JUSTIN

Non stava andando malissimo. Sapevamo batterci, e sembravamo essere in vantaggio, anche se molti di noi stavamo morendo, e così anche la squadra di Jason, che era di poco inferiore alla nostra.

Mentre stavo facendo fuori uno dei suoi uomini, notai Doc che correva via, senza veicoli e portava con se una valigetta, credo, al buio non si capiva molto, ma lo lasciai andare. Ero convinto che non avrebbe fatto del male a nessuno. E poi aveva salvato Jennifer.

Per poco non fui colpito da un proiettile, distrarsi in quelle condizioni anche solo per un millesimo di secondo, poteva essere fatale. Per questo mi spostai all'ultimo minuto e corsi verso quell'uomo, conficcandogli un pugnale nel petto.

Dovevo tornare a casa, dovevo farlo per Tris e per mia figlia, non potevo permettere che qualche figlio di puttana si mettesse in mezzo tra me e la mia famiglia. Non poteva.

Non ne avevo mai avuta una, almeno fino ai sei anni, e da quando poche ore prima Tris mi aveva dato quella bellissima notizia, mi ero sentito mille volte più forte, perché sapevo che se avessi vinto, lei sarebbe stata al sicuro.

Feci cadere a terra un ennesimo corpo senza vita e alzai lo sguardo per dare un'occhiata alla mia squadra: Logan aveva quasi ucciso qualcuno, e così anche Katherine ed Aimee. Quando non vidi più Jennifer mi si gelò il sangue.

E li commisi un errore gravissimo. Mi distrassi, per andare a cercarla tra tutti quelli che erano li, per questo riuscirono a conficcarmi un proiettile nella gamba. Lanciai un urlo di dolore e caddi a terra, ma poi vidi anche quella donna dai capelli rossi cadere al mio fianco, e quando mi girai vidi Jennifer, che mi rivolse un occhiolino. Era salva.

Se non fossi riuscito a riportarla indietro da Tris, non volevo sapere come avrei potuto darle la notizia. Si vedeva da miglia di distanza che quelle due avevamo un legame più unico che raro. Sapevamo tutti la loro storia che si conoscevano dalle elementari, ma non erano migliori amiche. Erano più come due sorelle, che nonostante tutto, ora erano qui ancora come tali.

E poi c'ero io, il bastardo di turno. Ovviamente non sapevo di tutto ciò quando avevo iniziato la mia relazione con Jennifer, e a lei a quanto pareva piacevo davvero. E anche a me lei piaceva, ero sicuro di provare molto di più di quanto non sembrasse per lei.

Inoltre, nessuno dei due sapeva che lei sarebbe tornata qui, di nuovo, e per di più incinta di mia figlia. Non credevo che Jennifer ne sapesse qualcosa riguardo al padre, ma comunque era pronta a tutto pur di prendersi cura di Tris e della bambina. Ed ero fermamente convinto che se anche fosse venuta a conoscenza della verità, lei avrebbe continuato a trattare tutti come prima.

Quindi, per il momento, avrei dovuto concentrarmi solo ed esclusivamente sulla scena che si stava svolgendo sotto i miei occhi; a tutto il resto ci avrei pensato solo una volta che sarei tornato a casa. Perché l'importante era riportarli tutti li. Sani e salvi. Jennifer, Bradley, Aimee, Logan e Katherine. Tris e la bambina avevano bisogno di loro, e così anche io.

Così, mi alzai e mi strappai la maglia per fare una piccola fasciatura sulla mia ferita. Fortunatamente il proiettile non era entrato dentro, quindi per ora bastava così. Ingoiai il dolore e mi rimisi all'attacco. Avevamo un unico obiettivo, e non potevo lasciare che tutto questo andasse in fumo a causa mia.

Eravamo circa la metà, quando vidi qualcuno afferrare Jennifer e portarla via dalla zona in cui stavano morendo delle persone. Il mio sangue ribolliva a quella vista, così corsi verso di loro, per cercare di salvarla, uccidendo senza pietà tutti quelli che mi trovavo davanti.

-Justin! - vidi Katherine chiamarmi, così andai da lei - Non vedo più Logan!
-Ci penso io!

Ed era vero, ma prima dovevo pensare a Jennifer. Odiavo quella sensazione di non poter essere in due posti contemporaneamente. Odiavo non poter fare nulla per salvare chi volevo.

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