Dopo un ennesimo urlo e dolore provenire dal mio corpo, finalmente le solite due sillabe del dottore cambiarono. Perché invece di dire "spingi" o "ci sei" ciò che uscì dalla sua bocca mi diede ancora più forza.

-Vedo la testa! Hai quasi finito. Dai che stai andando bene.

E così presi un ultimo respiro profondo per poi spingere e sentire un urlo, o meglio un pianto di una voce che sicuramente non apparteneva a me e tanto mano al dottore o alla dottoressa.

-Eccola qui, la piccola. - disse lui per poi tagliare il cordone ombelicale.

In quel momento sentii una sensazione che non avevo mai provato prima di allora. Non era dolore, era amore, ma un amore diverso. Diverso da quello che avevo provato la prima volta, o quello che provavo per Luke; persino diverso da quello che provavo per Justin.

Avevo tra le braccia una bambina che avevo creato io. Era ancora sporca e aveva il viso tutto rosso per il troppo sforzarsi di piangere. Ma da come la vedevo io, credetemi, era la cosa più bella che avessi mai visto.

La piccola Bieber era sul mio petto, che pian piano si tranquillizzava. In quel momento non pensavo che da allora sarebbe stato tutto più complicato, non pensavo che da allora avrebbe rischiato la vita ogni giorno a causa mia. Pensavo solo che io e lei eravamo li, insieme.

Era la mia bambina e per lei ero sicura che non avrei pensato neanche un momento prima di rinunciare alla mia vita. Anche perché non era niente in confronto all'amore che provavo.

Sentivo le lacrime uscire dai miei occhi mentre con un dito, accarezzavo delicatamente i contorni del suo viso e del suo corpo. Aveva smesso di piangere e ora la stavano portando a lavarsi, dopo essersi prima occupati di me.

-Sarà meglio che tu ti riposi, adesso.
-Ma...
-Anche la bambina deve riposare, ora. E la metteremo qui vicino a te, dopo che il dottore l'avrà pulita.
-Okay, ma non mi addormento finché non sono sicura al cento percento che stia bene.

Annuì comprensiva e poi mi aiutò a sistemarmi sul letto, in modo che stessi comoda. Sentivo ancora dolore, ma in confronto a prima stavo mille volte meglio.

-Allora, il dottore dov'è? - mi alzai con la schiena, non vedendolo tornare.
-Vado a chiamarlo. Tu non ti alzare per nessun motivo, è pericoloso.

Sbuffai e mi stesi di nuovo sui cuscini. Volevo solo addormentarmi guardando il viso delicato di mia figlia.

Quando però sentii un urlo, non potei evitare di alzarmi. Ma ancora prima che riuscii a fare un passo per terra, sentii due braccia bloccarmi, per poi spingermi di nuovo sul letto.

-Non devi alzarti!
-Doc? - era stupita di vederlo lì, davanti a me; lui stava con Jason.
-Già, sono io... Non preoccuparti la bambina è salva. - indicò dietro di lui, dove c'era la dottoressa che scendeva le scale di nuovo con mia figlia tra le braccia che piangeva - Invece quel coglione del dottore stava per scappare con lei, sicuramente per portarla a Jason. Quindi è un bene che io abbia deciso di venire qui. E in tempo, per giunta.

Ancora sconvolta dalla sua piccola storia, lanciai un'occhiata alla dottoressa che annuì, confermando la sua storia. Senza perdere tempo, abbracciai Doc, in segno di ringraziamento.

Pochi secondi dopo, tutto andava quasi bene. La donna che stava dalla nostra parte aveva appena sistemato mia figlia nella sua culla accanto al mio letto, e ora stava compilando dei fogli.

-Allora, è nata alle 2:42 del mattino del 5 settembre 2015. - mi disse lei fiera e io sorrisi, anche se il mio sguardo era fisso sulla mia piccola - Ora devi solo dirmi il nome.
-Oh, - era assurdo che in otto mesi non ci avessi ancora pensato - io non lo so ancora.
-Me lo dirai domani mattina?
-Si. Ho bisogno di dormire, e poi ne voglio parlare con il padre.
-Quindi il cognome è ufficialmente Bieber?
-Si. - annuii fiera.

New GirlLeggi questa storia gratuitamente!