-Ehy aspetta, la senti anche tu? - strinsi con più forza il suo braccio.

-Cosa?

-La puzza di fumo. -ero assolutamente allarmata.

-In realtà no. - mi guardò preoccupato.

-Ti prego andiamocene. - annuì alla mia richiesta.

-Certo Beatrice... - lo sentii irrigidirsi dietro di me, segno che anche lui si stava agitando.

Anche lui cominciava a sentire quella puzza di fumo che ci soffocava.

Mi girai, notando altre persone con la nostra stessa reazione. Percorremmo in fretta il corridoio fino alla porta, ma non più con la stessa facilità, dato che la gente che ora voleva uscire si era moltiplicata.

La puzza di fumo era molto più forte e tutti riuscivano a sentirla. Qualche minuto dopo partì l'allarme anti-incendio che ci assordì.

-Beatrice, restami vicino. - urlò Luke, prendendomi la mano.

Annuii anche se sapevo che non poteva vedermi e mi aggrappai al suo braccio, stringendolo più forte che potei.

ll rumore lì dentro era insopportabile, ma un grido riuscì a sovrastare tutto. Ci girammo verso il lato del locale da dove proveniva l'urlo e notammo delle fiamme.

Una lacrima mi rigò la guancia.

-Ehy, andrà tutto ok, te lo prometto. - mi asciugò la guancia e poi posò le sue labbra sulle mie. Feci di tutto per assaporarmi quel momento; in fondo, una parte di me già sapeva che quella sarebbe potuta essere la nostra ultima volta insieme.

Dopo che ci staccammo, quasi velocemente, ci furono varie spinte e, contro le mie forze, la mia mano scivolò dalla sua.

Gridai, ma nessuno badava più a me. Passarono pochi secondi e lo persi di vista. Le persone continuavano a spingermi e la porta sembrava essere sempre più lontana.

Di colpo sentii qualcuno coprirmi il naso e la bocca con un pezzo di stoffa. Cercai di gridare, ma inutilmente. Nessuno era in grado di sentirmi e di preoccuparsi per me.

-Non dovresti respirare il fumo, meglio tenere questo davanti al naso e alla bocca.

Annuii. Non era Luke, ma quel ragazzo aveva ragione. Presi il fazzoletto dalle sue mani, sfiorandole, e lo strinsi, ma dopo alcuni secondi cominciai a sentirmi ancora più stordita.

Poi mi afferrò per un braccio e dopo altre varie botte e spinte, mi sembrò di essere riuscita ad uscire dal ristorante, grazie a lui.

Durante quella corsa, mi benedii mentalmente per aver messo un paio di stivaletti bassi, anzichè scarpe con il tacco, o sarei potuta rimanere lì dentro per sempre.

A quel pensiero rabbrividii.

Mi girai per ringraziare il ragazzo che mi aveva salvato la vita, ma non vidi nessuno dietro di me. Ovviamente, aveva di meglio a cui pensare.

Sentii delle sirene avvicinarsi, e poi vidi il furgone dell'ambulanza e dei vigili del fuoco avvicinarsi. Grazie a Dio.

''Ma dov'è Luke?''  Provai a chiamarlo, ma non ottenni nessuna risposta. Volevo piangere, ero disperata e non lo trovavo da nessuna parte! Era tutta colpa mia, non avrei mai dovuto lasciarlo andare.

''Se fosse morto?'' Quella voce nella mia mente mi provocò un brivido per tutta la schiena. Scacciai quel pensiero e mi mossi verso uno dei vigili del fuoco per chiedere aiuto.

Quando fui abbastanza vicina lo chiamai.

-Ehy, tutto ok? - quel vigile del fuoco, mi guardò.

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