Don't waste your time

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Dopo che ebbi svegliato tutti gli altri e trascinati giù di forza, mentre facevamo colazione, raccontai ciò che mi era successo poche ore prima.

Ryan era concentrato sulle mie parole, ed era normale credo, dopo quello che ci eravamo detti. Speravo che avesse seguito il mio consiglio.

Questa volta sarebbe stato diverso, molto diverso. Non ne saremmo usciti con una sola valigetta piena di soldi, o con qualche graffio. Me lo sentivo, e di solito io non mi sbagliavo mai.

-Allora, siete pronti ragazzi? - chiesi io.
-Come sempre.
-Vado a chiamare Jason - disse Logan, accompagnato dalla sua ragazza.

Andai a prendermi un altro caffè, anche se in realtà avevo più bisogno di una camomilla. Quando tornai al tavolo, Aimee e Ryan stavano parlando tra di loro, e se fosse stato un giorno normale, probabilmente gli avrei detto di smetterla, dato che il loro amore si vedeva a miglia di distanza, ma lasciai perdere.

Dopo poco, fortunatamente, tornarono anche gli altri due, che ci riferirono il messaggio di Jason, risvegliandoci dai nostri pensieri.

-Questa sera, alle undici dobbiamo essere a Downtown, l'indirizzo lo stanno ancora cercando, è li che sono tutti. Per il resto ha detto che abbiamo la giornata ''libera'' e di stare particolarmente attenti.
-Io vado ad allenarmi - disse Katherine, e Logan la appoggiò.
-Io vado a farmi un giro, ho bisogno di essere rilassata per questa sera - decisi - Tu vieni con me, Justin?
-Si.
-Noi staremo per fatti nostri - aggiunse Aimee, guardando Ryan.

Ci alzammo da tavola, e dopo esserci lavati e sistemati, io e Justin uscimmo.

-Come mai questa voglia di passare la giornata con me? - chiese lui, serio.
-Perchè sappiamo tutti, anche se non lo ammettiamo, che questa notte qualcosa cambierà. E come sai, se c'è una cosa che odio sono i rimpianti, per questo voglio stare con te, oggi.
-Quindi devo dedurre che tu provi qualcosa per me?
-Se non l'avevi capito fino ad ora, allora sei più scemo di quanto pensassi! - risi mentre mi stringevo nel mio giubbino.
-Buono a sapersi!

Andammo a fare una passeggiata a Central Park, bella come avevo sempre immaginato e piena di turisti da ogni parte del mondo.

Pranzammo all'Olive Garden e poi, dopo aver speso un pomeriggio da ''turisti'', ovvero comprando stupidi souvenir inutili e ridendo come ragazzini, tornammo a piedi fino all'albergo.

Prendemmo un caffè e dei mini cupcakes (buonissimi) e poi Justin mi trascinò in un negozio sportivo. Mi fece prendere una maglia di basket della sua squadra preferita e un cappellino con la visiera. Entrai nel camerino per provarla e mentre mi toglievo la maglietta che avevo prima, Justin entrò dentro.

-Ma che ci fai qui? - risi, sforzandomi di parlare a bassa voce.
-Come hai detto tu, niente rimpianti!

Sorrise e poi si fiondò sulle mie labbra, facendo scontrare le nostre lingue. Mi godetti quel momento e così lasciai le mie mani stringersi attorno al suo collo e le mie gambe attorno alla sua vita.

Mi spinse contro il muro, e sentii le sue mani ovunque sul mio corpo. Nel mio stomaco si scatenarono milioni di farfalle, come se fossero state imprigionate per anni e liberate in un momento solo.

-Sarà meglio uscire, - lo fermai a malincuore - non vorrei che qualche commesso si unisca a noi.
-Hai ragione, tu sei solo mia.

Ero sua. Tutto ciò che era appena successo era così sbagliato, eppure non potevo fare a meno di smettere. Lui sembrava la mia dose preferita di droga.

Pagammo tutto ciò che avevamo comprato e lo indossai subito. Il Madison Square Garden era abbastanza vicino da dove eravamo così ce la prendemmo con calma.

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