"Andiamo via?" mi chiede allontanando le sue labbra dalle mie, il suo respiro affannato si infrange sul mio viso, e il mio sul suo. Annuisco appena sentendomi come chiusa in una bolla troppo stretta e spessa. Vorrei rannicchiarmi e restarci mentre il mondo va anvanti anche se io esistessi.
"Okay." sorride ripassando le labbra, rosse e gonfie, con la lingua.
Arrossisco risistemando la sua giacca. Lui cammina prima di me, apre la porta e lascia che entri per prima.
Sento gli sguardi delle poche persone rimaste su di noi, su di me, sulla giacca che ho sulle spalle, sul ragazzo alle mie spalle che tiene la mano sul mio fianco mentre insieme ci avviamo verso l'uscita: io desiderosa come mai di andarmene, allontanarmi il prima possibile da questi sguardi vacui e persi, dai pregiudizi di queste persone e dagli errori commessi in serata; ovunque andrebbe bene al momento, eccetto che qui.
Tengo lo sguardo basso e guardo Harry quando mi parla, pur di non guardare nessuno, ma non posso fare a meno di notare quelli che orami sono i miei tre vecchi amici. Sento i loro sguardi, carichi di giudizio, su di me. Su di noi
"Forse avrai un po' freddo in modo." la voce di Harry mi riporta sul pianeta terra. Lo guardo accigliata: "Harry.." sussurro non appena noto le she nocche insanguinate e spaccate. Fa un leggero cenno con la testa come per dirmi di lasciar stare, che non è né momento né luogo per parlare di una cosa simile, che ci sarà tempo, e io arrossisco ulteriormente. Osservo le sue nocche ancora per un po' chiedendomi quanto dolore deve star provando, e quanto ne abbia provato Oliver.
La sua mano non si sposta dal mio fianco, e sono sicura che si sia reso conto più di me del fatto che in molti stanno guardando quel punto, e poi la sua giacca sulle mie spalle, ma, abituato come deve esserlo a certe cose, non da peso ai loro occhi indiscreti, continua a camminare con me affianco fino a quando non siamo fuori.
"Cercherò di fare qualcosa per il freddo, ma dovrai tenere la mia giacca e starmi vicina." sussurra cercando di rassicurarmi con un sorriso finale mentre mi porge il casco.
Sospiro prendendolo, non proprio pazza dal fatto di dover andare in moto con questo freddo: una cosa è certa, se mio padre mi vedesse fuori, a quest'ora, vestita come sono, con un ragazzo come Harry, in moto, si strapperebbe i capelli.
L'unica cosa che mi conforta una volta in sella dietro di lui, è il suo corpo caldo, il suo profumo, il fatto che potrò stringermi a lui, appoggiando il volto sulla sua schiena.
Non appena mette in moto i suoi capelli vengono spazzati via per un attimo prima che si infili il casco, e allora la rivedo: quella voglia che l'ultima volta che vi ho posato gli occhi sembrava opaca e lattea.. adesso ha i bordi frastagliati, arrossati, talvolta anneriti; come se qualcuno vi avesse premuto sopra un ferro rovente. Mi fa quasi impressione, ma Harry è lesto a coprirlo, infilandosi il casco di protezione.
Vorrei potermi godere il momento come dovrei: insomma, per quanto questo 'rapporto', se proprio vogliamo definirlo così, risulti un rebus impossibile a tutti e due, dovrei apprezzare il fatto di essergli vicina come sono, il fatto che abbia lasciato senza indugiare quello che stava facendo per venire da me, e Dio solo sa come ha fatto a sapere che ero nei pasticci.
Purtroppo la mia mente è ancora ancorata a quelle mani viscide su di me, a quei sussurri loschi all'essere così verme di Oliver. Vorrei piangere perché so che probabilmente non dimenticherò mai quello che è accaduto. E poi chissà cosa pensa Harry di me ora: non dovrei pensarlo ma la sua fosse solo compassione? Mi ha tirata fuori da un momentaccio, forse farebbe di tutto per farmi sentire meglio.
Mi ci sono cacciata da sola in quella situazione, lo so. Ma non riesco a capacitarmi del fatto che io mi si sia potuta lasciar lusingare da pozioni, dalla voglia di far ingelosire qualcuno, dal desiderio di diventare qualcun altro. Certo il fatto che io abbia sbagliato non giustifica la situazione in cui mi sono ritrovata: ho seguito Oliver fuori come la maggior delle voler ho seguito fiori i ragazzi ed i loro amici perché potessero fumare o per prendere una boccata d'aria e quindi non mi è mai parso un rischio.
Non voglio che questa sventura fermi la mia voglia di fare stesa coi miei amici. Passare le serate con Jayden, Ginger, Gwen e Sean è bellissimo. Il fatto è uno solo: questa serata in particolare è da prendere come lezione e quelle che verrano saranno migliori.
Quando arriviamo davanti al nostro palazzo mi sento sollevata e spenta allo stesso tempo. Non voglio lasciarlo, non adesso che mi sembra di averlo trovato per davvero.
"Freddo?" domanda con un sorriso dolce, le fossette ai lati della bocca.
Scuoto la testa. È difficile cercare di atteggiarsi normalmente quando dentro si fronteggiando un turbine di emozioni, sospetti, delusioni e rammarichi. Mi osserva attentamente mentre sta mettendo via i caschi. "Lo sai che non riuscirai mai a mentirmi?!" il tono serio, appena appena un'increspatura delle labbra.
"No, davvero, è tutto a posto." gli volto le spalle e comincio a salire le scale.
POV di Harry.
Mi volta le spalle, senza un parola di più. Si sta sforzando di mantenere una voce sicura ed intoccabile, per dimostrare che sta bene e che non ha bisogno ci particolari cure. È chiaro che non è così. Chiunque al suo posto starebbe anche peggio di quanto sta lei.
La verità: che vorrei non lasciarla adesso che sembra io l'abbia appena scovata nella penombra, adesso che tutto sembra sulla strada per essere più semplice, adesso che so di poterla baciare ogni volta che ne ho voglia. Voglio tenerla vicina, anche quando vuole soltanto qualcuno con cui piangere.
Mi affretto a seguirla non appena ho messo a posto la moto. Faccio le scale a due a due, e presto le sono dietro, lei che ondeggia la sua gonna nera camminandomi davanti, la mia giacca che quasi la copre del tutto, quei tacchi impossibili.
"Grazie per tutto. Per tutto quello che hai fatto stasera." quasi balbetta, gli occhi bassi, il volto arrossato, non so se per l'imbarazzo verso di me o verso se stessa. Solo una cosa è certa: vorrei non vederla in questo stato. Darei qualsiasi cosa purché mi urli contro, per farla sfogare, per non lasciarla ai pensieri di questo terribile momento. Se si incolpa sbaglia, perché non ha colpa. E se cova dentro di sé della rabbia deve lasciarla andare. Niente rimorsi. Solo un malato metterebbe le mani addosso a una donna. Il difficile per lei sarà capirlo e smettere di sentirselo addosso.
Il solo pensiero mi fa ribollire il sangue:
"Figurati. Vuoi stare qui sul pianerottolo?" la faccio ridacchiare. Sorrido.
"Dovrei andare dentro. Ci vediamo domani?" fa un breve cenno con la mano.
Annuisco guardandola mentre tira fuori le chiavi per poter raggiungere il proprio appartamento.
"Sky- la richiamo con tono pacato -credo proprio che tu debba stare da me stasera."
quando si volta è rossa in viso, scuote piano la testa.
"Devo farmi una doccia per togliermi quella.."
"Sensazione." completo per lei vedendola in difficoltà. "Sai che ho una doccia anche io?" e ridacchia di nuovo.
"E Sean e Jayden? Mi sento una tale idiota dopo tutto quello che è successo stasera." abbassa gli occhi.
"Possono dormire nel vostro appartamento, non avranno modo di entrare se lascio le chiavi nella toppa." faccio spallucce alla sua espressione accigliata. "Non è la prima volta che li lascio fuori, non guardarmi come se fossi un mostro." sorride debolmente.
"Va bene." annuisce staccandosi dalla porta del suo appartamento per avvicinarsi a me. Le do le spalle, mentre apro la porta, per non farle vedere il sorriso sulla mia stupida faccia da ebete.
Forse non tutto è perduto, c'è speranza di recuperare questa disastrosa serata.
Apro la porta e la faccio passare per poi chiudere alle mie spalle assicurandomi di lasciare le chiavi nella toppa, anche se dubito fortemente che uno di loro due torni a casa stasera.
Guardo verso l'orologio appeso sopra alla TV: è tardi.
"Vieni, ti presto dei vestiti e degli asciugamani." le faccio un cenno con la mano mentre mi segue, i suoi tacchi risuonano sul parquet, il suo disagio nell'essermi così vicina, la sua agitazione e il suo imbarazzo azzerano magicamente il mio. È come se mi sentissi in dovere di essere sciolto per non permettere alla situazione di diventare pesante. Lei sta bene, è qui con me, tutto il resto passa in secondo piano.
Si toglie la mia giacca e la lascia sul letto, io le porgo degli asciugamani, una camicia bianca e dei boxer. Li prende, ringraziando, prima di dirigersi verso il bagno. Quando chiude la porta alle sue spalle mi lascio cadere sul letto a peso morto.
Mi stropiccio gli occhi, prendo il telefono e guardo le chiamate perse da parte degli altri. Richiamo Sean: scommetto che si sente ancora terribilmente in colpa per la piena che hanno preso gli eventi, è bene rassicurarlo.
"Perché diavolo non rispondi mai al telefono tu? Si può sapere?" mi chiede subito. La calma che mi infonde sapere che Skylar è qui con me, che siamo soli io e lei, è qualcosa che non ho mai sperimentato prima.
"Perché? Che succede? Altri problemi?" domando.
"Volevo solo chiederti se sta bene. Dio Cristo, come ho potuto essere così stupido!" sbuffa.
"Non serve a nulla autocommiserarsi. Sky sta bene, questo è l'importate." cerco di confortarlo.
"Non si può certo dire lo stesso per il cane di Malik. Gli hai rotto tre costole, il setto nasale e che ha una lieve commozione celebrale." mi informa dall'altro capo del telefono. Questo non fa che migliorare il mio umore.
"Avrei dovuto ucciderlo. Lo avrei fatto, se lei non fosse stata lì." sospiro mentre mi copro gli occhi.
"Si, lo so. Sai che ha cercato di parlarmi di voi stasera? Ci è rimasta male quando sei andato via con Lucilla, per quello penso si sia.."
"Lo so." lo interrompo bruscamente. "Lo so già." sospiro.
"Hai idea di come mai Malik ha mandato quel tizio?" chiede, a questa domanda apro subito gli occhi.
"Credimi, sono sempre più convinto che non sia stato lui a mandarlo." quasi ringhio. "Conosco bene Malik, se una cosa non gli va bene una volta, come quando si è messo a seguirci nello Yorkshire, senza riuscire a prenderci, molla, escogita qualcosa di nuovo. Ma conosco qualcuno più impulsivo che può aver mandato Oliver Steel alla festa stasera." sospiro mentre sento l'acqua della doccia continuare a cadere e immagino lei sotto quel getto, nuda, perfetta a pochi metri da me.
"Snyder?" esclama in un sussurro.
"Non essere stupido, non si occuperebbe di persona di dare certi ordini a un tirapiedi come Oliver, ma uno dei suoi fidati potrebbe averlo fatto. Tomlinson, ad esempio."
"Come farai a scoprirlo?"
"Ho i miei metodi. A proposito, dovrei parlarvi, non vi ho raccontato quello che ho appreso in un bellissimo viaggetto di tre giorni nello York." ridacchio ironico.
"Pensavo che a me le dicessi subito certe cose!" esclama offeso.
"Sai che c'è Hernandez? Puoi farmi un favore prima di andarti a trovare qualcuna con cui intrattenerti?" ridacchio all'idea di quello che sto per chiedergli.
"Dopo che hai salvato Skylar, tutto quello che ti pare."
"Non cercate di entrare in casa stasera." sospiro.
"Cosa? No! Harry, non me ne frega assolutamente niente! Ho bisogno di dormire come si deve, non me ne può fottere di meno di cosa stai- Aspetta. Sky è lì con te? È per questo?" chiede.
"Ok, potete entrare, ma non fate troppo rumore, le ho promesso che non ci sareste stati per convincerla a non passare questa brutta nottata da sola. Chissà cosa le frulla in testa dopo quello che le è successo." sospiro.
"Sei più tranquillo a sapere che è lì con te?" mi chiede serio.
"Si." rispondo con tono sicuro. "Ora sparisci, e rassicura gli altri." e metto giù.
Butto di lato il telefono, mi alzo in piedi, mi svesto e mi infilo un paio di bermuda neri. Mentre li lego mi dirigo a togliere la chiave dalla toppa per poter permettere agli altri di entrare.
Vado a fare un giretto in cucina per bere qualcosa che sia diverso dall'alcol; un bicchiere d'acqua e mi sento subito meglio. Lavo le mani al lavello e premo sulle nocche sbucciate con uno straccio che butto via una volta che non sono più così orribili da vedere. Ormai sono così abituato ad avere le mani in questo stato che non mi fa nemmeno più senso il dolore.
Sto tornando in camera quando noto che la porta del bagno è aperta, chiaro segno che è uscita, che è in camera. Forse pensa che non la stia guardando, lo spero di sicuro, perché se no non sarebbe così sciolta. Indossa le mutandine e la camicia: la sta abbottonando, dandomi le spalle. Pagherei oro perché davanti a lei ci fosse uno specchio.
Poi, una volta che ha sistemato le maniche in modo che non le coprano le mani, smuove i capelli rossi, adesso più scuri a causa dell'acqua, e piega ordinatamente le sue cose.
"Spero tu ti senta meglio." sospiro facendo la mia comparsa. Lei cerca subito ti tirare più giù possibile la mia camicia, già troppo grande addosso a lei, per coprirsi, il volto così roseo adesso che sorrido alla dolcezza di questa visione.
"Harry! Va fuori!"
"Ma sei vestita.." ridacchio indicandola e facendo dei passi nella stanza.
"Chiudi gli occhi, adesso!" impone con l'aria di chi potrebbe uccidermi da un momento all'altro.
"Come vuoi.." sospiro coprendomi gli occhi con una mano. Quando, sbirciando tra le dita, noto che si è messa anche i miei boxer, tolgo la mano e mi metto a letto.
Lei resta in piedi: "Hai intenzione di fissarmi mentre dormo?" ridacchio allungando le mani dietro la nuca.
"Io dove dovrei dormire?"chiede con un tono flebile.
"Vediamo: sia Sean che Jayden chiudono le loro rispettive camere a chiave quando non sono in casa- bugia- un topo si è creato una tana nel divano-altra bugia- e di solito al piccolo topolino piace scorrazzare per casa durante la notte- bugia anche questa- temo proprio che dovrò mostrare quale buon anima io possegga: puoi dormire qui, se ti va." faccio spallucce.
"Non mi fido." ridacchia. "Penso che correrò il rischio di incappare in quell'adorabile topolino." sospira con aria altezzosa mentre si avvicina alla metà di letto che non sto occupando per prendere il cuscino. La osservo attentamente, adoro come i miei vestiti le stanno addosso.
Allunga le mani per prende il cuscino, allora io le afferro entrambi i polsi e la strattono, emette un serie di gridolini misti a risa quando ricade su di me, i suoi capelli fradici e freddi colpiscono il mio petto e non c'è niente di più bello.
"Sky! Ti sembra il modo di insistere a dormire qui?" continuo a farla ridere. "Fai pure." e la tengo ferma mentre si dimena, assicurandomi di farle il solletico.
"Harry! Basta!" ride mentre scivola accanto a me, sul letto. "Giochi molto scorretto." mi rimprovera mentre si toglie i capelli dal viso. Continuo a guardarla senza poterle togliere gli occhi di dosso e sentendomi incapace per quanto riguarda il mio sorriso da ebete.
"Pensavo di non dover ricorrere alle mosse sleali per farti dormire nel mio letto." faccio spallucce dandole le spalle.
Sento il petto leggero, una sensazione nuova, nuovissima per me. Smetto di pensare a tutto, smetto di pensare che là fuori incombe una guerra, una guerra della quale non importerà a nessuno.. il fatto che ci sono delle cose che devo combattere per sapere.
"Harry.." mi richiama.
Non rispondo, desideroso di vederla giocare con me nel modo in cui fa con Sean, Jayden; con Hunter perfino.
"Harry.." la sua voce che dice il mio nome, con questo tono, quasi supplichevole, dolce. "Se non mi rispondi nemmeno tanto vale andare." e sento che si muove sul materasso andarsene.
"Altri metodi scorretti in arrivo, ti avviso." mi volto verso di lei, che sorride radiosa.
"Non oserai." sospira alzando il naso all'insù.
"Tu dici?" e mi rimetto a farle il solletico.
"Toglimi le mani di dosso, bifolco!" scoppio in una risata incontrollabile all'uso delle sue parole: smetto di farle il solletico solo per godermi una risata che non mi facevo da tempo.
Resta il fatto che, dopo ulteriori risate causate da me che le faccio il solletico e lei che mi rimprovera come se fosse un'antica dama ottocentesca, si addormenta, si addormenta parlandomi, la sua schiena contro il mio petto, le sue gambe nude, morbide e lisce, contro le mie, i respiri profondi e una sensazione di completezza quando avvolgo un braccio attorno a lei per attirarla più vicina. Lei intreccia le gambe alle mie, io affogo il visto nei suoi capelli, contemplano con l'olfatto il fatto che abbia usato il mio shampoo. Non c'è nessun altro posto in cui io voglia essere. Nessun'altra sensazione che voglia provare al di fuori del suo corpo qui con me. Vorrei restare sveglio per tutta la notte e godere di tutto questo il più possibile. Si addormenta in fretta, si sistema meglio contro di me, facendosi anche più vicina. Chiudo gli occhi e sorrido, perché è la prima con cui condivido questo letto.