Quella mattina mi svegliai più presto del solito. Scesi dal letto e, dopo essere andata in bagno, andai giù in cucina per prendermi un bicchiere d'acqua.

Passando davanti la stanza di Katherine notai un ragazzo nudo che dormiva accanto a lei. Ormai ero abituata a vedere (e a sentire) ragazzi in casa. Era una routine, la solita.

Nonostante io rimanessi schifata da tutto ciò, continuavano a portarli, poiché non potevamo avere relazioni con i nostri soci; e dovevano pur sfogarsi in qualche modo.

Questa era una delle regole di Jason, e onestamente credevo che avesse ragione.

Ripensai al giorno in cui mi diede le sue regole, e mi resi conto che era passato un anno esatto dal mio cambiamento. Da quando avevo detto addio a Beatrice per dare il benvenuto a Tris. Il 24 maggio.

Da un anno vivevo una vita diversa, e stavo bene, davvero.

Con tutto quell'esercizio fisico e mentale a cui avevo dovuto sottopormi durante quei dodici mesi, ero riuscita a sbarazzarmi dei sentimenti.

Paura? Andata. Amore? Andato. Mancanze? Andate.

Era bello non doversi più preoccupare di nulla.

Venni a sapere che nell'incendio si erano salvate meno di una decina di persone, ma non sapevo chi fossero. Non mi importava neanche di sapere se tra quelle ci fosse Luke, figuriamoci delgi altri.

Per me era morto, così come la mia famiglia, i miei amici e... Beatrice. In fondo anche loro credevano che io fossi morta, nell'incendio. E in un certo senso era vero.

Tornai di sopra, ma ormai ero già completamente sveglia, quindi decisi di farmi una doccia fredda. Nonostante non fossimo in piena estate, il caldo era già insopportabile.

Quando uscii, mi scontrai con uno dei ragazzi che avevano ''ospitato'' - in tutti i modi possibili - Katherine e Aimee, facendo cadere a terra l'asciugamano che era stato precedentemente avvolto attorno al mio corpo.

Lui invece era stranamente coperto dai suoi indumenti.

-Mh... Stavo andando, ma se vuoi posso rimanere un altro po'. - disse lui.

Mi fece l'occhiolino e si passò la lingua sulle labbra credendo di sembrare sexy, no che non lo fosse già, mentre mi squadrava dalla testa ai piedi.

-Oppure, - risposi con voce e movimenti sexy mentre mi piegavo per riprendere l'asciugamano da terra, avvicinandomi maggiormente a lui - sparisci dalla mia vista!

Gli mollai un calcio in mezzo alle gambe, facendogli uscire un grido soffocato.

-Katherine, hai dimenticato di portare fuori il cane... Di nuovo! - urlai, mentre quel maiale si rialzava.

Mi avvolsi di nuovo l'asciugamano addosso.

Katherine arrivò verso di noi ridendo e, fortunatamente, vestita.

-Scopare non ti fa male, anzi. Non capisco come tu riesca a stare senza farlo per oltre un anno! Hai ventun'anni, per l'amor del cielo!
-Non ne ho bisogno. E non mi sbatterei mai qualcuno che fino a tre secondi fa era nel tuo letto.
-Beh, si ma...
-Portalo fuori, piuttosto. Devo vestirmi.

Era vero. Non ne avevo bisogno. Mi avrebbe solo deconcentrata dal mio lavoro.

Già sapevo come sarebbe andata a finire, altrimenti. Il sesso porta agli appuntamenti. Gli appuntamenti portano all'amore. L'amore porta ad innamorarsi. E innamorarsi equivale a provare emozioni. Quindi il sesso non poteva avere nulla a che fare con me.

Katherine accompagnò il ragazzo alla porta, mentre io andai nella mia stanza. Optai per dei pantaloncini a vita alta di jeans e una canotta corta, abbinando un paio di Vans nere.

A diffrenza delle altre, non indossavo i tacchi trecentosessantacinque giorni all'anno, per ventiquattro ore al giorno.

-Ragazze, buone notizie!

Aimee arrivò in sala accompagnata dal rumore dei suoi tacchi, per l'appunto, con il cellulare in una mano e una tazza di caffè nell'altra.

-Cioè? - Katherine tornò dentro.
-Jason vuole vederci solo stasera, per parlare di qualcosa di importante, quindi, possiamo passare il resto della giornata a fare shopping!

I nostri occhi si illuminarono a quelle parole. Eravamo criminali, si, ma comunque donne!

Uscimmo fuori qualche decina di minuti più tardi e salimmo sulla Porsche, mentre un'altra macchina, un Range Rover, ci sfrecciò davanti. Sicuramente altri ragazzi di Jason.

Già, non ci conoscevamo tutti, avevamo i nostri gruppi e non potevamo permetterci altre complicazioni.

Inoltre, dopo che le ragazze mi raccontarono ciò che successe, capii perchè.


Duo o tre anni fa, due gruppi avevano legato ''amicizia'' tra di loro e tra una ragazza e un ragazzo era ''sbocciato l'amore'', in modo da far uccidere tutti e due.

No, non erano stati uccisi da Jason. Nonostante era contrario a queste cose, non si sarebbe mai permesso di ammazzare due dei suoi ragazzi.

Erano morti perchè, durante una spedizione, non erano riusciti ad allontanarsi, e a costo di restare insieme, rimasero intrappolati in un edificio... E poi la bomba esplose. Uccidendo entrambe.



Andammo dirette da Macy's. Adoravo quel negozio. Praticamente compravo, o meglio compravamo, tutto lì. Aveva di tutto, dalle scarpe, ai vestiti, dall'intimo, agli accessori.

Dopo aver speso una buona parte dei nostri soldi, andammo dalla Hollister. Io per i vestiti, Aimee e Katherine, invece, erano molto più propense verso i commessi/ modelli. Non fraintendete, ovviamente anche io mi beavo della loro vista.

La sera arrivò presto. Ci cambiammo indossando alcuni dei nuovi nostri outfit e uscimmo. Questa volta indossai dei tacchi neri, abbinati ad una camicetta nera sbracciata, che avevo messo dentro una minigonna stretta a vita alta dello stesso colore.

I capelli, invece, li sciolsi dalla treccia che ero solita portare, e li lasciai cadere sulle spalle e sulla schiena; erano diventati anche un po' mossi, a causa dell'acconciatura che avevo precedentemente.

-Questo look sexy, ti sta meglio delle tue Vans o Converse, Tris. - dissero quando uscii dalla mia stanza, mettendo le ultime cose nella mia borsa.
-Dite così solo perchè non le avete mai messe ai piedi. Provate e poi mi capirete a pieno.
-Sai che Jason non si lascia abbindolare così facilmente. Non puoi provarci con lui! - disse Katherine scherzando, dato che ridacchiò, ma mi colse comunque di sorpresa.
-Non voglio fare colpo su di lui. Dio, per chi mi avete preso?!
-Ah già. Lei è quella forte, senza sentimenti. - Aimee prese a sfottermi.

La fulminai con lo sguardo.

-A volte dimentico che tu li hai proprio rimossi del tutto.
-Già, a voi dispiace ancora se vedete una nostra vittima implorare pietà.
-A volte spaventi, sai?
-Grazie Aimee. - le lanciai un bacio per farla innervosire.

Quando arrivammo vidi lo stesso Range Rover che era passato davanti la nostra villetta quella mattina.

''Ci sarà da divertirsi'' pensai.

Scesero appena prima di noi e li salutammo con un cenno del capo, e loro ricambiarono.

Entrammo insieme e venimmo accolti dalla voce di Jason.

-I miei ragazzi! Venite avanti, vi stavo giusto aspettando. Credevo vi fosse successo qualcosa. Come mai tutto questo ritardo?
-Il ritardo è di classe, non dimenticarlo. - Katherine lo zittì subito.

Sogghignò - Comunque, vi ho fatti chiamare entrambe perchè ho una missione per voi sei.
-Allei di nuovo due gruppi, Jason? - uno dei ragazzi, quello moro con gli occhi blu, parlò -Wow.
-Vorrà solo metterci alla prova, perchè non si fida di noi, vero? - Aimee lo appoggiò.
-Siamo simpatici questa sera, vedo. Comunque no. E' qualcosa di grosso e ho bisogno di più persone, e ho scelto voi. Inoltre sono sicuro che Tris non mi deluderà, giusto?

Si alzò dalla sedia e venne avanti, per appoggiarsi al bordo della scrivania. Incrociò le braccia al petto.

Katherine rise - Il massimo che può fare è ammazzare quei tre, - indicò i ragazzi accanto a noi - quindi sta tranquillo Jason.
-Probabilmente è vero. I miei sentimenti sono andate a farsi fottere, proprio come vuoi tu. - la assecondai.
-Ho bisogno di loro vivi, tesoro. Mi spiace, ma sarà per la prossima volta, se qualcosa dovesse andare storto.

Sogghignò, e io lo imitai.

-Sempre presente, Jason.
-Lo so bene.

Jason prese poi in disparte lo stesso ragazzo con gli occhi blu, e tra di noi calò un silenzio alquanto imbarazzante.

Mi sentii lo sguardo del ragazzo più giovane, con gli occhi color del miele e i capelli dorati e i capelli castani, addosso e le guance andare a fuoco.

Fortunatamente la luce lì era molto poca, quindi nessuno potè farci caso.

Avrei anche potuto dire che ero accaldata a causa dell'alta temperatura, se me l'avessero chiesto...

Mi avvicinai a Katherine ed Aimee, notando che anche quel ragazzo si avvicinava al suo socio.

-Voi non li conoscete, vero?
-No, ma sarò felice di farlo! - mi rispose Aimee.

Lei se li stava mangiando spogliando con lo sguardo. In modo davvero spudorato nonostante fossimo sotto gli occhi di Jason.

Però dovetti ammettere che anche io avevo iniziato a farci un pensierino sin da quando loro scesero dalla macchina.

Negherò fino alla morte di averlo pensato, ma, al diavolo, erano davvero sexy da morire!

Specialmente quello che mi stava guardando; solo più tardi mi resi conto che anche i miei occhi erano incollati su di lui.

Velocemente mi costrinsi a portare il mio sguardo da un'altra parte. Ora guardavo il pavimento, la scrivania, verso il soffito. Qualunque cosa ma non lui.

No, un momento, ma che mi stava succedendo? Quel ragazzo non aveva, e non doveva avere nessun effetto su di me.

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