TRIS

Quella mattina, in cucina, dove eravamo tutti e sei seduti a fare colazione, l'aria era talmente tesa che si sarebbe potuta tagliare con un coltello.

Dopo quello che successe ieri sera, io e Justin apparivamo come due estranei.

Non mi pentivo affatto di quello che era successo, e di quello che avevo fatto. O almeno non proprio del tutto.

Respingerlo dopo una troppo lunga serie di baci era la cosa giusta da fare.

-Justin - mi staccai - è meglio che tu vada. - sussurrai.

-Cosa? - mi guardò negli occhi, o almeno ci provò, dato che io stavo lì ad evitare il suo sguardo.

-Justin, ti prego.

-Non è questo quello che vuoi? Lasciati andare.

Mi attirò di nuovo a sè, facendo unire le nostre labbra, e non potei fare altro che farmi trasportare da quel momento, finchè non riuscii a concentrarmi su ciò che stava accadendo.

-No. - mi allontanai da lui, scendendo dalle sue gambe.

-Come vuoi, ma sappi che il torto lo fai a te stessa non a me.

Detto ciò, mi oltrepassò e uscì fuori dalla porta che tenevo aperta per lui.

Credetemi sarei stata su di lui, o sotto di lui, a continuare ciò che avevamo iniziato poco prima con tutta la passione del mondo, se solo fossi stata Beatrice.

Poi però mi venne un lampo: se fossi rimasta Beatrice, quella sera al ristorante, l'avrei semplicemente ignorato per stare con Luke, e avrei fatto quelle cose con lui, anzichè con Justin.

Sospirai, e tornai nel mio letto. Presi le lenzuola, e una volta allungata, le misi sopra di me, per appoggiarmi al cuscino. Quello alla mia sinistra profumava ancora di Justin.

Inutile dire che feci cambio, per rilassarmi sull'altro, quello profumato di buono. E inondata del suo profumo, ripensai anche al suo sapore, le sue labbra sulle mie.

-Tris ci sei? - Katherine mi sventolò una mano davanti al viso.

-Uhm, si. Che c'è? - la guardai.

-Non hai ascoltato neanche una parola di quello che abbiamo detto?

-In realtà no. - dissi, continuando a girare lo zucchero nella mia tazza di caffè.

-Che sono quelle occhiaie? Non hai dormito? - chiese Logan.

Il mio sguardo si spostò involontariamente verso Justin, che se ne stava appoggiato con il sedere sul bancone della cucina e guardava un punto indefinito davanti a se, aveva lo sguardo perso nel vuoto, proprio come me fino a cinque secondi fa.

-In realtà no. Non ci sono riuscita.

-Beh, comunque...

Non fece in tempo a finire di parlare, che il suo cellulare squillò. Inutile dire che era Jason.

-Ciao Jason. - mise in vivavoce e poggiò il suo smartphone al centro del tavolo, in modo che tutti potessimo sentire.

-Ragazzi, allora com'è andata questa notte?

-Bene. Ci hanno pagato.

-Perfetto, e avete avuto problemi? Di qualsiasi tipo?

Tutti i loro sguardi, questa volta anche quello di Justin, si diressero verso di me.

-No, nessun problema. - dissi io prontamente, mentre con una mano mi massaggiavo il collo.

-Mi fa piacere sentirlo. Allora quando avete intenzione di ripartire?

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