Tris' pov

Il giorno seguente, io e le ragazze fummo costrette ad andare di nuovo da Jason. Ci aveva inviato un messaggio dicendo che doveva parlarci delle istruzioni per il nostro viaggio con Logan, Ryan e Justin.

Justin... Non facevo che pensare alla sua, cioè nostra, sceneggiata di ieri notte. E a come ero riuscita ad arrossire nell'ufficio di Jason solo perché mi stava guardando.

Ero riluttante sul fatto di dover partire. L'idea mi eccitava, come per ogni missione, e sapere che Jason si fidava di noi, così tanto da mandarci al suo posto, era ancora meglio. Ma sapere che anche Justin sarebbe stato li mi faceva ricredere; ero totalmente sicura che lui sarebbe stato in grado di distrarmi.

Anzi, lo stava già facendo e ci conoscevamo da quanto? Dieci ore?

Dovevo smetterla. Non potevo permettermi di pensare ai ragazzi, di lasciar fuoriuscire i miei sentimenti. Non doveva piacermi, o peggio... Dovevo stare il più possibile lontana da lui.

-Siamo arrivate, Tris. - Aimee mi riportò alla realtà.
-Come mai così silenziosa?
-Mh, sono stanca, Katherine.
-Se lo dici tu...
-Si lo dico io. Ora andiamo. - mi catapultai fuori dalla macchina.

Ancora con la testa tra le nuvole mi incamminai verso l'interno, ma quando vidi che non eravamo sole mi bloccai.

-Ragazze, è un piacere rivedervi. - Justin ci sorrise e fece un occhiolino, beccandosi un'occhiataccia da parte di Jason.
-Bieber, devo ricordarti che non siete qui per flirtare?
-Non stavo flirtando. Loro lo stavano facendo. - alzò le mani in segno di difesa.

Jason guardò divertito nella nostra direzione.

-Comunque - si schiarì la voce - partirete domani mattina presto, verso le prime luci dell'alba e una volta arrivati dovrete chiamarmi.

Da sotto la scrivania prese una valigetta e la porse a Logan.

-Questa dovete portarla ai Sullivan. Vi darò io le coordinate del vostro incontro. E Logan, assicurati che questa valigetta arrivi sana e salva. E voi tutti sapete cosa fare se non dovessero mantenere i patti.
-Certo, li facciamo fuori come al solito. - Katherine sogghignò.
-Non prendetela alla leggera. Lui non è come gli altri, e ci terrei a vedervi di nuovo.
-E dov'è che dobbiamo andare? - chiese Aimee.
-Philadelphia. Alloggerete in una delle mie villette. E dovrete vivere insieme. Mi raccomando, non fatemi pentire della mia scelta. Voglio fidarmi di voi.

Quando pronunciò quelle parole mi sentii mancare. Ce l'aveva con me? Eppure non l'avevo deluso neanche mezza volta da un anno a questa parte.

Ah no aspetta, non poteva avercela con me. Io non sono come il resto della popolazione femminile, non mi innamoro.

-Perfetto. Ora potete andare. Ci sentiamo domani sera.
-Ciao Jason. - tutti e sei rispondemmo quasi in coro.

Quando fummo fuori, salii subito in macchina, o almeno ci provai dato che le ragazze mi richiamarono.

-Tris, hai sentito mezza parola di quello che abbiamo detto? - la guardai confusa.
-Andiamo a cena insieme. Da Hard Rock.
-Si, - boccheggiai - ehm, per questo stavo salendo in macchina.
-Si, vabbè. - Ryan ridacchiò, ricevendo da parte mia un'occhiataccia.
-Andremo in macchina, si, ma con loro. Si sa quanto è difficile trovare parcheggio!
-Ok. - sorrisi, e non per fare bella scena, ma perché fui soddisfatta di me stessa quando sentii la mia voce uscire fredda, come sempre.

Per arrivare al locale, dovemmo camminare un bel tratto a piedi, ma non c'era nessun problema, anzi. Era anche meglio poter camminare da sola avanti a tutti, al contrario di quando eravamo in macchina, costretta a stare vicino a Justin.

Dopo aver passato anche i gradini, arrivammo allo spiazzo davanti al ristorante.

Presi una sigaretta prima di entrare, e gli altri mi imitarono. Usai di nuovo l'accendino di Justin, il mio era andato e non avevo avuto proprio il tempo di ricomprarlo.

-Allora, - Logan espirò una nuvola di fumo - da quanto tempo ci siete dentro?
-Io da quattro anni - rispose Aimee - Katherine da cinque e Tris da uno, voi?
-Io da sei, Ryan da tre e Justin da uno, anche lui.
-Oh, un'altra cosa in comune tra Justin e Tris. - canzonò Katherine
-Un'altra? - chiesi io scocciata.
-Oh si, oltre alla voglia reciproca che avete di portarvi a letto.

Tutti scoppiarono a ridere, Justin compreso. Io no, ovviamente.

-Allora facciamo così, quando mi scoperò Justin, farò in modo di farvi trovare in prima fila, d'accordo? - ero al limite.
-Oh puoi scommetterci, piccola! - Logan lanciò a terra il filtro della sua sigaretta e poi entrò dentro seguito a ruota da noi.

Justin's pov

-Voi siete nati qui? Io vengo da New York. - chiese Katherine.
-Noi no, - Ryan indicò Logan - noi due veniamo da Miami, ma ci hanno trasferito qui da quasi due anni. E voi?
-Io vengo dal Texas. - rispose Aimee.
-Io dal Canada, ma quando ero piccolo ci siamo trasferiti a Boston. - guardai poi Tris - E tu?
-Non mi piace parlare del mio passato. Ma si, anche io sono di Boston.
-E come mai?
-Perchè ci sono nata?
-No, stupida, perchè non ti piace parlare del tuo passato!
-Perché come ho appena detto, il passato è passato. Non mi appartiene più, quella che ero una volta non esiste più, è morta insieme al resto.
-Jason le ha fatto proprio il lavaggio del cervello. Non ho mai visto nessuno come lei. Sicura che sei qui da solo un anno? - Chiese Ryan, indicandola.
-Stai ammettendo che sono migliore di te?
-Non ci allarghiamo. Ma per essere una ragazzina ci sai fare.
-Ragazzina? Ho ventun'anni, coglione.
-Ma è sempre così? Cazzo, ora capisco perchè piace a Jason!
-E dovresti vederla quando qualcuno non fa ciò che dice lei. La sua umanità si è fottuta! Totalmente! - Aimee rise.

Continuavano a parlare così di lei, che sembrava gradire tutti quei commenti, dato che le sue labbra si curvavano verso l'alto ogni volta che qualcuno diceva una parola in più.

In effetti a nessuno faceva impazzire l'idea di rivivere il passato, ma nessuno era come lei, Ryan aveva ragione. Era diversa. Era riuscita a costruire queste mura intorno a lei, così spesse che nessuno sarebbe riuscito a rompere. Ed era meglio così, so quello che succede a chi le lascia cadere al suolo.

Finita la cena, decidemmo di cambiare locale, per andare in una discoteca della città.

Nel giro di pochi minuti, Katherine già si stava facendo offrire da bere da uno o due ragazzi, mentre noi cinque rimasti, eravamo al bancone a bere le nostre ordinazioni.

Un ragazzo muscoloso, che da un po' guardava Tris, finalmente si avvicinò a lei e le sussurrò qualcosa all'orecchio. Si lasciò convincere e lo seguì, dopo aver buttato giù l'ultimo sorso del suo bicchierino.

-Oh, finalmente se la fa con qualcuno! - quasi esultò Aimee.
-Come scusa?
-Non è mai andata a letto con nessuno da quando è dentro. Ci servivate voi ragazzi; tutto questo testosterone le ha dato alla testa ed ha finalmente capito ciò che è giusto!

Ridemmo tutti alla sua affermazione.

-Beh, se non vi dispiace, anche io ho le mie priorità. Ci si vede tra poco ragazzi! - Aimee continuò, prima di allontanarsi sorridendo maliziosamente, con un altro ragazzo.
-Non so voi, ragazzi, ma non vedo l'ora di partire!
-Ryan, hai per caso intenzione di fartele tutte e tre?
-No Logan, mi basterebbero anche solo due. In fondo una è già stata prenotata da Justin, o sbaglio?
-Finitela con questa storia. Io mi faccio chi voglio io, non chi decidete voi. E sicuramente non mi faccio lei.
-Oh certo.

Dopo averle riaccompagnate a casa, ci fermammo per un altro drink. Chiarimmo le ultime cose per l'indomani e poi tornammo a casa nostra.

Misi alcuni panni in un borsone e lo poggiai davanti alla porta, insieme a quelli di Logan e Ryan.

Non avendo molto sonno, decisi di fare qualcosa di più produttivo, tipo preparare le armi. Presi tutte le pistole che avevo di riserva, lasciando però quelle più "leggere". Da quello che ci aveva detto prima Jason, loro andavano sul pesante, e noi non saremmo stati da meno.

Misi in tasca un paio di pistole di calibro 6,35 millimetri. Nella mia valigetta posizionai due Glock 18, e una Glock 18c. Bisognava essere pronti a tutto. Presi anche cartucce e caricatori, mettendoli in un'altra apposita valigetta. Poi aggiunsi anche i silenziatori.

Presi anche dei coltelli, mettendone un paio nella stessa valigetta delle mie pistole, e uno nei miei pantaloni. Caricai ciò che avevo preparato in macchina, portando dentr anche le valige.

Dopodichè, decisi di andare ad allenarmi un po'. Arrivai al garage e mi tolsi la maglietta, rimanendo in pantaloncini. Presi i guanti e li indossai, cominciando a tirare pugni al sacco.

Mi aiutava a rilassarmi e a pensare. In quel momento ero solo, quindi decisi di focalizzare i miei pensieri su ciò che mi aspettava l'indomani, ma non riuscivo a levarmi dalla testa quella stronza di Tris. Dio, mi mandava in confusione; e tutti quei commenti sul nostro andare a letto insieme non aiutavano per niente!

Non che mi piacesse, o almeno non in quel modo, ma quel corpo e quel viso mi facevano impazzire. Ero fiero di me, per come riuscissi a trattenermi ogni volta, ma non credo che sarebbe durato a lungo. Specialmente sapendo che saremmo stati insieme una settimana nella stessa casa.

-Justin?
-Ryan? Sono qui! - mi allontanai dal sacco per andare verso di lui; avevo il fiatone.
-Dio, sono quasi le cinque! Tra un'ora dobbiamo alzarci. Smettila di fare tutto questo casino, ho già mal di testa.
-Non è un problema mio!
-Fottiti Bieber.

Lui tornò sopra e io, ridacchiando, tornai al mio sacco.

Un'ora e mezza più tardi, come già stabilito, eravamo vicino alla strada principale di Boston, ad aspettare le ragazze. Arrivarono con un quarto d'ora di ritardo, ma nessuno di noi era stupito. Criminali o no, erano comunque ragazze.

Affiancarono la loro macchina alla nostra e dopo aver scambiato qualche parola con Logan, che era al volante, partirono appena dopo di noi.

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