Ero nell'atrio di LAX, ad aspettare il mio nuovo capo. Era in ritardo e questo diceva molto su di lui. Meno male che aveva bisogno di me o chissà cosa avesse fatto se fosse stato il contrario.

Lasciai cadere il borsone con i miei vestiti per terra e mi sedetti su una panchina ad attenderli. Ero a dir poco distrutta. E non per il fatto che portassi i tacchi dalla mattina o per il volo. Ma per ciò che era successo prima.

-Tris finalmente! Dove diavolo eri sparita? - Katherine mi corse incontro, non appena io e Justin varcammo la porta di casa di New York.
-Dovevo schiarirmi le idee.
-Spero allora che tu lo abbia fatto. Perché ci devi molte spiegazioni.

Logan entrò in sala e si sedette sul divano accanto ad Aimee, che ci osservava in silenzio; nei suoi occhi c'era ancora solo odio.

Dovetti distogliere lo sguardo quando si incrociò con il suo. Presi un respiro profondo e mandai giù i sensi di colpa, o almeno ci provai. Mi sedetti di fronte a loro, mentre Justin prese posto accanto a me. Non sapevo da dove partire.

-Quando eravamo qui a New York l'altra volta, il giorno dopo che... - mi morsi un labbro - la casa prese fuoco, la mattina ero sparita, diciamo. Be' la verità è che ero andata da Jason. Mi aveva chiesto di andare da lui e non potevo dire di no.
-No, ma avresti potuto dircelo.
-Non proprio, Aimee... Mi ha fatto un'offerta e non potevo proprio rifiutare. E per quanto sia difficile per me fare ciò che devo fare, credetemi sarebbe stato più complicato dire di no.
-E quanto grande sarebbe questa proposta? - il sarcasmo di Katherine si faceva sempre più evidente.
-Dovrò andare a Los Angeles... Da sola.
-E allora? Non mi pare questa gran cosa.

Distolsi lo sguardo, massaggiandomi la nuca con la mano destra.

-Katherine, qualcun'altra prenderà il suo posto.

Justin continuò per me, ma non per aiutarmi. Per il semplice motivo che non riusciva a starsene li in silenzio senza neanche cacciare fuori un po' della sua rabbia e del suo disaccordo.

-E questo che vorrebbe dire? - Aimee parlò.
-Che non so per quanto tempo starò via, ma sicuro è che sarà abbastanza da aver bisogno di una sostituzione nella nost... vostra squadra.
-E tu come facevi a saperlo, Bieber? Perché a giudicare dal suo comportamento - Logan mi indicò - non sembrava proprio che fosse stata lei a dirtelo.
-No, infatti. È stata Jenna.
-Jenna? E lei come faceva a saperlo?

Justin si limitò a guardarlo, e ci arrivò da solo alla risposta. Io invece mi sforzai di rimanere in silenzio, e di ignorare la fitta al cure quando sentii il suo nome. Specialmente dopo aver incontrato Luke quel giorno, il mio passato stava tornando a galla pezzo dopo pezzo.

-Ma ovvio!
-Chi è questa Jenna? - chiese Katherine.
-Jennifer Keely. La ragazza scomparsa, quella che spopola sui notiziari. - risposi io.

Non dissi altri dettagli. Tipo che aveva salvato la vita di Justin. O che i ragazzi per risparmiare la sua la portarono da Jason. O che lei era la migliore amica di Beatrice Collins. Oh, e che quella Beatrice Collins ero io. Non era necessario per Logan sapere quest'ultima parte. E per le ragazze sapere la prima.

-E dire di no - decisi di portare il discorso su un'altra direzione - avrebbe implicato raccontare ciò che c'è tra me e Justin. Non potevo dirgli che volevo rimanere per lui, o per voi. - e sicuramente non volevo rimanere perché i sensi di colpa mi stavano mangiando giorno dopo giorno sempre di più', pensai.

-Quindi parti?
-Si, ma non so ancora quando.

Una voce mi richiamò dai miei pensieri.

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