me, in tutto il suo splendore e una faccia di scuse. Senza perdere tempo mi aggrappai al suo collo, dove scoppiai a piangere di nuovo, mentre lui fece qualche passo in avanti, facendomene fare qualche indietro, e si chiuse la porta alle spalle.

-Non farlo.
-Justin devo. Devo essere sicura che sia tu che Jennifer siate in salvo. Non mi importa il prezzo da pagare.
-Quante volte devo ripeterti che devi smetterla di salvarmi la vita? - quasi urlò arrabbiato.
-Okay, allora se fosse la situazione capovolta, cosa faresti? Non andresti? - lo guardai dritta negli occhi, alzando a mia volta il tono di voce.
-È diverso. Tris, io...
-Esattamente. Ma ho un piano, più o meno, insomma pianificherò la vostra morte e sarete tutti in salvo. Sarete liberi, e...
-Scordatelo. Io rimango con te. - disse duro, con la voce di uno che non avrebbe cambiato idea neanche per tutto l'oro del mondo.
-Non ci pensare. E poi c'è Jennifer.
-Non so neanche come ci si debba comportare con una bambina.
-Io non voglio lasciarla.
-E credo che io lo voglia? Senti, ci penseranno Katherine e Logan. E poi, ti ho già perso una volta, non posso perderti di nuovo. Non adesso che cosa vuol dire...

Non era male come idea, dovevo ammetterlo, anche se lasciarla mi avrebbe spezzato il cuore in mille pezzi. E non sapevo se sarei stata in grado di rimetterli tutti insieme un giorno.

Annuii, asciugandomi le lacrime, mentre Jennifer si svegliava e io andavo ad allattarla. Mi sistemai comoda sul letto, appoggiando la schiena ai cuscini con la piccola tra le braccia.

Soffermai il mio sguardo su Jennifer forse troppo a lungo, cercando di imparare a memoria ogni suo tratto; volevo ricordarmi di lei, finché non mi accorsi che Justin ci aveva fatto una foto.

-Hey! - ridacchiai.
-Ho trovato la polaroid vicino la tua borsa, e ho pensato che questa fosse una scena fantastica.

Sorrisi involontariamente, per un attimo mi ero persino scordata della mia idea, così gli feci segno di avvicinarsi e lui venne a sedersi accanto a me, accarezzando la figlia.

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