TRIS' POV

24 MAGGIO 2012

Finalmente pausa pranzo! Era la parte migliore della giornata. No, non amavo molto la scuola; i miei mi avevano obbligato a frequentare l'università, per questo i miei voti non erano perfetti, infatti avevo tutte B e una o due A. Frequentavo una delle università più importanti e famose del mondo e mi lamentavo, buffo eh? Si, frequentavo il MIT, Massachussets Institute of Technology.

-Beatrice! - la mia migliore amica corse verso di me piazzandosi davanti al mio armadietto.

-Jenna, stavo mettendo la mia roba a posto. - dissi fingendomi incavolata con lei, con scarsi risultati.

-Beh, io ho appena saputo che tu e Luke... - lasciò la frase in sospeso, ma l'occhiolino che seguì fece intendere più di quanto potessero fare le parole.

-Mi ha solo invitato a cena, Jenna, per ora almeno. Poi si vedrà...

-Oddio, voglio i dettagli. I minimi particolari, chiaro?

-Pensa ai tuoi di particolari per adesso, ok? - ridacchiai.

-Ok, magari sono più divertente, ma ehy, meglio divertirsi ora che tra cinquant'anni, quando sarò a malapena in grado di fare un passo e...

-Ti prego non andare avanti! - dissi alzando le mani davanti al suo viso.

-Ok, - rise - ma almeno raccontami come ti ha chiesto di uscire! Dio, sono la tua migliore amica, dovrei sapere più cose io di te, di quanto ne sappia tu stessa!

-Sei insopportabile! - mi sedetti ad un tavolino della mensa e poi continuai - Allora, questa mattina mi sono ritrovata un messaggio anonimo con scritto ''Buongiorno tesoro, pronta per stasera?''.

-Con l'anonimo? - mi interruppe Jenna.

-Si, magari vuole fare il misterioso.

-Non male, devo ammetterlo, anche se non sembra da lui.

-Comunque, come stamattina sono arrivata a scuola, lui era lì fuori ad aspettarmi e poi mi ha semplicemente chiesto di uscire.

-Mh, e dov'è che andate?

-Non me l'ha detto; mi ha consigliato di fidarmi, dato che sarà lui ad accompagnarmi.

-Io non lo farei se fossi in te. Magari vuole rapirti...

-Oh zitta Jenna! - risi tirandole una patatina.

-Un consiglio, non mostrare questo tuo lato infantile di te, nè ora - indicò poi un punto dietro di me, mostrando Luke che si avvicinava - nè stasera.

ORE 20:00.

Guardai l'orologio per l'ennesima volta. Finalmente avevo convinto i miei genitori a farmi uscire con il mio ragazzo per cena quella sera, dopo i mille tentativi davanti allo specchio per cercare un buon modo per dirglielo. Sono sempre molto riservata, specialmente con la mia famiglia, non li odio, ma quasi.

Sono molto (per non dire troppo) possessivi, e per questo avevo un po' di difficoltà a interagire con le altre persone. Poi il fatto che ero figlia unica, non aiutava affatto.

Infatti non uscivo molto e non ho tutti questi amici, ma a scuola ero abbastanza popolare e quindi conoscevo quasi tutti.

Dopo parecchi mesi, finalmente, il ragazzo con cui continuavo a lanciarmi occhiate durante le lezioni in comune, le volte passate alla mensa, in cortile o in corridoio, qualche settimana fa aveva finalmente trovato il coraggio di parlarmi, con la scusa più patetica (e dolce) del mondo: ''Ehy, potresti prestarmi il tuo quaderno degli appunti, dovrei recuperare, ma te lo faccio riavere il prima possibile!''

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